• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/03381    il 12 novembre 2017, in un servizio de Le Iene sulle violazioni dei diritti dei lavoratori italiani da parte della compagnia Ryanair, Monica Piccirillo, dirigente Enac (Ente nazionale...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-03381presentato daSORIAL Girgis Giorgiotesto presentato Martedì 21 novembre 2017 modificato Mercoledì 22 novembre 2017, seduta n. 890

   SORIAL, PAOLO NICOLÒ ROMANO, DALL'OSSO, SPESSOTTO, LIUZZI, NICOLA BIANCHI, CARINELLI, DELL'ORCO, DE LORENZIS, CHIMIENTI, CIPRINI, COMINARDI, LOMBARDI e TRIPIEDI. – Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . – Per sapere – premesso che:
   il 12 novembre 2017, in un servizio de Le Iene sulle violazioni dei diritti dei lavoratori italiani da parte della compagnia Ryanair, Monica Piccirillo, dirigente Enac (Ente nazionale aviazione civile), faceva intendere che gli strumenti normativi e giuridici per intervenire ci sarebbero ma che Ryanair godrebbe di protezioni politiche ad alto livello;
   tali affermazioni sono coerenti con quelle di Vito Riggio, presidente Enac, che in occasione dell'audizione svoltasi al Senato il 5 ottobre 2017, ha ricordato come, pur non essendo direttamente competente in materia di lavoro, da anni Enac chiede al Governo, ripetutamente ma senza alcun effetto, di intervenire contro il vettore irlandese;
   la compagnia stipula contratti di lavoro tramite un'agenzia interinale irlandese cosicché il personale, seppur residente e effettivamente impiegato in Italia, viene sottoposto alle norme del diritto irlandese. Per i lavoratori italiani significa una duplice disparità rispetto a quelli assunti con contratto di diritto italiano da altre compagnie: ridotta contribuzione previdenziale e peggiori condizioni di lavoro;
   nel giugno 2016 la sentenza di appello di Bologna, Inps contro Ryanair, per il recupero di oltre 9 milioni di euro di contributi non versati a favore del personale assunto tra il 2006 e il 2010 confermò la disparità previdenziale;
   in Norvegia la sentenza Cocca contro Ryanair, 16 ottobre 2016, dichiarò Ryanair responsabile di sottoporre la lavoratrice a condizioni di lavoro che violavano la disciplina del Paese in cui risiedeva e lavorava abitualmente;
   prima il 27 aprile 2017, l'Avvocato generale della Corte di giustizia europea, poi il 14 settembre la seconda sezione della stessa Corte ribadiscono che «il luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività non è equiparabile alla «base di servizio» ma si deve riferire allo «Stato in cui si trovi il luogo da cui il lavoratore effettua le sue missioni di trasporto, dove ritorna dopo le sue missioni, dove riceve le istruzioni e organizza il suo lavoro», introducendo così una nozione di «luogo di lavoro», non ridotta esclusivamente alla «nazionalità degli aeromobili», definendo così il perimetro normativo entro cui le società come Ryanair devono muoversi;
   non risulta che il Governo abbia assunto finora misure nei confronti del vettore irlandese a tutela dei lavoratori italiani –:
   quali iniziative, per quanto di competenza, il Governo intenda assumere per porre fine al dumping sociale a danno dei dipendenti italiani e garantire parità di trattamento nel rispetto dei diritti e della disciplina italiana ed europea. (3-03381)