• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12767 (5-12767)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12767presentato daGUERINI Giuseppetesto diMartedì 21 novembre 2017, seduta n. 889

   GIUSEPPE GUERINI, CARNEVALI, MISIANI, SANGA e VERINI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 giugno 2015, n. 84 e, successivamente con il decreto ministeriale 23 febbraio 2017 del Ministero della giustizia, gli uffici di esecuzione (Uepe) hanno visto una profonda revisione della loro articolazione territoriale;

   il meritorio percorso normativo intrapreso dal Governo, nell'ottica di promuovere forme alternative nell'esecuzione della pena, ha determinato tuttavia un notevole incremento delle attività e del carico di lavoro degli Uepe;

   situazione particolarmente gravosa al riguardo risulta essere quella in carico all'Uepe di Bergamo;

   l'Ufficio, sin dalla sua apertura, non è stato dotato di personale proprio. Ad oggi nove esperte di servizio sociale vi lavorano in convenzione annuale (in scadenza al 31 dicembre 2012) e rinnovabile fino a dicembre 2018;

   dal febbraio 2017 l'Uepe di Bergamo è diventato ufficio locale, con l'attribuzione di ulteriori compiti istituzionali, ma senza acquisire personale aggiuntivo. Il direttore reggente risulta inoltre essere l'unico funzionario di servizio sociale non convenzionato. Da ciò scaturisce impossibilità di delegare il potere di firma, con ulteriore aggravio del carico di lavoro dell'Ufficio;

   dati mostrano, infatti, un aumento esponenziale del lavoro. Basti pensare che dai 264 casi in corso nel 2009 (anno di apertura della sede) si è passati a 1.389 casi al 16 novembre 2017. Dai 1.903 casi gestiti nel 2014 si è giunti ai 2.983 gestiti nell'anno in corso, impennata dovuta anche all'introduzione della messa alla prova. Gli imputati che hanno beneficiato della misura sono infatti passati dai 29 del 2014 ai 406 del 2017. Le persone con affido in prova ai servizi sociali sono passati dai 214 del 2010 ai 498 del 2017. Le persone detenute agli arresti domiciliari sono passate dai 208 casi del 2010 ai 347 del 2017. L'attività di osservazione e di indagine per la magistratura ordinaria e di sorveglianza ha visto gestire 536 casi nel 2010, mentre sono ben 1263 quelli gestiti a fine ottobre 2017;

   se l'Uepe di Bergamo ha senza alcun dubbio rafforzato una visione inclusiva sul futuro delle persone in esecuzione penale, le poche risorse a disposizione stanno compromettendo il lavoro egregio sino ad oggi svolto –:

   se il Ministro interrogato non intenda assumere iniziative per procedere a revisione e potenziamento delle dotazioni organiche degli Uepe, con riguardo in particolare alle reali carenze di personale inerenti all'Ufficio di Bergamo, considerando gli effettivi carichi di lavoro delle diverse realtà territoriali.
(5-12767)