• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12588 (5-12588)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12588presentato daDE LORENZIS Diegotesto diLunedì 6 novembre 2017, seduta n. 881

   DE LORENZIS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, all'articolo 5 (comma 1), ha previsto che l'attuazione degli interventi funzionali a risolvere la situazione di criticità ambientale, socio-economica e di riqualificazione urbana, riguardante la città e l'area di Taranto, sia disciplinata da uno specifico contratto istituzionale di sviluppo (Cis) attraverso l'attivazione di un tavolo istituzionale permanente per l'area di Taranto (Tip), costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o giugno 2014 e decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 giugno 2016) incaricato di definire il contenuto operativo dello strumento di programmazione e di coordinare l'attuazione. Il contratto e stato sottoscritto in data 30 dicembre 2015;

   in merito all'avanzamento del programma di interventi del Cis aggiornato al 30 giugno 2017, tra gli «interventi non avviati/in programmazione» è presente l'intervento «2.10. Completamento del progetto dell'utilizzo industriale (ILVA) delle acque reflue di Taranto per uso potabile ed irriguo». L'intervento consiste nella realizzazione di un impianto di ultra-affinamento delle acque reflue civile trattate nell'impianto di depurazione di Taranto e del collettamento delle stesse fino all'area dello stabilimento siderurgico ILVA al fine di utilizzo industriale delle suddette acque reflue per riservare all'uso potabile ed irriguo le acque del Sinni e del Tara che attualmente vengono prelevate dall'Ilva;

   la «prescrizione T.26» dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata all'Ilva prescrive che «il Gestore dovrà predispone, entro 6 mesi dal rilascio dell'AIA, uno studio di fattibilità finalizzato a ridurre il prelievo primario del 20 per cento entro 3 anni e del 50 per cento entro la scadenza dell'AIA mediante il riuso delle acque dolci usate nel ciclo produttivo e attraverso il riutilizzo delle acque degli impianti di trattamento reflui civili della zona, secondo accordi da stipulare ai sensi del decreto ministeriale 185/03»;

   tale intenzione di riutilizzo dei reflui non è nuova; infatti nel 1994 la regione Puglia (assessorato all'agricoltura), a seguito di apposita convenzione stipulata tra la stessa Italsider e la provincia di Taranto, finanziava il progetto per il riuso delle acque reflue provenienti dagli impianti di affinamento, consistente nella costruzione di una adeguata condotta in acciaio (il cui percorso si svolgeva necessariamente sui fondali del Mar Grande) che, prelevando le acque reflue trattate negli impianti di affinamento Gennarini e Bellavista, le convogliava al recapito finale dell'allora Italsider. Di fatto tale intervento non si è mai realizzato;

   in attuazione dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri (O.p.c.m. 3536/2006), il presidente della regione Puglia – commissario delegato per l'emergenza idrica in Puglia (C.d.e.i.), con il decreto n. 8/CD/EI del 20 ottobre 2006, disponeva il trasferimento delle residuali risorse economiche pari a 35.360.382,35 nel bilancio della regione Puglia per la prosecuzione degli interventi non conclusi nel periodo di emergenza idrica. La giunta regionale, con successiva deliberazione n. 1716 del 21 novembre 2006 autorizzava il dirigente del settore risorse naturali ad assumere tutte le iniziative attuative delle disposizioni. Con determinazione del dirigente del settore risorse naturali n. 103 del 6 luglio 2007, si impegnavano le somme relative alle accertate obbligazioni a carico della regione Puglia. Tra gli interventi da proseguire vi era quello relativo «Completamento del progetto dell'utilizzo industriale (ILVA) delle acque reflue di Taranto, al fine di riservare all'uso potabile ed irriguo le acque del Sinni e del tara», per un impegno di spesa pari ad euro 14.000.000,00, come da decreto del commissario delegato per l'emergenza idrica n. 16 del 24 giugno 2004 –:

   quale sia lo stato dell'avanzamento dei lavori dell'opera in questione prevista dal Cis per Taranto, che prevede il riutilizzo dei reflui dei depuratori di Taranto per usi industriali e l'Ilva e quando siano previsti la conclusione dei suddetti lavori e la relativa messa in funzione;

   se nel suddetto progetto sia previsto che l'intera quantità dei reflui in uscita dai depuratori «Bellavista» e «Gennarini» di Taranto sia impiegata per uso industriale all'Ilva di Taranto, o per uso irriguo, ovvero se una parte dei suddetti reflui non utilizzata verrà scaricata in mare.
(5-12588)