• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12803 (5-12803)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12803presentato daCHIMIENTI Silviatesto diMartedì 28 novembre 2017, seduta n. 892

   CHIMIENTI, DALL'OSSO, TRIPIEDI, COMINARDI, LOMBARDI e CIPRINI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   la Honeywell International è una delle più importanti aziende multinazionali statunitensi che opera in diversi settori, fra cui controllo e automazione nel settore industriale o domestico, componenti per il settore aeronautico e automobilistico, materiali speciali ad elevate prestazioni. Honeywell è stata inserita dalla rivista Fortune nella lista delle prime 500 aziende industriali che si sono distinte in termini di volume di fatturato;

   la società ha sedi in tutto il mondo, impiegando oltre 100 mila dipendenti e in Italia è presente dal 1964 con una rete di 3 stabilimenti e 35 sedi operative, uniformemente dislocati sul territorio nazionale. Uno di questi stabilimenti è situato ad Atessa, in provincia di Chieti, dove producendo turbocompressori per auto è diventata una realtà industriale ben consolidata della zona, impiegando 420 dipendenti;

   nel corso degli anni la Honeywell ha ricevuto diversi sostegni economici per 1 miliardo e 271 milioni di euro da diversi istituti bancari italiani, come Unicredit e Intesa Sanpaolo, come riportato da diversi organi di stampa nel corso degli anni;

   il miglioramento continuo delle performance, i processi di standardizzazione, la valorizzazione delle risorse umane hanno reso il sito di Atessa, dal 1991 ad oggi, competitivo rispetto agli altri siti Honeywell europei, tanto che nel 2007 la casa madre ha assegnato proprio al sito italiano, in qualità di stabilimento pilota, l'onere di implementare il nuovo sistema di organizzazione;

   nel 2008 il sito di Atessa contava 600 dipendenti e un fatturato record di 500 milioni di euro, con una produzione annuale pari a 2,2 milioni di turbocompressori. Da allora nel corso degli anni si è registrata un'inversione di tendenza con l'utilizzo degli ammortizzatori sociali e la delocalizzazione di parte della produzione verso la Romania;

   negli ultimi mesi la situazione è precipitata e i vertici della multinazionale hanno deciso unilateralmente di chiudere il sito di Atessa, attivando per i lavoratori un percorso di mobilità a partire dal 2 aprile 2018. I dipendenti della società sono in sciopero contro questa decisione da oltre 2 mesi, e hanno attivato un presidio permanente dello stabilimento;

   la decisione pare immotivata, come dichiarato dal segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli, in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano del 15 novembre 2017: «È un epilogo inaccettabile in un quadro in cui peraltro lo stabilimento aveva sempre raggiunto elevati standard di produttività e le istituzioni italiane avevano dimostrato disponibilità a sostenere con investimenti il rilancio produttivo del sito». La società, infatti, dopo aver già usufruito degli ammortizzatori sociali, a gennaio 2017 aveva annunciato un investimento di 4.500.000 euro da impiegare in nuove macchine e tecnologie a seguito anche degli ordinativi da parte di Ford, Pca, Fca e Iveco –:

   se i Ministri interrogati non intendano convocare urgentemente un tavolo nazionale di confronto tra la Honeywell Transportation System, le rappresentanze sindacali, i rappresentanti degli enti locali e la regione Abruzzo, già interessata alla vicenda, al fine di scongiurare la delocalizzazione dello stabilimento Honeywell di Atessa e di salvaguardare conseguentemente e il futuro dei 420 dipendenti e dell'economia territoriale.
(5-12803)