• Testo MOZIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.1/00494 premesso che: la lotta all'amianto rappresenta una priorità nella tutela sanitaria ed ambientale, nonostante i notevoli progressi che dalla legge sul divieto di produzione,...



Atto Camera

Mozione 1-00494presentato daBALDUZZI Renatotesto diMartedì 10 giugno 2014, seduta n. 242

La Camera,
premesso che:
la lotta all'amianto rappresenta una priorità nella tutela sanitaria ed ambientale, nonostante i notevoli progressi che dalla legge sul divieto di produzione, commercio e utilizzazione del 1992 al piano nazionale amianto del 2013 il nostro Paese ha compiuto in termini: di esclusione delle fibre di asbesto dal circuito produttivo e commerciale; di predisposizione di un sistema di protezione previdenziale per i lavoratori esposti e le altre vittime delle patologie amianto-correlate; di sviluppo di un sistema di prevenzione sanitaria ed ambientale rispetto all'esposizione al rischio, di ricerca rispetto alla correlazione di determinate patologie con l'esposizione all'asbesto, di perseguimento dei reati per anni scientemente perpetrati dalle industrie del settore, di acquisizione alla conoscenza e all'opinione comune della gravità del problema;
questa lotta resta prioritaria proprio in quanto tali progressi ancora non hanno consentito: un'adeguata risposta previdenziale alle vittime dell'amianto e ai rispettivi familiari, una soddisfacente mappatura della presenza di amianto sul territorio nazionale a fronte della sua enorme diffusione stimata intorno ai 40 milioni di tonnellate, l'esecuzione di operazioni di bonifica significative rispetto all'imponente dimensione della predetta diffusione, l'individuazione di cure efficaci nei confronti delle malattie asbesto-correlate, il cui picco è previsto nei prossimi cinque/dieci anni e il cui esito resta tristemente infausto nonostante gli sviluppi della ricerca sanitaria di settore, la creazione di una consapevolezza capillare e di una conoscenza adeguata nella popolazione circa la vasta presenza delle fibre nelle strutture civili e l'urgenza degli interventi di bonifica, il bando totale dei materiali contenenti amianto dal mercato internazionale, in considerazione del fatto che in molti Paesi del mondo le fibre di amianto vengono ancora prodotte, commerciate e impiegate largamente, in spregio a tutte le evidenze scientifiche relative alla sua estrema nocività;
il problema dell'amianto necessita di una soglia di attenzione sempre elevata e costante da parte delle istituzioni, la quale è presupposto necessario perché la predetta lotta prosegua efficacemente;
gli anni più vicini hanno dimostrato che questa maggiore attenzione, ad esempio a seguito delle vicende processuali riguardanti alcuni territori e comunità tristemente ferite dall'amianto (come il processo Eternit svoltosi presso l'autorità giudiziaria torinese e riguardante i reati compiuti dall'omonimo gruppo industriale in alcune località piemontesi, tra le quali la città di Casale Monferrato), consente importanti accelerazioni lungo la via dei progressi che poc'anzi si richiamavano, ad iniziare dalla conferenza intergovernativa promossa dal Governo Monti nel novembre 2012 su iniziativa dei Ministeri della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro e delle politiche sociali, poi sfociata nell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, nel marzo 2013, di quel piano nazionale amianto che ancor oggi – costituendo tale ritardo un nervo scoperto nell'impegno collettivo per questa emergenza – attende la deliberazione definitiva da parte della Conferenza Stato-regioni;
la strategia e le azioni concretamente esperibili sono oggi chiaramente indicate nel predetto piano nazionale e il Paese trarrebbe grave pregiudizio nell'ignorare l'esistenza di questo prezioso strumento;
vista la perdurante mancata adozione in Conferenza, l'attuazione del piano è ad oggi in corso per la sola parte sanitaria, grazie alle coperture finanziarie trovate e alle scelte d'intervento compiute a suo tempo dal dicastero competente, mentre resta sostanzialmente ferma per quanto riguarda le aree ambientale e previdenziale;
