• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18364 (4-18364)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18364presentato daSENALDI Angelotesto diLunedì 6 novembre 2017, seduta n. 881

   SENALDI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   il testo unico sull'ambiente ha riconfermato una specifica disciplina per gli imballaggi ed i rifiuti di imballaggi, di qualunque materiale costituiti, già introdotto con il decreto n. 22 del 1997;

   il medesimo testo unico dell'ambiente, all'articolo 234, al fine di razionalizzare, organizzare e gestire la raccolta ed il trattamento dei rifiuti di beni in polietilene destinati allo smaltimento, ha pure istituito il Consorzio per il riciclaggio dei rifiuti di beni in polietilene, esclusi gli imballaggi di cui all'articolo 218, comma 1, lettere a), b), c), d), e);

   in attuazione delle citate previsioni normative nel 1998 sono stati costituiti: il CONAI (dedicato alle imprese produttrici ed utilizzatrici di imballaggi) ed il POLIECO (dedicato ai produttori, distributori ed importatori di beni a base di polietilene);

   le aziende produttrici di film adesivizzato in polietilene hanno aderito al consorzio obbligatorio POLIECO ed hanno provveduto a versare a POLIECO il contributo ambientale;

   dopo circa un decennio dall'istituzione dei menzionati Consorzi, il CONAI ha invocato nei riguardi dei ricordati produttori del film adesivizzato in polietilene l'obbligo degli stessi di aderire al consorzio CONAI unilateralmente, qualificando il prodotto sopra descritto quale imballaggio e, dal 2015, ha attivato in danno dei produttori del film adesivizzato in polietilene plurime procedure giudiziali nelle quali la richiesta di accertamento dell'obbligo di iscrizione dei ricordati produttori al CONAI è stata accompagnata da ingenti pretese economiche (decine di milioni di euro), la cui portata si palesa come costo insostenibile per le aziende;

   le aziende operano, quanto al contributo ambientale, quali soggetti preposti alla riscossione dello stesso, provvedendo quindi a girare al consorzio di appartenenza (POLIECO) le somme riscosse;

   chiaramente gli importi richiesti dal CONAI corrispondono a cifre mai incassate e neppure trattenute dai produttori, i quali, nell'ipotesi di soccombenza, quanto alla pretesa economica di cui sopra, si troverebbero, ferma l'incertezza circa la prosecuzione dell'attività d'impresa, a dover intraprendere in danno dei propri clienti iniziative finalizzate a conseguire da quelli il reintegro postumo di quanto eventualmente versato dai medesimi, in esecuzione della pronuncia giudiziale;

   la situazione di incertezza ed il potenziale grave danno economico che potrebbe derivare in capo alle aziende e/o a talune di esse, laddove non via sia uniformità di giudizio, mettono a repentaglio la sopravvivenza stessa del settore, con ricadute a livello sociale esclusivamente per questioni interpretative che vedono le aziende del settore coinvolte in un potenziale contenzioso fra consorzi ex lege previsti –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione;

   se intendano assumere iniziative volte a chiarire quale sia la corretta interpretazione della norma per dare certezza ad un settore di nicchia altamente considerato nel mondo;

   quali modalità possano essere messe in campo per risolvere il potenziale contenzioso tra i due consorzi preposti allo smaltimento.
(4-18364)