• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18388 (4-18388)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18388presentato daGRIMOLDI Paolotesto diMartedì 7 novembre 2017, seduta n. 882

   GRIMOLDI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   il 25 settembre 2017 si è svolto nella regione autonoma del Kurdistan iracheno un referendum per l'indipendenza al quale il 92,7 per cento dei partecipanti si è espresso in favore della creazione di una vera e propria Repubblica curda sovrana;

   invece di avviare trattative che sarebbero anche potute sfociare nel riconoscimento al Kurdistan iracheno di forme ulteriori di autonomia diverse dall'indipendenza, a fronte degli esiti del referendum curdo, il Governo iracheno ha avviato una vasta campagna militare tesa a ridurre l'area sotto il controllo effettivo dell'esecutivo autonomo del Kurdistan, in particolare strappandogli Kirkuk;

   il mancato avvio di un dialogo tra le parti e la campagna militare avviata dal Governo centrale iracheno hanno, da ultimo, portato anche alle dimissioni del presidente Massoud Barzani, con decorrenza dal 1° novembre 2017;

   a dispetto del ruolo svolto dal 2014 nella lotta allo Stato Islamico, soltanto Israele sembra sensibile alla causa curda ed appoggia pienamente il tentativo di autodeterminazione, mentre da parte occidentale si riscontra un'incredibile freddezza;

   per quanto riguarda il nostro Paese, a dispetto di una incisiva presenza italiana nell'area e del ruolo svolto in questi anni nel sostenere la formazione e lo sviluppo di efficaci capacità militari curde, in particolare addestrando ed armando i peshmerga, il Governo ha preferito rimanere silente anche dopo l'inizio delle operazioni militari irachene contro i curdi –:

   per quali motivi, il Governo abbia deciso, non solo di non appoggiare il processo di autodeterminazione dei curdi iracheni, ma di non esprimere neanche una critica nei confronti della scelta del Governo iracheno di ricorrere alla forza contro la regione autonoma del Kurdistan, attuando nei suoi confronti una vasta e sanguinosa campagna militare.
(4-18388)