• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08355 CONSIGLIO, ARRIGONI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è un ente...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08355 presentata da NUNZIANTE CONSIGLIO
mercoledì 15 novembre 2017, seduta n.908

CONSIGLIO, ARRIGONI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è un ente di ricerca nazionale, nato nel 2008 dall'accorpamento dei seguenti 3 enti controllati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i sevizi tecnici; Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare e Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS);

l'Ispra è un ente vigilato dal Ministero dell'ambiente ed opera quale organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province;

ha come compito, tra gli altri, quello di determinare annualmente la piccola quantità per le specie da poter prelevare, in deroga alla direttiva 2009/147/CE, come previsto dall'articolo 19-bis, comma 3, della legge n. 157 del 1992 ("la designazione della piccola quantità per deroghe adottate ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2009/147/CE è determinata, annualmente, a livello nazionale, dall'ISPRA");

l'Ispra, dal 2005, avrebbe dichiarato costantemente di non essere in grado di fornire i dati richiesti, nonostante la Commissione europea, il 19 dicembre 2005, in una nota firmata dal responsabile unità, Nicholas Hanley, abbia dichiarato: «è responsabilità dello Stato Membro determinare le piccole quantità sulla base delle migliori informazioni possibili. Metodi alternativi, anche supportati da solide argomentazioni scientifiche, potrebbero dunque essere accettati»; è del tutto evidente, ad avviso degli interroganti, quanto l'Ispra (ente pubblico) sia del tutto inefficiente, considerato che diversi istituti regionali ed europei predispongono annualmente dati certificati sulle stesse tematiche;

l'articolo 4, comma 3, della legge n. 157 del 1992 dispone che l'attività di cattura per l'inanellamento e la cessione a fini di richiamo possa essere svolta esclusivamente da impianti della cui autorizzazione siano titolari le Province e che siano gestiti da personale qualificato e valutato idoneo dall'Ispra;

esso ha il compito di organizzare gli esami per l'abilitazione degli operatori agli impianti di cattura, ma dal 2001 non avrebbe provveduto in tal senso, nonostante istituti provinciali da anni ne facciano legittimamente richiesta per esigenze di ricambio generazionale e soprattutto per garantire il prosieguo di un'arte ultracentenaria che fa parte di una tradizione culturale identitaria storica da tutelare e tramandare;

rientra nelle competenze istituzionali dell'istituto "esprimere i pareri tecnico-scientifici richiesti dalle regioni" (articolo 7, comma 3, della legge n. 157 del 1992);

la mancata ottemperanza alle istanze dal 2005 per le citate inaccettabili ed ingiustificabili motivazioni è ormai diventato intollerabile, quando si tratta di adempiere ad un preciso obbligo di legge;

qualora l'istituto avesse in dotazione i dati non aggiornati o non fosse in grado di stabilire la piccola quantità per evadere le richieste regionali sul prelievo in deroga, dovrebbe avvalersi di dati aggiornati (ad esempio, Birds in Europe, II, Bird life international) come specificato dalla Commissione europea in data 19 dicembre 2005;

rientra nelle sue competenze istituzionali svolgere ed organizzare gli esami di idoneità agli aspiranti candidati alla gestione degli impianti di cattura ed i compiti di controllo e di certificazione dell'attività svolta dagli impianti, come previsto dalla legge n. 157 del 1992;

la mancata doverosa organizzazione degli esami nei confronti di cittadini legittimati che ne facciano richiesta non può trovare nessuna giustificazione;

l'istituto costa ai cittadini italiani ben oltre i 100 milioni di euro e dispone di oltre 1.000 dipendenti,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle situazioni descritte e se e in che modo intenda intervenire, al fine di consentire l'applicazione delle norme previste dalla legge n. 157 del 1992 e sbloccare la situazione di stallo in cui versano le Regioni e gli aspiranti candidati alla gestione degli impianti di cattura;

come intenda intervenire, per quanto di competenza, in relazione alle mancanze di Ispra per risolvere il problema di quella che agli interroganti appare incapacità ed inefficienza dell'ente stesso a svolgere i compiti e le funzioni che gli competono, in particolare il rilascio dei dati che certifichino la piccola quantità per dare modo di autorizzare legittimamente il regime di deroga, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2009/147/CE, oltre all'organizzazione degli esami di abilitazione per gli aspiranti candidati alle gestione degli impianti di cattura;

se non sia opportuno, in ordine alla condivisibile richiesta dei cittadini di ridurre la spesa pubblica e gli enti poco virtuosi ed inefficaci, valutare di assumere iniziative per la soppressione dell'Ispra, considerando la possibilità di delegare agli osservatori regionali o alle università riconosciute di provata professionalità e competenza le funzioni ed i compiti in capo oggi all'istituto;

se intenda valutare eventuali responsabilità e pregiudizi che negli anni siano derivati dalle scelte dell'istituto.

(4-08355)