• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00574 l'articolo 32 della Costituzione italiana, nel sancire la tutela della salute come «diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività» obbliga, di fatto, lo Stato a...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00574presentato daCENSORE Brunotesto diMartedì 10 giugno 2014, seduta n. 242

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, per sapere – premesso che:
l'articolo 32 della Costituzione italiana, nel sancire la tutela della salute come «diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività» obbliga, di fatto, lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute;
l'articolo 32 della Costituzione, oltre a stabilire che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, ha da un lato una valenza programmatica, poiché impegna il legislatore a promuovere idonee iniziative volte all'attuazione di un compito sistema di tutela adeguato alle esigenze di una società che cresce e progredisce, e dall'altro ha una valenza precettiva in quanto implica che l'individuo, come cittadino, vanti nei confronti dello Stato un vero e proprio diritto soggettivo alla tutela della propria salute, intesa non solo come bene personale, ma anche come bene della collettività, che ha bisogno della salute di tutti i suoi componenti per meglio crescere e affermare i propri valori;
nelle varie riunioni congiunte del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, è emersa puntualmente la scarsa omogeneità dei livelli essenziali di assistenza (LEA), con una forte sperequazione dell'offerta sanitaria: in Calabria;
la logica puramente e dissennatamente contabile che ha contraddistinto le politiche sanitarie della regione Calabria e del commissario ad acta a giudizio degli interpellanti hanno cassato il diritto alla salute, soprattutto in quelle province maggiormente penalizzate dalla forte ed evidente sperequazione dell'offerta sanitaria;
l'esistenza di criticità nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza è dovuta anche al blocco del turnover personale;
da lungo tempo ormai, in Calabria, gli operatori sanitari continuano ad evidenziare ritmi e carichi di lavoro insostenibili e ingestibili, stante l'esiguo numero di medici e di operatori;
il tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali ha negato alla struttura commissariale la deroga al blocco del turnover prevista dal decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189, recante «Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute» (cosiddetto decreto Balduzzi), chiedendo ulteriore documentazione, così come ha chiarito il sub-commissario per l'attuazione del piano di rientro, Andrea Urbani;
alla luce dell'indagine conoscitiva sulla sfida della tutela della salute condotta dalle Commissioni V e XII è emerso che il perdurare del blocco del turnover e la necessità di assicurare comunque i livelli essenziali di assistenza rendono indifferibile una diversa regolazione delle politiche di reclutamento del personale dei servizi sanitari delle regioni in piano di rientro;
il 22 aprile 2014 il Ministro interpellato ha firmato il decreto interministeriale per la concessione delle deroghe al blocco del turnover nella regione Campania ai sensi di quanto previsto dalla normativa vigente –:
cosa il Governo intenda fare, vista la gravità della situazione e le criticità evidenziate in premessa, per evitare il collasso del sistema sanitario calabrese;
se il Governo nell'ambito delle proprie competenze, intenda intraprendere iniziative normative per porre rimedio alla situazione esposta in premessa.
(2-00574) «Censore, Bruno Bossio, Aiello, Amendola, Raciti, Albini, Stumpo, Oliverio, Ferro, Ferrari, Folino, Cinzia Maria Fontana, Zardini, Magorno, Zoggia, Fiorio, Fiano, Roberta Agostini, Tullo, Battaglia, Bersani, D'Attorre, Argentin, Causin, Bueno, Castricone, Chaouki, Rotta, Ribaudo, Carbone, Marchetti, Fioroni».