• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18489 (4-18489)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18489presentato daVARGIU Pierpaolotesto diMercoledì 15 novembre 2017, seduta n. 886

   VARGIU e MATARRESE. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   i media sardi si sono occupati nei giorni scorsi di un gravissimo episodio di violenza, che ha purtroppo nuovamente interessato una dirigente medico psichiatra, Ilaria Vannucci, aggredita negli ambulatori del centro salute mentale di Assemini, mentre prestava assistenza ai propri pazienti;

   la dottoressa Vannucci riferisce di essere stata assalita, in presenza di due agenti della polizia municipale, da un paziente tossicodipendente in doppia diagnosi, che l'avrebbe riempita di improperi e minacce e le avrebbe scaraventato addosso il monitor di un computer. Secondo la ricostruzione della stampa, i vigili urbani presenti sarebbero intervenuti solo dopo che l'aggressione era avvenuta e non avrebbero ritenuto doveroso bloccare o allontanare l'assalitore che, pochi minuti dopo, si sarebbe nuovamente introdotto nell'ambulatorio, in assenza di qualsiasi intervento da parte delle forze dell'ordine, terrorizzando la professionista. A seguito dei traumi subiti, la dottoressa ha riportato la frattura del polso destro e un disturbo acuto da stress traumatico;

   l'aggressione dei giorni scorsi è soltanto l'ennesimo elio di una catena di violenze contro gli operatori sanitari, che ha come teatro abituale di pronto soccorso, gli ambulatori della guardia medica, i servizi di psichiatria, i Sert, gli operatori dei consultori e della neuropsichiatria infantile;

   i medici e gli infermieri che operano in territorio di frontiera, spesso in condizioni di solitudine, vivono ormai una situazione di insicurezza che rende oltremodo difficile il sereno ed equilibrato svolgimento della professione e il rispetto del ruolo sociale a garanzia dei più deboli;

   qualora le ricostruzioni rese dai media fossero attendibili, appare, all'interrogante quanto meno inquietante l'atteggiamento degli stessi vigili urbani del comune di Assemini, che avrebbero sottovalutato la situazione, rendendo possibile il reiterarsi – da parte di un soggetto manifestamente pericoloso – dei comportamenti aggressivi nei confronti della dottoressa Vannucci, confermando la complessiva situazione di inadeguatezza degli attuali sistemi di vigilanza e di sicurezza intorno alle situazioni più critiche;

   valutazioni di opportunità suggeriscono di non procedere alla militarizzazione degli ambulatori a rischio, ma certo non appare più tollerabile che i sanitari vengano lasciati in condizioni di insicurezza, senza nessun sistema di protezione, addirittura con rischi per l'incolumità personale, a gestire responsabilità che vanno ben oltre la loro sfera professionale;

   appare urgente una presa di posizione delle istituzioni sanitarie regionali e della dirigenza delle aziende sanitarie sarde che certifichi in modo concreto la volontà di potenziare i sistemi di sicurezza delle sedi sanitarie a maggior rischio, contribuendo a restituire ai sanitari le certezze indispensabili per svolgere il loro delicato ruolo professionale –:

   se siano a conoscenza del grave episodio di violenza accaduto il 20 ottobre 2017 nell'ambulatorio del Centro di salute mentale di Assemini;

   se siano state allertate la polizia di Stato o altre autorità statali, se queste siano intervenute e quali eventuali iniziative abbiano assunto;

   quali iniziative di competenza ritengano opportuno assumere affinché venga presa ogni possibile misura di sicurezza rivolta ad interrompere l'incredibile catena di episodi di violenza contro i medici e i sanitari, che rischia di cancellare le stesse condizioni di «agibilità» professionale, indispensabili per garantire la qualità dell'alleanza terapeutica tra medico e paziente.
(4-18489)