• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.3/00871 il nuovo piano di riorganizzazione presentato dall’Eni per il 2014 ha previsto, a partire dal 1o giugno, il taglio del 50 per cento del lavoro affidato ai trasportatori dei rifornimenti di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00871presentato daDURANTI Donatellatesto diMercoledì 11 giugno 2014, seduta n. 243

DURANTI, FRATOIANNI, MATARRELLI, PANNARALE, SANNICANDRO, MIGLIORE, DI SALVO, BOCCADUTRI, LACQUANITI, AIRAUDO, FERRARA e PLACIDO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
il nuovo piano di riorganizzazione presentato dall’Eni per il 2014 ha previsto, a partire dal 1o giugno, il taglio del 50 per cento del lavoro affidato ai trasportatori dei rifornimenti di gasolio e benzina dalla raffineria Eni di Taranto del consorzio Lts, assegnandolo alle aziende Gavio e Bertani;
la decisione di riorganizzare drasticamente il trasporto e la distribuzione dei carburanti è motivata dalla raffineria di Taranto a seguito degli sviluppi di un'inchiesta avviata tempo addietro dalla Guardia di finanza (cosiddetta inchiesta «mare nero»), la quale ha scoperto una truffa con furto ai danni dell’Eni, nonostante quest'ultima abbia già licenziato i suoi dipendenti risultati coinvolti. Detti dipendenti, infatti, in base al regolamento della società petrolifera, non potranno più lavorare con la stessa Eni alla luce di quanto accertato;
la revoca della commessa ha spinto i trasportatori del consorzio Lts (200 in tutto) a fermarsi e a bloccare con le loro autocisterne l'area esterna alla raffineria per diverse ore, stazionando lungo i bordi della statale 106 Jonica Taranto-Reggio Calabria alle porte della città;
come emerge dalla stampa nazionale e locale, la prefettura di Taranto, insieme al comune di Taranto, ha provato a mediare con i trasportatori e con i vertici della raffineria. Sembrava essersi aperto uno spiraglio, che però dopo un poco si è richiuso;
nello specifico, i trasportatori contestano sia il venir meno del 50 per cento dell'appalto complessivo che la quota di subappalto che deriverebbe dalle nuove aziende affidatarie del servizio, non accettando, inoltre, di lavorare in conto terzi. E in quanto all'inchiesta condotta dalla Guardia di finanza, precisano che i soggetti risultati coinvolti sono stati espulsi dal consorzio stesso;
in un articolo pubblicato sulla testata Il Sole 24 ore in data 9 giugno 2014, dal titolo «Raffineria Eni di Taranto: atteso oggi sblocco trasportatori dopo oltre 10 giorni», viene riportata la notizia che la situazione di paralisi nella quale versa la raffineria Eni di Taranto dal 29 maggio 2014, a seguito di uno sciopero indetto dai trasportatori associati nel consorzio Lts di Taranto (logistica, trasporti e servizi), dovrebbe, per l'appunto, sbloccarsi;
la raffineria di Taranto copre una vasta area tra Puglia, Basilicata e parte della Campania e della Calabria e, per quanto risulta agli interroganti, ogni giorno partono dalla raffineria tra le 200 e le 250 autocisterne;
non appaiono chiare le soluzioni che saranno cercate per salvaguardare la situazione occupazionale dei trasportatori associati al consorzio Lts di Taranto –:
se il Governo sia a conoscenza di quanto descritto in premessa e se e quali iniziative di competenza intenda assumere nell'ambito della vicenda relativa alla raffineria di Taranto, al fine di scongiurare il rischio del mancato mantenimento degli attuali livelli occupazionali dei trasportatori associati al consorzio Lts di Taranto, anche considerate le difficoltà economiche e sociali in cui versa il territorio ionico.
(3-00871)