• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/03375 (3-03375)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-03375presentato daTERZONI Patriziatesto diMartedì 21 novembre 2017, seduta n. 889

   TERZONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   sul giornale web Picchionews del 7 novembre 2017 è stata riportata una intervista al presidente del Consorzio stabile Arcale Giorgio Gervasi, che spiega la sua versione dei fatti riguardo ai ritardi delle soluzioni abitative di emergenza nelle zone colpite dal sisma 2016;

   nell'intervista il presidente ha dichiarato: «I ritardi dipendono dai tempi di urbanizzazione delle aree, dalla scelta delle aree e dalla burocrazia che deve rispettare dei passaggi formali. Le urbanizzazioni, infatti, vengono realizzate con il Codice degli appalti in regime ordinario e non di emergenza. È stata una scelta politica: noi avevamo segnalato fin dall'inizio che avrebbe potuto comportare gravi problemi. E i problemi sono arrivati. Devo precisare che le urbanizzazioni fanno capo alla Regione. Il Comune pensa solo alla scelta delle aree. Da lì in poi fa tutto capo alla Regione. Noi dal momento in cui ci vengono consegnate le aree, abbiamo sessanta giorni per consegnare a nostra volta le Sae. A questo punto, la Regione deve completare la parte finale delle urbanizzazioni di secondo livello prima che i cittadini possano prendere possesso della casetta. Se non ci consegnano le aree, come fanno a dire che la colpa dei ritardi è la nostra?»;

   il presidente ha quindi riportato gli esempi di due comuni, San Severino e Visso, dove i ritardi nella consegna delle aree urbanizzate hanno sforato anche i due mesi. Avendo quindi 60 giorni per consegnare le casette, la ditta ha avuto difficoltà nel rispettare sia i tempi previsti che quelli promessi, ossia il Natale –:

   se il Governo sia al corrente del problema dei ritardi nelle consegne delle aree urbanizzate e se sia in grado di fornire chiarimenti circa le cause dei ritardi medesimi;

   ove emergano responsabilità del Subcommissario della regione Marche, se non si ritenga di assumere ogni iniziativa di competenza, anche normativa, per affidare alla direzione di un nuovo subcommissario ministeriale le attività necessarie ad affrontare l’«emergenza ricostruzione».
(3-03375)