• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/05097 la Global Petroleum Limited ha depositato presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare quattro richieste di indagine geofisica per ricerca idrocarburi, denominate...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05097presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diMercoledì 11 giugno 2014, seduta n. 243

FRATOIANNI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
la Global Petroleum Limited ha depositato presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare quattro richieste di indagine geofisica per ricerca idrocarburi, denominate «d 80 F.R-.GP», «d 81 F.R-.GP», «d 82 F.R-.GP», «d 83 F.R-.GP», in un'area di 749,9 chilometri quadrati, al largo delle coste pugliesi, da Molfetta a Brindisi. Le ricerche, secondo quanto riportato dal progetto della multinazionale, saranno effettuate tramite la nota tecnologia air-gun, ovvero enormi cannoni ad aria compressa che restituiscono la composizione del sottosuolo;
la tecnologia air-gun è già all'attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni internazionali per la pericolosità e per i danni che pare arrecare alla fauna marina;
a tal proposito, vale la pena ricordare che nel settembre 2013, il Centro interdisciplinare di bioacustica e ricerche ambientali (CIBRA) dell'università di Pavia ha denunciato come una quindicina di cetacei sono spiaggiati sulle coste italiane del mare Adriatico, probabilmente proprio a causa della tecnologia air-gun, utilizzata in quelle settimane al largo delle coste croate;
va considerato anche che due direttive europee, la direttiva 2008/56/CE e la direttiva 92/43/CE, mirano a tutelare la fauna marina e i cetacei dalle forme di inquinamento come l'introduzione diretta o indiretta in ambiente marino, da parte delle attività umane, di sostanze o forme di energia, incluse le emissioni sottomarine di suoni di origine antropica;
la Puglia ha nella pesca una delle componenti fondamentali della sua economia, di conseguenza, bisognerebbe innanzitutto usare cautela e precauzione e non concedere autorizzazioni ad attività di cui non si conoscono tutte le conseguenze e gli impatti a breve e a lungo termine sull'ecosistema marino, per ragioni di salvaguardia sia dell'ambiente che dell'economia delle comunità pugliesi. A questo si aggiunga, inoltre, l'importanza fondamentale del turismo in Puglia, che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio settore trainante, anche per via degli ingenti investimenti pubblici e privati effettuati. È chiaro che queste realtà economiche si basano sulla tutela della qualità del mare, della costa e dell'ambiente, per cui sono nettamente incompatibili con la prospettiva di qualunque tipo di attività estrattiva, che potrebbe avere conseguenze catastrofiche a livello ambientale, economico e sociale;
la regione Puglia e le amministrazioni locali interessate hanno già in più occasioni rigettato le richieste di ricerche di idrocarburi pervenute negli ultimi mesi, evidenziando con molta chiarezza tutta la contrarietà politica ad una scelta di politica energetica ed economica, nettamente in contrasto con la direzione intrapresa a livello locale che punta alla sostenibilità ambientale –:
quali siano le intenzioni del Governo e del Ministro in materia di politica energetica per l'immediato e per i prossimi anni;
se il Governo abbia commissionato uno studio, o sia a conoscenza degli effetti che la tecnologia utilizzata per la ricerca di idrocarburi, denominata air-gun, ha sull'ecosistema marino, sulla fauna e sui cetacei;
se il Governo non ritenga di dover seguire il principio di precauzione, evitando di accordare permessi alle ricerche di idrocarburi in Adriatico e Ionio, considerando anche le peculiarità delle economie locali, basate su pesca e turismo;
se il Governo non ritenga opportuno dare piena attuazione alle direttive 2008/56/CE e 92/43/CE, per la tutela della fauna marina e del suo habitat. (4-05097)