• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12704 (5-12704)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12704presentato daSPESSOTTO Ariannatesto diMercoledì 15 novembre 2017, seduta n. 886

   SPESSOTTO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge n. 145 del 2013 «Destinazione Italia», convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 2014, è intervenuto in materia di accordi stipulati dalle società di gestione degli aeroporti con i vettori aerei, prevedendo l'obbligo di espletamento di procedure concorrenziali per la scelta, da parte dei gestori aeroportuali, dei vettori ai quali erogare contributi, sussidi o altre forme di emolumento per lo sviluppo delle rotte aeree;

   in base a quanto previsto dalla normativa europea e in subordine da quella nazionale (decreto «destinazione Italia» e successive linee guida) entro il 31 gennaio di ogni anno le società aeroportuali devono comunicare ad Enac l'ammontare di tutti contributi concessi dalle società aeroportuali ai vettori nell'anno precedente, anche sotto forma di contratti di co-marketing, ovvero «iniziative di promozione territoriale e attività turistica», pagate in cambio di voli quotidiani che portano passeggeri;

   come denunciato a più riprese dal M5S, in assenza di una chiara disciplina sanzionatoria, tale obbligo di comunicazione viene sistematicamente disatteso dai gestori aeroportuali, di fatto inadempienti, dato questo confermato anche dal presidente dell'Enac, Vito Riggio, nel corso della sua audizione in Commissione trasporti alla Camera dei deputati nel mese di ottobre 2017 e confermato con un successivo comunicato stampa (http://moduliweb.enac.gov.it);

   negli ultimi anni, nonostante gli indirizzi comunitari e nazionali in relazione ai principi di trasparenza e competitività per lo sviluppo delle rotte aeree, grazie alla conclusione di contratti di co-marketing tra gestori aeroportuali e vettori, con la compartecipazione di regioni, province e comuni, le compagnie low cost hanno goduto di contributi pubblici – stimati intorno ai 100 milioni di euro annui circa – giunti attraverso «fondi di sviluppo rotte e marketing» stanziati dagli aeroporti italiani;

   il Ministro interrogato su questo punto dal M55 in Aula alla Camera nel mese di aprile 2017, non ha fornito un elenco aggiornato ed esaustivo degli scali aeroportuali italiani che hanno attualmente in corso accordi di co-marketing, con l'indicazione dei relativi finanziamenti, ma si è limitato a comunicare una cifra approssimativa di 40 milioni di euro;

   in particolare, non risultano accessibili i dati relativi all'ammontare degli eventuali contributi pubblici percepiti a titolo di co-marketing dai vettori aerei per quanto riguarda lo scalo aeroportuale «G. B. Pastine» di Ciampino;

   neanche il presidente dell'Enac, sollecitato su questo specifico punto dal deputato del M5S Paolo Nicolò Romano, ha saputo rispondere alla domanda relativa ai contributi pubblici goduti dalla compagnia low cost Ryanair nello scalo romano di Ciampino, attraverso «fondi di sviluppo rotte e marketing»;

   insieme agli scali di Treviso e Bergamo, l'aeroporto «G. B. Pastine» di Roma Ciampino rappresenta uno dei principali scali italiani per traffico di voli Ryanair e, anche a causa di questo intenso traffico, lo scalo soffre di gravissimi problemi socio-sanitari ed ambientali che mettono rischio la salute degli stessi cittadini –:

   se il Ministro, anche alla luce delle ultime dichiarazioni dallo stesso rilasciate in merito ad una imminente pubblicazione del quadro complessivo relativo sia agli aiuti ai vettori sia alle operazioni di comarketing, intenda fornire dati aggiornati in merito all'ammontare dei contributi pubblici erogati negli ultimi anni per l'avviamento e lo sviluppo di rotte aeree a favore dei vettori low cost che operano nello scalo romano di Ciampino.
(5-12704)