• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12797 (5-12797)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12797presentato daL'ABBATE Giuseppetesto diLunedì 27 novembre 2017, seduta n. 891

   L'ABBATE, SCAGLIUSI e PESCO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   si richiama l'attenzione sull'interrogazione a risposta in Commissione n. 5-10764 dell'8 marzo 2017 e sulla relativa risposta del sottosegretario all'economia e alla finanze Pier Paolo Baretta;

   si rileva la circolare n. 1/2017 del Ministero dell'economia e delle finanze concernente «Chiarimenti sull'applicazione della tassa sui rifiuti (TARI). Calcolo della parte variabile»;

   nonostante il clamore mediatico e l'eco raggiunta dalla questione dell'applicazione della tassa sui rifiuti, persiste in tutta Italia, sia dal punto di vista amministrativo-burocratico, sia per ciò che concerne i contribuenti, una mancanza di chiarezza sull'esatto calcolo della componente variabile della Tari. Da una parte infatti è stato ribadito che «la quota variabile è costituita da un valore assoluto, vale a dire un importo in rapporto al numero degli occupanti che non va moltiplicato per i metri quadrati dell'utenza e va sommato come tale alla parte fissa. Ciò chiarito, con riferimento alle pertinenze dell'abitazione appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica»; ma, dall'altra, permangono dubbi sui nuclei familiari che detengono più immobili nello stesso comune con la medesima finalità d'uso, ovvero «utenza domestica»: ad esempio, una famiglia composta da 4 persone e che detiene due abitazioni «utenza domestica», una da 100 metri quadrati più una da 80 metri quadrati sfitta, non è chiaro quante quote variabili sia tenuta a corrispondere. Il comportamento da attuare in altri casi «particolari» è solamente «deducibile» alla luce delle informazioni fornite dal Ministero dell'economia e delle finanze sinora rilasciate e suscettibile di generare ulteriori errori nell'applicazione della Tari;

   stando al report dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, pubblicato a novembre 2016, una famiglia media italiana ha pagato per la Tari 297 euro. La Campania è la regione più cara (427 euro), il Trentino Alto-Adige quella più economica (193 euro); Belluno è il capoluogo più economico (149 euro), Reggio Calabria quello più costoso (579 euro). A livello nazionale, la percentuale di raccolta differenziata (dati Ispra 2014) è ferma al 45,2 per cento –:

   se al contribuente il cui nucleo familiare è detentore di più immobili nello stesso comune vada computata una sola volta la quota variabile della Tari in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica o se questa vada computata per ognuno degli immobili;

   se si intendano emanare delle linee guida per le amministrazioni comunali affinché sia chiarito il calcolo della Tari nelle sue diverse componenti, per garantirne una applicazione uniforme a livello nazionale, e anche al fine di rendere consapevole il contribuente della tassazione impostagli;

   se non si ritenga opportuno assumere iniziative, per quanto di competenza, anche normative, per chiarire come erogare i rimborsi relativi al periodo 2014-2017, e individuare le relative risorse sul piano finanziario e contabile, affinché ciò avvenga senza che il contribuente sia costretto a seguire l’iter burocratico attuale, evitando di causare in tal modo un ulteriore aggravio di spese a carico dei comuni verosimilmente soccombenti che poi ricadrebbe nuovamente sui cittadini;

   se si intenda avviare uno studio sul costo del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani vista la grande differenza esistente tra comune e comune, da Nord a Sud, affinché si addivenga ad una disciplina uniforme a livello nazionale.
(5-12797)