• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/04110 VALENTINI, ALBANO, AMATI, ANGIONI, CANTINI, D'ADDA, Stefano ESPOSITO, FABBRI, FASIOLO, Elena FERRARA, LUCHERINI, MATTESINI, PAGLIARI, PEZZOPANE - Al Ministro dell'istruzione,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-04110 presentata da DANIELA VALENTINI
lunedì 27 novembre 2017, seduta n.910

VALENTINI, ALBANO, AMATI, ANGIONI, CANTINI, D'ADDA, Stefano ESPOSITO, FABBRI, FASIOLO, Elena FERRARA, LUCHERINI, MATTESINI, PAGLIARI, PEZZOPANE - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che, a quanto risulta alle interroganti:

sono state rilasciate dichiarazioni alla stampa dalla dirigente scolastica del liceo ginnasio statale "Virgilio" di Roma, in merito alla situazione interna dell'istituto;

il liceo Virgilio di Roma è tra i più antichi e prestigiosi istituti di istruzione superiore della capitale;

secondo i dati forniti da "Eduscopio", il portale della fondazione Agnelli, la qualità dell'offerta formativa colloca, nel 2017, il Virgilio al primo posto tra i licei scientifici romani (quarto nel 2016), e al decimo tra i licei classici (ottavo nel 2016);

il 7 ottobre 2017 il liceo è stato colpito da un crollo di parte del tetto;

successivamente, dal 15 al 21 ottobre, la scuola è stata occupata dagli studenti, con lo scopo di porre l'attenzione sulle problematiche della gestione della scuola e dell'edilizia scolastica. Conseguentemente, l'attività didattica è rimasta sospesa in tale periodo;

al termine dell'occupazione, la dirigente scolastica, professoressa Carla Alfano, ha inviato alle famiglie una comunicazione, in cui richiedeva un'esplicita dissociazione dall'occupazione per ottenere la giustificazione dell'assenza dalle lezioni dei propri figli. Tale richiesta non veniva condivisa da molti genitori, ed il rappresentante dei genitori nel consiglio di istituto proponeva una diversa formulazione, meno divisiva tra gli studenti;

in data 18 novembre è stata pubblicata dal "Corriere della Sera", a pag. 19, a firma Rinaldo Frignani, un'intervista alla preside, nella quale la stessa, nominata alla reggenza dell'istituto da soli 2 mesi, definisce la situazione interna al liceo con toni estremamente gravi, descrivendo un "clima mafioso" istaurato da un gruppo di studenti facenti parte del "fantomatico Collettivo" (che ha ottenuto alle elezioni dei rappresentanti degli studenti circa 1.000 voti, il 94 per cento);

la preside afferma che esempio di tale clima sarebbero "le bombe dei giorni scorsi" riferendosi a due presunte bombe carta fatte esplodere in cortile, durante la ricreazione nei giorni precedenti, ed aggiungendo come altri esempi: "Come scagliare il pallone con violenza contro altri studenti o fumare in faccia agli insegnanti. Significa: comandiamo noi, controlliamo il territorio";

ancora la preside descrive i ragazzi che accusa di essere mafiosi come "una minoranza di soggetti che comanda su una maggioranza silenziosa (...) ce ne sono anche di 14 anni. Intimidiscono compagni e adulti" e aggiunge che i genitori "sono come i loro figli, che manipolano qualsiasi episodio", e quando gli insegnanti mettono note sul registro "ci sono genitori che gliele fanno togliere o che ricorrono al Tar contro le bocciature. E vincono", affermazione gravissima, perché insinua il dubbio che ci siano magistrati del Tar complici del descritto "sistema mafioso";

la preside Carla Alfano, intervistata da Massimo Gramellini nel programma "Le parole della settimana" sabato 18 novembre, su Rai3, rincarava la dose con affermazioni ancora più gravi, accusando i ragazzi di aver, con la condiscendenza dei genitori, trasformato la scuola in un "porto franco" in cui si spaccia droga pesante "eroina", in un clima di "omertà paurosa";

afferma testualmente: "noi adesso vediamo i filmati della mafia, ora è morto Riina, o Ostia, quello che dà le testate, ma veniamo qui al Virgilio!", descrivendo gli episodi che accadono nella scuola da lei diretta paragonabili ai crimini della peggiore criminalità organizzata, che ha ucciso uomini politici, magistrati, funzionari di polizia e tanti altri rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini;

descrive gli episodi accaduti come momenti di "guerriglia";

infine, interrogata dal giornalista sui nomi dei ragazzi "mafiosi" e dei loro genitori conniventi, risponde "le ho parlato di professori universitari, giornalisti, onorevoli deputati e senatori, di persone che hanno incarichi anche all'interno del Governo, e magistrati". Cita anche un caso in cui un magistrato sarebbe intervenuto (senza indicare su chi) per fare revocare una sospensione ad uno studente;

nonostante fosse stata sollecitata a farlo, in nessuna delle dichiarazioni, rese dalla preside con tanta nettezza, è stato indicato un solo nominativo di studenti, genitori, magistrati o altri personaggi che sarebbero coinvolti in questo "sistema mafioso", che governerebbe la scuola con metodi paragonabili a quelli di Riina o della malavita organizzata di Ostia;

