• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18351 (4-18351)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18351presentato daBUSTO Mirkotesto diLunedì 6 novembre 2017, seduta n. 881

   BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, TERZONI e ZOLEZZI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   la costruzione dell'impianto Cemex nel sito nucleare di Saluggia (Vercelli), per la solidificazione dei rifiuti radioattivi liquidi attualmente conservati e del deposito D3 per lo stoccaggio provvisorio post-solidificazione è stata interrotta a seguito della risoluzione, per grave inadempimento e ritardi nell'esecuzione dei lavori, del contratto d'appalto tra Sogin spa – che ha quale socio unico il Ministero per lo sviluppo economico – e il raggruppamento temporaneo di imprese Saipem più altri;

   la risoluzione dei contratto comporterà, secondo quanto riferito dai vertici di Sogin spa, il fermo dei lavori e un ulteriore allungamento dei tempi di realizzazione delle due opere, già in forte ritardo rispetto ai cronoprogrammi;

   le operazioni di solidificazione delle scorie liquide nel Cemex, tenendo conto dei ritardi di progettazione e costruzione accumulati finora e delle necessarie preventive operazioni di collaudo e di prove a freddo, non potranno presumibilmente iniziare prima dell'anno 2024;

   il «Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e delle scorie radioattive» recentemente redatto dai Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare prevede che, entro il 2024/2025, sarà operativo il deposito nazionale di stoccaggio delle scorie, e che entro il 2035 i siti nucleari (compreso quello di Saluggia) dovranno essere rilasciati senza vincoli radiologici;

   in seno alla Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti e alla Corte dei conti sono stati espressi dubbi sull'utilizzo delle risorse economiche da parte di Sogin a fronte delle operazioni sinora completate;

   nel corso della legislatura sono stati presentati dagli interroganti diversi atti di sindacato ispettivo volti ad esprimere perplessità sull'edificazione dei depositi temporanei, tra cui il deposito D2 e il D3, verso la cui costruzione la cittadinanza si è fortemente opposta. La richiesta degli interroganti è stata, inoltre, quella di avviare un'analisi puntuale sull'opportunità e sull'idoneità dei depositi provvisori, per individuare una strategia complessiva di gestione in accordo con il progetto del deposito nazionale. La strategia di «brownfield», infatti, con la realizzazione del deposito nazionale, non avrebbe più alcun senso e risulterebbe inopportuno costruire nuovi depositi temporanei in siti che entro il 2035 dovranno essere abbandonati. Già il comune di Saluggia, a tal proposito, aveva proposto una moratoria per la costruzione di nuovi depositi nelle osservazioni al rapporto preliminare del programma nazionale –:

   se i Ministri interrogati non ritengano opportuno, per motivi di economicità e di rispetto delle scadenze previste dal citato programma nazionale, dare indicazioni a Sogin spa in merito all'affidamento nel breve periodo dei lavori di completamento dell'impianto Cemex, necessario per la solidificazione dei rifiuti radioattivi che, da oltre trent'anni, si trovano allo stato liquido;

   se i Ministri interrogati non intendano assumere iniziative ai fini dello stralcio dall'appalto per la costruzione del deposito temporaneo D3, in vista della costruzione del deposito nazionale, provvedendo per contro, all'individuazione di adeguate «aree buffer» all'interno dell'impianto Cemex stesso, oppure di edifici già esistenti, nelle quali transitoriamente ospitare i rifiuti radioattivi trattati e condizionati per il loro progressivo trasferimento al deposito nazionale.
(4-18351)