• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12617 (5-12617)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12617presentato daCHIMIENTI Silviatesto diMartedì 7 novembre 2017, seduta n. 882

   CHIMIENTI, TRIPIEDI, COMINARDI, DALL'OSSO, LOMBARDI, DI BENEDETTO, LUIGI GALLO, MARZANA, VACCA, SIMONE VALENTE, BRESCIA e D'UVA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   secondo i dati certificati dell'Istat sull'aspettativa di vita, pubblicati in data 24 ottobre 2017, vi è un allungamento di vita per la popolazione italiana di 150 giorni, rispetto all'anno 2013. Una posizione che da una forte sponda alla cosiddetta «Riforma Fornero», che prevede, nel 2019, lo scatto per la pensione di vecchiaia a 67 anni e non più a 66 anni e 7 mesi;

   è noto che l'età pensionabile è in linea di principio collegata quasi in automatico all'aspettativa di vita. La regola è stata stabilita, infatti, per la prima volta nella cosiddetta «Manovra Dini» del 2009, poi rivista negli anni. La sostanza però non è mai cambiata: l'uscita dal lavoro va di pari passo con l'allungamento dell'aspettativa di vita;

   dopo il primo adeguamento del 2013, pari a 3 mesi (previsto dal decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201), e il secondo adeguamento, del 2016, pari a 4 mesi (decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 16 dicembre 2014), il prossimo adeguamento avverrà il 1° gennaio 2019. Da quella data in poi gli adeguamenti avranno cadenza biennale: 2021, 2023, 2025 e così via (gli aumenti sono stimati in circa 2-3 mesi a biennio);

   secondo questo meccanismo nel 2019 si andrebbe in pensione a 67 anni, a 67 anni e 3 mesi nel 2021, a 68 anni e 1 mese nel 2031, a 68 anni e 11 mesi nel 2041, a 69 anni e 9 mesi nel 2051 portando un impatto inconcepibile oltre che irragionevole;

   tale meccanismo di adeguamento automatico diventa ancor più irragionevole nel caso dei docenti della scuola pubblica italiana, i quali possono usufruire del pensionamento solo alla data del 31 agosto, con il conteggio dei mesi lavorati fino al 31 dicembre dello stesso anno;

   di conseguenza migliaia di insegnanti italiani, delle scuole di ogni ordine e grado, saranno costretti a lavorare un anno in più per la mancanza di pochi mesi lavorativi, in molti casi anche di pochi giorni, al raggiungimento della data per il pensionamento;

   secondo i dati dell'Eurostat, l'ufficio statistico dell'unione europea, pubblicati agli inizi del mese di ottobre 2017, i docenti italiani sono tra i più vecchi d'Europa (dietro l'Italia vi è solo la Spagna) e, cosa peggiore, continuano ad invecchiare in quanto è preclusa l'entrata ai giovani insegnanti a causa del mancato cambio generazionale –:

   se i Ministri interrogati non ritengano che sarebbe opportuno assumere iniziative volte a bloccare l'adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita previsto per il 2019, nonché differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversità nelle speranze di vita e nella gravosità dei lavori.
(5-12617)