• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02960/168/ ... in sede di esame del disegno di legge di bilancio 2018, premesso che: il Capo VII del provvedimento in esame reca misure in materia di agricoltura e, in...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2960/168/05 presentato da GIANLUCA CASTALDI
venerdì 17 novembre 2017, seduta n. 831

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge di bilancio 2018,
premesso che:
il Capo VII del provvedimento in esame reca misure in materia di agricoltura e, in particolare all'articolo 47 istituisce i distretti del cibo al fine di raggiungere alcuni specifici obiettivi, tra cui quelli di garantire la sicurezza alimentare e di ridurre lo spreco alimentare, nonché di salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agro alimentari;
considerato che:
rispetto all'esecuzione dei tradizionali obblighi di informazione necessari per assicurare una corretta e trasparente negoziazione, nel campo dei prodotti alimentari vi sono da ravvisare alcune importanti specificità. Il consumatore di alimenti è diventato destinatario di ulteriori regole di protezione rispetto alle tutele tradizionalmente offerte nei confronti del contraente debole proprio in ragione del fatto che esistono delle caratteristiche che contraddistinguono il mercato degli alimenti, rispetto a quello di altri prodotti;
l'esigenza di garantire la circolazione di alimenti sicuri e sani all'interno del mercato europeo è aumentata negli ultimi anni a seguito di numerosi episodi di contaminazione alimentare che hanno reso indispensabile il potenziamento dei controlli da parte delle autorità dei singoli Stati membri;
di fronte agli scandali alimentari, però, non sempre si è verificata una piena corrispondenza tra obiettivi prefissati per contrastare le situazioni emergenziali e il raggiungimento dei risultati auspicati;
rilevato che:
nel mese di agosto 2017, l'UE è stata così rivolta dallo scandalo delle uova al fipronil. Anche l'Italia è risultata tra le nazioni a rischio tra i 15 Paesi che hanno importato uova dalle aziende in coinvolte nello scandalo, stando a quanto riferito da un portavoce della Commissione europea, chiarendo che «I Paesi In cui si trovano le aziende in cui sono state sequestrate uova contaminate sono Belgio, Olanda, Germania e Francia. Mentre quelli che hanno ricevuto prodotti provenienti da aziende che commerciavano prodotti contaminati sono Svezia, Regno Unito, Austria, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Danimarca»;
le autorità sanitarie hanno sequestrato in Italia alcuni prodotti provenienti da un'azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell'uso del fipronil. La segnalazione di questi prodotti era arrivata dalla Francia lo scorso 8 agosto. Il dicastero della salute ha predisposto un piano di campionamenti per la ricerca della sostanza in via cautelativa, anche in assenza di segnalazioni specifiche;
la questione del fipronil è iniziata come una crisi che, secondo le prime valutazione del Ministero della salute, non doveva interessare l'Italia, ma a distanza di un mese la situazione è profondamente mutata, con i laboratori intasati per via dei controlli e pochissime informazioni diffuse ai cittadini. Non è stata infatti diramata una lista dei prodotti richiamati o ritirati dal mercato e i comunicati sono stati pochi e confusi, dimostrando per l'ennesima volta l'incapacità di gestire le crisi alimentari;
in Italia l'attenzione per lo scandalo fipronil si è focalizzata soprattutto sulle uova, mentre in altri Paesi europei i prodotti da forno sono stati ampiamente coinvolti. L'ultimo caso è quello dell'azienda Mondelez che ha ritirato nella Repubblica Ceca un lotto di biscotti;
considerato inoltre che:
il 30 agosto 2017 ha avuto luogo a Bruxelles la riunione del Comitato PAFF, nella Sezione che si occupa della sicurezza tossicologica nella catena alimentare. La riunione era stata convocata per discutere di aspetti tecnici correlati alla crisi interessante gran parte dell'Unione Europea, conseguente alla contaminazione da fipronil in allevamenti destinati alla produzione di uova. Sono state assunte decisioni miranti a garantire una maggiore omogeneità nell'approccio al problema e nelle iniziative assunte dagli Stati Membri. In particolare, sono stati precisati i termini perla notifica delle allerte nel sistema europeo e il conseguente avvio delle procedure di ritiro e richiamo, le modalità di gestione degli animali e delle uova negli allevamenti interessati dalla contaminazione e sono stati stabiliti i fattori di concentrazione da applicare per la valutazione di conformità degli ovoprodotti;
la Commissione europea ha chiesto agli Stati Membri di raccogliere dati nell'ambito di un piano di monitoraggio ad hoc per il settore delle ovaiole in allevamento, sulle uova e sulle carni di ovaiole al mattatoio, per la ricerca anche di altri potenziali antiparassitari contaminanti;
è del tutto evidente, comunque, la lacuna del quadro normativo comunitario che non consente una piena tracci abilità delle materie prime impiegate, tra cui le uova, per il confezionamento di altri prodotti. Basti pensare a tutta l'industria dolciaria e all'impiego che l'uovo ha nella preparazione degli alimenti anche nella lunga conservazione;
si tratta di una misura indispensabile proprio per dare certezze agli alimenti che vengono consumati,
impegna il Governo:
ad attivarsi in sede comunitaria al fine di giungere alla definizione di un nuovo sistema di tracciabilità maggiormente trasparente e vincolante, che garantisca ai consumatori la provenienza e la qualità delle materie prime impiegate, in particolare per le uova, evitando che si configurino situazioni di concorrenza sleale a discapito della salute e delle imprese che ottemperano agli obblighi già previsti.
(0/2960/168/5)
CASTALDI, GIROTTO, NUGNES, BULGARELLI, LEZZI, MANGILI