questo stallo è inaccettabile e rischia di compromettere gli sforzi compiuti negli ultimi anni per fare un salto di qualità nella lotta all'amianto; esso deve essere superato a partire dalla soluzione dei problemi di finanziamento concernenti le aree ambientale e previdenziale, per il quale i due Ministeri competenti devono riassumere nella propria agenda gli impegni presi all'interno del piano e riprendere la necessaria interlocuzione con il Ministero dell'economia e delle finanze. Inoltre, è altresì opportuno che i risultati parziali finora faticosamente raggiunti nell'area sanitaria non restino privi di supporto. E a questo riguardo è bene sottolineare l'esigenza di risorse certe e stabili, sia sul versante della prevenzione sia della ricerca sanitaria. Sotto il primo profilo, è opportuno che le azioni avviate dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) in materia di amianto, specie con riferimento alla sorveglianza, trovino adeguato sostegno finanziario; se questo fatica ad essere individuato all'interno della dotazione finanziaria attualmente prevista, ridotta di circa quattro milioni di euro nelle recenti manovre, è doveroso che venga trovato attraverso il ripristino di tali decurtate risorse, eventualmente anche in forma di un parziale rifinanziamento finalizzato alle attività in questione. Sotto il secondo profilo, un decisivo passo in avanti nella ricerca di soluzioni cliniche, ad oggi assenti, per le patologie asbesto-correlate deve essere costituito dalla creazione di una cabina di regia a livello nazionale, a partire dalla collaborazione tra Ministero della salute, Istituto superiore di sanità e Agenzia italiana del farmaco, che si faccia carico del coordinamento interregionale di una rete tra i centri di ricerca, la quale, in collaborazione con gli operatori industriali del settore, consenta lo sviluppo di una serie significativa di studi clinici sul mesotelioma pleurico maligno e su altre patologie correlate, sulle quali concentrare sforzi ad oggi eccessivamente dispersi sul territorio nazionale; il che darebbe la possibilità di stabilire, con la necessaria serietà di valutazione, la dotazione finanziaria sufficiente per questo salto di qualità nei predetti studi clinici, orientando con maggiore efficienza le risorse già stanziate e quelle ulteriormente reperibili;
peraltro, alcune risposte puntuali possono e devono, anche in costanza dell'inattuazione del piano, trovare immediato seguito, e tra queste: il ripristino della copertura e dell'operatività del fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, istituito su iniziativa del Governo Prodi con la legge n. 244 del 2007 e poi azzerato l'anno successivo dal Governo Berlusconi; l'assicurazione di risorse sufficienti e l'implementazione del meccanismo di erogazione relativi al fondo per le vittime dell'amianto, istituito dalla medesima legge del 2007 e che dalla metà del 2013 è rimasto privo dei trasferimenti statali necessari a garantirne l'operatività; un efficiente impiego delle risorse stanziate (a seguito dell'approvazione dell'emendamento 0.18.158.1, a prima firma Balduzzi, all'atto Camera 1238) dall'articolo 18 del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013 (cosiddetto «decreto del fare») per la bonifica delle strutture scolastiche in cui è stata censita la presenza di amianto (che, secondo i recenti dati forniti dal Censis, ammontano a circa duemila edifici);
è necessario rinforzare le azioni propedeutiche alla bonifica degli edifici privati, vera sfida della lotta all'amianto nei luoghi vita, non solo attraverso puntuali ed efficaci interventi fiscali volti a incentivare la rimozione dei manufatti, ma anzitutto con una realistica strategia di comunicazione e informazione circa l'importanza di tale operazione, il cui esito dipende in larga parte dalla sensibilizzazione e dalla partecipazione dei cittadini; il che potrebbe, ad esempio, attuarsi se il Governo promuovesse una specifica e vasta intesa con le regioni, gli enti locali e le aziende sanitarie per coinvolgere le associazioni degli inquilini e dei proprietari di immobili, nonché quelle degli amministratori condominio, allo scopo di intercettare figure chiave per la disseminazione delle informazioni e la capillarizzazione degli interventi;
il problema dell'amianto ha dimensioni globali e il nostro Paese si è distinto in sede internazionale per l'apporto positivo nell'implementazione degli accordi e delle azioni volte alla messa al bando dell'asbesto e nell'organizzazione di un sistema di regole e di controlli volti a monitorare la presenza di amianto nei manufatti nel mercato mondiale, anche allo scopo di salvaguardare la sicurezza delle merci importate. A questo riguardo, l'impegno del Governo italiano deve proseguire decisamente lungo il percorso europeo e internazionale, già segnato dall'importante risoluzione del Parlamento europeo del marzo 2013, per l'inclusione dell'amianto crisotilo tra le sostanze pericolose di cui alla Convenzione di Rotterdam (come richiesto peraltro da un appello finora inascoltato delle associazioni nazionali dei familiari e delle vittime, coordinate dall'italiana Afeva); inoltre, proprio alla luce delle resistenze internazionali sulla classificazione del crisotilo tra le sostanze pericolose e del conseguente utilizzo diffuso e più difficilmente monitorabile di tale categoria di amianto, tale impegno deve estendersi al rafforzamento dei controlli e della vigilanza sulle merci importate e a maggior rischio di presenza, più o meno occulta, di questo materiale,

