• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12664 (5-12664)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12664presentato daFERRARI Alantesto diVenerdì 10 novembre 2017, seduta n. 884

   FERRARI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   da notizie a mezzo stampa, alcune banche, tra cui Banca Intesa San Paolo, Unicredit e ad alcune banche popolari, avrebbero stretto accordi con società venditrici di diamanti e avrebbero proposto ai loro clienti, tramite i dipendenti delle filiali, l'acquisto di diamanti quale investimento sicuro e bene rifugio per eccellenza;

   secondo quanto pubblicato nell'allegato Plus della rivista Il Sole 24 Ore e riportato dalla trasmissione Report, in particolare, i clienti sarebbero stati indotti a ritenere che venditrice fosse la banca o una società di proprietà o controllata dalla stessa, mentre in realtà, le due aziende principali coinvolte nella vendita di diamanti tramite il circuito bancario, Intermarket Diamond Business (IDB) e la Diamond Private Investment (DPI), non sarebbero in alcun modo collegate con le banche venditrici;

   nonostante l'importo di questi investimenti possa consistere anche in decine di migliaia di euro, essi non sono giuridicamente considerati come investimenti finanziari, e di fatto lascerebbero il cliente privo di ogni forma di tutela;

   la stessa Consob nel 2013, sulla base della considerazione che la vendita di diamanti non costituisce un prodotto finanziario, avrebbe escluso l'applicabilità alle operazioni descritte della complessiva disciplina dettata in materia di offerta al pubblico, ivi inclusa quella concernente la pubblicità;

   secondo poi quanto dichiarato da un perito incaricato dalla trasmissione Report, questi diamanti sarebbero stati venduti ad un prezzo notevolmente superiore rispetto al loro valore reale e, soprattutto, le due società sopracitate non si baserebbero sul listino internazionale, ma su grafici da loro stesse prodotti;

   il 30 ottobre 2017 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha condannato Intermarket Diamond Business (IDB), Diamond Private Investment (DPI), e Unicredit, Banco BPM, Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena, tra le altre cose, per le informazioni ingannevoli e omissive in merito al prezzo di vendita dei diamanti, presentato come quotazione di mercato e frutto di una rilevazione oggettiva pubblicata sui principali giornali economici e per la rappresentazione dell'andamento del mercato dei diamanti, come in stabile e costante crescita, nonché per aver sostenuto l'agevole liquidabilità dei diamanti e la rivendibilità degli stessi alle quotazioni indicate e con una tempistica certa –:

   quali iniziative il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, al fine di predisporre un'adeguata tutela del cliente consumatore che ponga in essere acquisti di diamanti tramite l'intermediazione delle banche.
(5-12664)