• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18465 (4-18465)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18465presentato daZARDINI Diegotesto diMartedì 14 novembre 2017, seduta n. 885

   ZARDINI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   la legge riconosce n. 219 del 2005 riconosce la funzione sovraregionale e sovraziendale dell'autosufficienza, individuando meccanismi di programmazione, organizzazione e finanziamento del sistema trasfusionale nazionale che trovano espressione nell'annuale piano nazionale del sangue;

   il medesimo provvedimento riconosce al Ministero della salute le competenze nel settore trasfusionale, specificando che per il raggiungimento dell'autosufficienza è richiesto il concorso delle regioni e delle aziende sanitarie;

   le donazioni di sangue e oltre che incoraggiate dal decreto legislativo n. 219 del 2006, rappresentano la massima espressione della generosità, dato che non è possibile produrli in laboratorio, costituendo, altresì, elemento essenziale per molteplici interventi medico-chirurgici e terapie sanitarie;

   ogni anno il Ministero della salute, sulla base delle indicazioni fornite dal Centro nazionale sangue e dalle strutture regionali di coordinamento, presenta il programma di autosufficienza nazionale che, attraverso la valutazione dei consumi e dei fabbisogni, definisce i livelli di produzione necessari, le risorse, i criteri di finanziamento del sistema, le modalità organizzative, i riferimenti tariffari per la compensazione tra le regioni, e i livelli di importazione ed esportazione eventualmente necessari (legge n. 219 del 2005, articolo 14, comma 2);

   per poter garantire i livelli essenziali di assistenza il trasfusionale in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, è necessario che il Centro nazionale sangue, in accordo con le strutture regionali di coordinamento, servizi trasfusionali, regioni e aziende sanitarie provveda ad un costante mantenimento e monitoraggio dei programmi definiti e all'adozione tempestiva delle misure necessarie per presidiare situazioni straordinarie o possibili criticità, anche stagionali;

   a seguito dell'accordo tra Governo, regioni e province autonome di Trento e Bolzano (rep. atti n. 168/CSR) del 2015 sono state definite le indicazioni in merito al prezzo unitario di cessione delle unità di sangue, nonché azioni di incentivazione dell'interscambio tra le aziende sanitarie all'interno delle regioni e tra le regioni;

   in plurime occasioni si è dovuto far fronte ad emergenze che hanno costretto le regioni ad affrontare situazioni fuori dal programma nazionale;

   il piano sangue nazionale stabilisce che le regioni debbano programmare e prelevare il quantitativo necessario a raggiungere il parametro fissato dall'organizzazione mondiale della sanità (Oms) per ogni abitante;

   l'Oms ha fissato in 40 unità di sangue per mille abitanti la quota media necessaria al fabbisogno;

   alcune regioni hanno strutture sanitarie d'eccellenza che richiedono quantità di sangue molto superiori alla media, in considerazione del fatto che vi si rivolgono anche persone provenienti da altre regioni con richieste di sangue;

   in tali regioni, nonostante l'impegno di associazioni del volontariato che incentivano la donazione, vi è il concreto rischio di andare in sofferenza, arrivando a rinviare interventi urgenti per una temporanea carenza di sangue. Per esempio a Verona, pur avendo ampiamente superato la quota media necessaria al fabbisogno prevista dall'Organizzazione mondiale della sanità, si sono verificate queste carenze, mentre, in province limitrofe, come Trento e Bolzano, che peraltro inviano cittadini ad adoperarsi proprio a Verona, vengono respinti i donatori volontari avendo raggiunto la quota fissata dal piano regionale –:

   se non ritenga di dover assumere le iniziative di competenza per implementare il programma di autosufficienza nazionale del sangue per superare le criticità sopra evidenziate favorendo un miglior coordinamento delle quote di sangue e plasma dei piani regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano; se non ritenga utile attivare una scorta nazionale gestita dal Centro nazionale sangue e se, anche ai fini della gestione economico-finanziaria, non ritenga di assumere iniziative affinché il Sistra (Sistema informativo dei servizi trasfusionali) incentivi gli scambi interregionali degli emocomponenti che, come sopra evidenziato, non avvengono in maniera efficiente ed efficace, per rispondere alle esigenze dei cittadini e per valorizzare l'impegno costante delle associazioni che sensibilizzano alla donazione.
(4-18465)