• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18347 (4-18347)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18347presentato daRICCIATTI Laratesto diLunedì 6 novembre 2017, seduta n. 881

   RICCIATTI, MELILLA, EPIFANI, SIMONI, FERRARA, ZARATTI, D'ATTORRE, QUARANTA, PIRAS, NICCHI, MARTELLI, GIORGIO PICCOLO, ZAPPULLA, SANNICANDRO, ALBINI, MURER, BOSSA, SCOTTO, KRONBICHLER e FRANCO BORDO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   il terremoto ha danneggiato con forza anche il tessuto imprenditoriale della provincia di Fermo, oltre che delle Marche, come riportano gli ultimi dati della Cna. A livello regionale in un anno il sistema produttivo del cratere marchigiano ha visto la scomparsa di 483 imprese e di 2.000 posti di lavoro, mentre il fatturato delle aziende che hanno resistito è diminuito del 5 per cento. Entrando nel dettaglio locale, sono 135 le attività artigianali che hanno definitivamente ceduto alle scosse;

   al primo posto c'è Montegiorgio dove hanno chiuso trenta imprese, Seguono Servigliano con 16, Amandola con 12, Montelparo, Massa Fermana e Falerone con 10. Il settore più colpito nelle Marche è stato quello dell'agroalimentare, con la perdita di 249 aziende e quasi 1.000 occupati. «Servono interventi che garantiscano la ricostruzione e la rinascita del tessuto sociale ed economico, indicando le priorità e i programmi su cui intervenire sia nel breve periodo che a lungo termine. Siamo convinti che sia necessario cominciare dal territorio, attraverso l'agroalimentare di qualità, il turismo e la cultura» spiegano Paolo Silenzi e Alessandro Migliore, presidente e direttore di Cna Fermo;

   tra i 177 comuni marchigiani coinvolti, ovvero il 77 per cento, al secondo posto per imprese danneggiate ci sono quelle del commercio, 155 hanno registrato la chiusura e 500 sono i disoccupati in più. Ma proprio a causa della vastità dei danni, i problemi non hanno risparmiato nemmeno i seguenti settori: manifatturiero (- 46 per cento) edilizia (- 42 per cento), trasporto (- 24 per cento) e ricettività (- 21 per cento). È per questo che non c'è comune fermano che si sia salvato: cinque imprese chiuse a Monteleone, sei a Belmonte, sette a Monte Vidon Corrado, otto a Ortezzano e quattro a Monsampietro Morico e Montappone. Chi resiste, e non potrebbe essere diversamente considerato che il sindaco Ciaffaroni ha affrontato il post sisma in modo efficace, è Montefortino che ha perso solo un'attività –:

   quali iniziative s'intendano assumere al fine di rilanciare il tessuto delle imprese artigiane dei territori colpiti dai recenti eventi sismici.
(4-18347)