impegna il Governo:

ad adottare tutte le iniziative necessarie per sbloccare l'approvazione definitiva del piano nazionale amianto, assicurando le risorse necessarie per le aree del piano più problematiche e poi monitorando attentamente la sua implementazione;
a supportare efficacemente le attività già in corso nell'area sanitaria del piano, in particolare:
a) a valutare ogni soluzione per garantire un rifinanziamento della complessiva dotazione finanziaria del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, attraverso il ripristino delle risorse, relativamente limitate nel quadro dei saldi di finanza pubblica, finora sottratte, almeno per una quota aggiuntiva finalizzata al sostegno delle attività del centro in materia di amianto;
b) a promuovere una cabina di regia nazionale, secondo le caratteristiche dette in premessa, per il coordinamento degli studi clinici di settore, tale da coinvolgere significativamente gli operatori industriali, consentendo in ultima analisi un sufficiente finanziamento a tale programma di ricerca;
a considerare quale priorità della propria azione le attività di bonifica degli edifici, assumendo iniziative per ripristinare il fondo nazionale per la bonifica degli edifici pubblici di cui alla legge n. 244 del 2007, nonché utilizzando efficacemente le risorse messe a disposizione dall'articolo 18 del decreto-legge n. 69 del 2013, relativamente agli interventi nelle strutture scolastiche;
ad adottare iniziative per potenziare gli strumenti previdenziali a tutela dei lavoratori esposti e delle rispettive famiglie, anzitutto ripristinando l'operatività, compromessa a partire dalla metà del 2013, del fondo per le vittime istituito con la legge n. 244 del 2007;
ad avviare, in coordinamento con le regioni, gli enti locali e le aziende sanitarie e in collaborazione con le associazioni degli inquilini, dei proprietari d'immobili e degli amministratori condominiali, una vasta campagna d'informazione e sensibilizzazione che agevoli l'incremento delle bonifiche presso gli edifici privati;
a proseguire con determinazione l'impegno già assunto e portato innanzi in sede internazionale per la lotta alla produzione, al commercio e all'utilizzo delle fibre di asbesto, con particolare riferimento al riconoscimento del crisotilo quale sostanza nociva al pari delle altre tipologie di amianto, e per il rafforzamento del sistema dei controlli sulle importazioni di merci contenenti tale materiale ancora largamente in uso nei mercati emergenti.
(1-00494) «Balduzzi, Antimo Cesaro, Matarrese, Vecchio, Molea, D'Agostino, Vargiu, Cimmino, Mazziotti Di Celso, Dambruoso, Tinagli, Monchiero, Oliaro, Rabino, Vitelli, Librandi, Vezzali, Capua, Causin, Sottanelli, Galgano».