• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18447 (4-18447)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18447presentato daLACQUANITI Luigitesto diVenerdì 10 novembre 2017, seduta n. 884

   LACQUANITI, ROBERTA AGOSTINI, ALBINI, FRANCO BORDO, BOSSA, FONTANELLI, FORMISANO, KRONBICHLER, MATARRELLI, MELILLA, MOGNATO, MURER, NICCHI, PIRAS, QUARANTA, RICCIATTI, ROSTAN, ZACCAGNINI e ZARATTI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il sindaco di Trenzano (BS) Andrea Bianchi è un noto esponente politico locale. Nel 2015, dopo aver partecipato a una manifestazione contro l'albergo di San Colombano «Al Cacciatore» che ospitava 20 richiedenti asilo, Bianchi scrisse un post su Facebook in cui si dichiarava: «Sconcertato per intimidazioni ricevute da un paio di funzionari dello Stato, intimidazioni e minacce cui il sottoscritto non ha ovviamente ceduto. Stato di m... antifascisti». Il sindaco, che durante la manifestazione incitava i partecipanti a non rispettare le limitazioni delle forze dell'ordine, venne denunciato dalla questura per aver insultato lo Stato Italiano e fu oggetto di sanzione pecuniaria per vilipendio dello Stato;

   il sindaco di Trenzano quest'estate è salito nuovamente agli onori della cronaca per le sue nuove dichiarazioni sui social network. L'11 luglio 2017 su Facebook scriveva «parlamentari, sottosegretari e prefetti servi di questo Stato di m... impegnati a censurare, rimuovere, impedire, travisare, mistificare ed infangare tutto ciò che rappresenta e fu fatto durante il Ventennio, o che anche solo lo ricordi». E aggiungeva: «Forse anche solo per l'esigenza istintiva di distinguermi da voi, più vi sento parlare e più mi sento fascista». Attaccando anche la Presidente della Camera Laura Boldrini continuava: «Se lei si definisce antifascista io non posso che andare contro e definirmi fascista e riconoscere quanto di buono fatto da Mussolini»;

   nell'occasione fu lo stesso prefetto di Brescia Annunziato Vardè a denunciare alla polizia postale Andrea Bianchi per essersi pubblicamente dichiarato fascista, e per aver attaccato le nostre istituzioni con epiteti volgari e inaccettabili, dimenticandosi di aver giurato fedeltà allo Stato e alla sua Costituzione;

   ancora oggi Bianchi, intervistato dal Corriere della Sera, dorso Brescia, nell'edizione del 3 novembre 2017, assunto a notorietà nazionale in quanto primo sindaco iscrittosi a Casa Pound, afferma essere il Ventennio fascista «un momento storico in cui l'Italia ha avuto uno stato forte, serio e capace di risolvere i problemi sociali e dei lavoratori»;

   la Costituzione (XII disposizione transitoria) recita: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.» E la Legge n. 645 del 1952 sanziona «chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche» –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda intraprendere affinché sia assicurato il pieno rispetto dei principi e dei valori che ispirano le disposizioni appena richiamate, in particolare da parte di coloro che in vario modo rappresentano le istituzioni.
(4-18447)