• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12788 (5-12788)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12788presentato daVELLA Paolotesto diMercoledì 22 novembre 2017, seduta n. 890

   VELLA e FABRIZIO DI STEFANO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   nella trasmissione televisiva Le Iene del 21 novembre 2017 è andato in onda un servizio su un esperimento nucleare, denominato Sox, che si svolgerà nei laboratori nazionali del Gran Sasso;

   l'esperimento è programmato per il 2018 e, come denunciato da alcune associazioni locali già da qualche settimana, presenta altissimi livelli di pericolosità, in quanto per eseguire questo esperimento verrebbe usato il Cerio 144, una sorgente altamente radioattiva prodotta da un generatore sito nella centrale russa di Mayak tramite riprocessamento di combustibili nucleari esausti provenienti dalle centrali nucleari russe;

   il materiale radioattivo seguirebbe un percorso per arrivare in Italia, studiato per ridurre al minimo il numero di controlli doganali, proprio perché si tratta di materiale radioattivo, che attraversa l'Europa: dalla centrale di Mayak a San Pietroburgo in treno, fino a le Havre in traghetto e da lì su gomma fino in Italia;

   nel mese di ottobre 2017 si è tenuto un test di trasporto, senza carico, per verificare la fattibilità dell'esperimento senza che i cittadini ne fossero messi a conoscenza;

   la preoccupazione maggiore è relativa al fatto che la sostanza, che ha un livello di radioattività considerevole (100-150 mila Curie), andrà posizionata in un tunnel al di sotto di un enorme rilevatore — Borexino – che contiene 2.400 tonnellate di acqua e 1000 tonnellate di un idrocarburo aromatico (trimetilbenzene) molto tossico, molto volatile e altamente infiammabile;

   il laboratorio dell'Istituto nazionale di fisica nucleare si trova in zona ad alto rischio sismico e capta l'acqua direttamente dall'acquifero dal quale buona parte dei cittadini abruzzesi — circa 700 mila persone – prende l'acqua potabile, in particolare nel Teramano;

   già nel 2002 si è verificato un errore che ha comportato un inquinamento della rete idrica con il trimetilbenzene e in questo caso il rischio sarebbe assai più imponente;

   nel 2016 sono state trovate in un pozzo tracce di una sostanza inquinante usata nei laboratori che ha determinato grandi disagi alla popolazione per l'approvvigionamento dell'acqua;

   le amministrazioni locali hanno taciuto sulla vicenda e, nel corso della trasmissione, al tentativo della giornalista di intervistare il presidente della giunta regionale D'Alfonso, questi si è rifiutato di rispondere allontanando la giornalista dagli uffici –:

   quali urgenti iniziative di competenza intenda assumere il Governo per evitare possibili contaminazioni e tutelare l'ambiente e la sicurezza dei cittadini e se abbia avviato in merito interlocuzioni con la regione Abruzzo, della quale non si conosce il grado di coinvolgimento.
(5-12788)