• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12760 (5-12760)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12760presentato daCARLONI Anna Mariatesto diMartedì 21 novembre 2017, seduta n. 889

   CARLONI, COCCIA, D'INCECCO, FAMIGLIETTI, IMPEGNO, MANFREDI, SALVATORE PICCOLO, SGAMBATO, VALERIA VALENTE, VALIANTE e TARTAGLIONE. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il Museo nazionale di San Martino, di competenza del polo museale della Campania e diretto dalla dottoressa Rita Pastorelli, ha sede presso l'omonima Certosa del 1300, ubicata in cima alla collina del Vomero, V municipalità del comune di Napoli;

   il museo presenta diversi ambienti: una chiesa barocca arricchita da lavori di Cosimo Fanzago, due chiostri, una sezione presepiale, una dedicata alle carrozze, ed una sezione navale, che ospita le lance reali dei Re Vittorio Emanuele II e Umberto I. Tuttavia, forse l'opera più celebre del museo è la cosiddetta «Tavola Strozzi», una veduta di Napoli datata 1472, attribuita a Francesco Rosselli;

   il museo è completato da un giardino composto da tre terrazzamenti, l'ultimo dei quali è chiuso al pubblico, in stato di abbandono. Esso è accessibile dal n. 18 dell'adiacente via Caccavello. Qui, l'ingresso al giardino è sbarrato da una cancellata non sempre sorvegliata e, riferiscono gli abitanti della zona, facilmente scavalcabile. Pertanto, data la mancanza di controllo, questo luogo è diventato attrattore di attività poco chiare, in particolare nelle ore notturne, aumentando il senso di degrado e d'insicurezza nei cittadini;

   anche gli ambienti interni del museo soffrono di scarsa cura. A quanto consta agli interroganti diverse sale risultano spesso chiuse, le strutture sono poco illuminate e cadenti, il personale appare poco motivato, i pannelli esplicativi delle opere e degli ambienti praticamente inesistenti;

   un'identica sensazione di decadenza vi è all'esterno del museo, interessato da lavori di ristrutturazione che procedono molto lentamente, dei quali non si conosce la conclusione;

   tali lavori coinvolgono anche la Chiesa delle Donne, che fa parte del complesso museale ma che risulta da lungo tempo inaccessibile, ed il muro di contenimento del museo lungo via Tito Angelini, sede un tempo di diverse attività commerciali, ora sgomberate. Tale sgombero è stato necessario in quanto il muro risulta pericolante, ed è puntellato da barbacani in legno, che impediscono però l'utilizzazione dell'adiacente marciapiede, costringendo i numerosi turisti ad occupare impropriamente la sede stradale. Ciò trasmette un ulteriore forte senso di degrado;

   presso il comprensorio di San Martino insiste anche il Castel Sant'Elmo ed il Museo del Novecento napoletano, sempre di competenza del polo museale della Campania, diretti dalla dottoressa Anna Maria Romano. Pur essendo contigui, Certosa e Castello rappresentano due entità museali distinte e non comunicanti, neanche a livello fisico, per accedere alle quali è necessario l'acquisto di due biglietti differenti: non sono infatti previste agevolazioni tariffarie. Ciò comporta, secondo gli interroganti, la «cannibalizzazione» dell'offerta, in quanto i turisti sono portati a scegliere se visitare l'uno o l'altro museo;

   va ricordato che il belvedere di San Martino è uno dei principali punti panoramici della città, ed è consigliato dalla totalità delle guide e degli itinerari turistici. Dunque, la situazione di degrado descritta si riflette pesantemente sull'immagine della città ed impatta sulla fruizione del patrimonio storico-artistico;

   il comprensorio di San Martino risulta, per caratteristiche orografiche, di difficile accesso. Per tale motivo, era prevista dal comune di Napoli la creazione della quarta fermata della funicolare Montesanto a servizio della zona. I lavori, il cui costo previsto è di circa 5 milioni di euro e di cui esiste una progettazione esecutiva, sono al momento accantonati per imprecisate ragioni –:

   se i Ministri interrogati siano al corrente della situazione descritta in premessa;

   se ritengano che sussistano i presupposti per promuovere verifiche con riferimento alle criticità sopra evidenziate;

   se intenda attivarsi affinché si possano predisporre le misure necessarie volte a completare quanto prima i lavori in essere, ed a promuovere un'integrazione delle strutture museali di San Martino e Sant'Elmo;

   se si intenda assicurare la sorveglianza costante dei luoghi al fine di scoraggiare attività illecite, garantendo la sicurezza delle aree chiuse al pubblico e quello dei cittadini.
(5-12760)