• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18453 (4-18453)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18453presentato daPRODANI Aristesto diVenerdì 10 novembre 2017, seduta n. 884

   PRODANI e RIZZETTO. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

   il 7 novembre 2017 è stato presentato, presso il Palaexpo di Roma, il 13° rapporto annuale di Federculture (Federazione delle aziende e degli enti di gestione di cultura, turismo, sport e tempo libero) dal titolo «Impresa Cultura. Gestione, Innovazione, Sostenibilità». Si tratta di una pubblicazione che fornisce una fotografia dettagliata della cultura nel nostro Paese;

   nel corso dell'evento, il Ministro interrogato, elaborando una sintesi del lavoro svolto dal suo Dicastero e delle riforme attuate, ha sottolineato l'importanza degli interventi apportati al settore culturale;

   il rapporto di Federculture ha comunicato dati contrastanti: «tra il 2013 e il 2016 la spesa in cultura e ricreazione degli italiani è aumentata del 7 per cento. La regione che anche nel 2016 mostra una maggiore propensione ai consumi culturali è il Trentino Alto Adige (209 euro), seguita da Lombardia (177 euro) ed Emilia Romagna (166 euro). In fondo alla classifica sono presenti: Molise (59 euro), Basilicata (60 euro) e Calabria (62 euro)». Tuttavia, «il confronto fra il 2008 e il 2016 indica un aumento della quota di persone di 6 anni e più che non partecipa in nessun modo alla vita culturale (raggiunge il 37,4 per cento, rispetto al 34,0 per cento del 2008). Anche coloro che riportano uno o due episodi al massimo di esperienze culturali sono passati dal 34,7 per cento del 2008 al 32,7 per cento del 2016»;

   la partecipazione alle attività culturali è fortemente connessa con il livello di benessere delle famiglie, con il titolo di studio posseduto dalle persone e con le caratteristiche anagrafiche. Nelle famiglie a basso reddito, in particolare quelle nelle quali sono presenti anche stranieri, si verificano fenomeni di di vera e propria «esclusione culturale», con una quota di mancata partecipazione che supera il 55 per cento degli appartenenti a questo gruppo sociale; percentuale di esclusi dalla pratica culturale che sfiora il 70 per cento tra le famiglie con stranieri residenti al Sud e nelle isole. I valori più alti di astensione culturale, tra il 40 e il 50 per cento si registrano comunque in tutti i gruppi a basso reddito, mentre è evidente lo scarto man mano che si sale la scala sociale e reddituale fino ad arrivare alla «classe dirigente» nella quale la non partecipazione riguarda appena il 9 per cento degli appartenenti a questo gruppo;

   nella stessa giornata, il sito online Key4biz, analizzando il Rapporto, ha riportato quanto è stato spiegato da Federculture: «non tutto nel settore va bene, le note positive non devono far dimenticare le criticità che tuttora permangono. Un dato su tutti: la lettura nel nostro Paese è ancora abitudine di pochi, solo il 40,5 per cento degli italiani legge almeno un libro l'anno e appena l'8,3 per cento lo fa in formato e-book. Un dato che è costantemente in calo da diversi anni: i lettori erano il 46,8 per cento nel 2010»;

   infine, il quotidiano italiano sulla digital economy e sulla cultura del futuro, citando il documento «Minicifre della cultura 2014», pubblicato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che riassume i dati relativi alla cultura in Italia, si interroga sui motivi per i quali «l'Ufficio Studi del Ministero abbia sospeso questa raccolta di dati, e, più in generale, perché si presti poca attenzione al “sistema informativo” del dicastero, e ci si debba affidare a soggetti esterni e non istituzionali» –:

   in relazione ai fatti esposti, quali iniziative intenda assumere per incentivare la partecipazione alle attività culturali delle famiglie a basso reddito;

   se intenda motivare l'interruzione della pubblicazione, dal 2015 ad oggi, del documento «Minicifre della cultura».
(4-18453)