• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18383 (4-18383)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18383presentato daVALLASCAS Andreatesto diMartedì 7 novembre 2017, seduta n. 882

   VALLASCAS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   il quotidiano Il Corriere della Sera, nell'inserto Economia del 23 ottobre 2017, ha pubblicato un'intervista, con il titolo «Dopo i treni, dateci gli acquedotti», al presidente e amministratore delegato di Hitachi, Toshiaki Higashihara, nella quale il manager, nell'illustrare gli ambiti e i settori di espansione dell'azienda, con particolare riguardo all'Italia, avrebbe manifestato un motivato interessamento per il sistema idrico;

   in particolare, il presidente di Hitachi avrebbe affermato che l'Italia «è un Paese strategico per Hitachi che vuole diventare globale. Vorremmo espanderci su energia, acqua e sanità. [...] Abbiamo aperto un tavolo con le istituzioni, anche per l'efficienza idrica»;

   il manager avrebbe precisato questo interessamento per il sistema idrico affermando che «In Italia va disperso circa il 38 per cento dell'acqua potabile, 3,2 miliardi di metri cubi all'anno: una delle perdite maggiori d'Europa. Se ne può recuperare la metà. Siamo già operativi in questo settore con alcune società, ma vorremmo fare di più per accelerare la soluzione e soprattutto la prevenzione del problema idrico. Vogliamo crescere velocemente»;

   da quanto esposto si rileverebbe un forte interessamento da parte di una multinazionale di rilevanti dimensioni di mercato per un servizio pubblico essenziale e necessario per i cittadini come il sistema idrico integrato;

   giova ricordare che la consultazione referendaria del 12 e 13 giugno 2011 avrebbe fatto emergere una chiara volontà popolare che la gestione dell'acqua resti pubblica e non venga inglobata in sistemi di mercato, anche a seguito dei pericoli che sarebbero stati ravvisati da una progressiva «depubblicizzazione» del sistema con l'ingresso di un numero rilevante di operatori privati;

   è il caso di osservare che la presenza dei privati nella gestione di un bene pubblico come l'acqua desterebbe molteplici perplessità proprio per la natura e le finalità dell'impresa privata che sarebbero, non solo inconciliabili, ma addirittura in conflitto con le finalità di un servizio pubblico come il sistema idrico integrato;

   a questo proposito giova ricordare che l'Onu ha dichiarato il diritto all'acqua un diritto universale e fondamentale, ha sottolineato che l'acqua potabile e per uso igienico è un diritto essenziale relativo alla dignità della persona e raccomanda agli Stati di attuare iniziative per garantire acqua potabile di qualità, accessibile, economica; gli organi di stampa riportano con crescente frequenza molteplici criticità nella gestione della risorsa idrica, tra errori di contabilizzazione dei consumi, un sistema tariffario oneroso e spesso ingiustificato e una rete «colabrodo» nella quale, come esposto in premessa, si perderebbe il 38 per cento di acqua potabile;

   Il Sole 24 Ore del 9 ottobre 2017, riportando i dati di un'indagine di Utilitalia, sui tempi e sulle risorse necessarie per rinnovare la rete, riferirebbe che «ai ritmi attuali, che in 12 mesi registrano il rinnovo di 3,8 metri ogni chilometro di rete, ci vorranno 250 anni per sostituire tutti i nostri malconci tubi con un'infrastruttura nuova»;

   le dichiarazioni del presidente dell'Hitachi, mettendo in relazione lo stato delle reti e la necessità di cospicui finanziamenti, secondo l'interrogante fornirebbero una pericolosa giustificazione all'ingresso dei privati nella gestione del sistema idrico integrato;

   è il caso di ricordare che il «collegato ambiente» del 2016 avrebbe previsto un fondo di garanzia per opere idriche di potenziamento, depurazione e fognature, dispositivo che non risulterebbe ancora attivato –:

   quali iniziative il Governo intenda adottare, per quanto di competenza, per evitare l'ingresso dei privati nella gestione del sistema idrico integrato e per il rispetto delle disposizioni legislative nonché della consultazione referendaria del 2011 in materia di acqua pubblica;

   se il Governo non ritenga opportuno, per quanto di competenza, farsi promotore di un processo di rinnovo di rete, condotte e impianti del sistema idrico, prevedendo adeguati finanziamenti ed erogando quelli già previsti, come le risorse del fondo di garanzia di cui al «collegato ambiente» 2016.
(4-18383)