il 19 novembre il direttore dell'ufficio scolastico regionale del Lazio, Gildo De Angelis, ha dichiarato al quotidiano "Il Messaggero" che "Il liceo Virgilio dovrebbe essere chiuso e gli studenti dovrebbero essere ridistribuiti su altre scuole";

in pari data, Daniela Buongiorno (presidente del consiglio di istituto del liceo Virgilio) Roberto Caracciolo, Valentina Casavola, Franca Morreale (rappresentanti dei genitori al consiglio di istituto) rendevano pubblica una lettera aperta a insegnanti, genitori e studenti, in cui stigmatizzano l'operato della preside, definendola una "aggressione mediatica al Virgilio";

vi si legge: "Affermazioni spropositate, approssimative, distorte e diffamatorie. Siamo atterriti dalla narrazione che si fa del nostro liceo, degli studenti e delle famiglie. Non ci riconosciamo in essa e non ne comprendiamo il senso. Ascoltiamo storie inverosimili di genitori che approvano il consumo di cocaina. Notizie gonfiate e confuse su cui riceviamo informazioni frammentate: un allarme antincendio che scatta diventa un episodio da prima pagina, attribuito senza esitazione a un disegno criminale; l'esplosione di un petardo, o bomba carta, diventa un atto intimidatorio. Nessuno intende negare che nel Virgilio, come in altre scuole, ci siano problemi disciplinari importanti a cui è indispensabile trovare soluzioni e risposte efficaci. Altro è parlare di criminalità e cultura mafiosa";

considerato che, a giudizio delle interroganti:

le dichiarazioni rese dalla preside e riportate, nel descrivere la situazione interna al liceo, contengono affermazioni estremamente gravi, non circostanziate, né sorrette al momento da alcun riscontro effettivo, in particolare circa il clima generale di intimidazione e di violenza quotidiana, che renderebbe a suo dire impossibile garantire la sicurezza di studenti e corpo docente, ancor prima che il regolare svolgimento dell'attività didattica;

il paragone contenuto in tali dichiarazioni con i peggiori criminali mafiosi, che si sono macchiati dei più efferati crimini che hanno scosso alle radici le istituzioni e la convivenza democratica del nostro Paese è di un'evidente gravità, e del tutto inappropriato, qualsiasi siano gli episodi accaduti;

le medesime dichiarazioni contengono accuse gravissime di analoghi atteggiamenti intimidatori e di favoreggiamento verso gli studenti "mafiosi", che sarebbero stati messi in atto dai loro genitori, che sarebbero "come loro", indicati come "professori universitari, giornalisti, onorevoli deputati e senatori, persone che hanno incarichi anche all'interno del Governo, e magistrati", accuse che, se non fossero vere, integrerebbero gli estremi di reati gravissimi, gettando discredito sulle istituzioni, ed avrebbero certamente rilevanza sul piano disciplinare;

la gravità di tali affermazioni richiede un'immediata verifica della loro veridicità al fine di escludere od accertare una responsabilità disciplinare dell'autrice delle stesse;

sia le affermazioni della preside che quelle del direttore dell'ufficio scolastico regionale del Lazio, sopra riportate, alimentano, ad avviso delle interroganti, un clima di ingiustificato allarmismo e vanno nella direzione esattamente opposta allo spirito del comunicato del Ministro diffuso in data 19 novembre, in cui si chiede un impegno congiunto di tutte le istituzioni per restituire serenità alla comunità di studenti, genitori ed insegnanti, anche al fine di arginare "la fuga di studentesse e studenti che stanno chiedendo il nulla osta per cambiare Istituto". Circostanza quest'ultima che, al momento, non risulta confermata, ma che, ove si fosse effettivamente già verificata, rappresenterebbe la conferma ulteriore e definitiva circa gli effetti devastanti delle dichiarazioni suddette, e dell'immediata necessità di una loro radicale smentita,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia intrapreso o abbia intenzione di intraprendere per garantire il ripristino del dialogo tra le componenti della comunità scolastica e soprattutto la rimozione degli ostacoli a tale dialogo;

quale sia il suo giudizio sulla gravità delle dichiarazioni della dirigente scolastica, e quali iniziative abbia intrapreso o abbia intenzione di intraprendere per un'immediata verifica della loro veridicità, al fine di escludere od accertare una responsabilità disciplinare dell'autrice delle stesse;

quale sia il giudizio del Ministro sulla gravità delle dichiarazioni del direttore dell'ufficio scolastico regionale del Lazio, e quali iniziative abbia intrapreso o abbia intenzione di intraprendere per un'immediata verifica, al fine di escludere od accertare una responsabilità disciplinare dell'autore delle stesse;

quali iniziative abbia intrapreso o abbia intenzione di intraprendere per garantire l'effettiva conoscenza, da parte dei dirigenti scolastici, delle norme che prevedono la repressione delle forme di criminalità organizzata, a partire dall'art. 416-bis del codice penale, che definisce l'associazione mafiosa, al fine impedire l'uso improprio di tale terminologia, che comporterebbe inevitabili gravi conseguenze, analoghe a quelle descritte.

(3-04110)