• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03016 con messaggio n. 13983 del 4 settembre 2013, l'INPS ha riconosciuto agli stranieri con disabilità, regolarmente residenti in Italia e titolari di un permesso di soggiorno di almeno un anno, le...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03016presentato daROSTELLATO Gessicatesto diMercoledì 18 giugno 2014, seduta n. 248

ROSTELLATO, BECHIS, CIPRINI e BALDASSARRE. — Al Ministro dell'interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
con messaggio n. 13983 del 4 settembre 2013, l'INPS ha riconosciuto agli stranieri con disabilità, regolarmente residenti in Italia e titolari di un permesso di soggiorno di almeno un anno, le prestazioni economiche concesse per invalidità civile;
infatti, nel citato messaggio si precisa quanto la Corte costituzionale ha più volte dichiarato, e cioè l'illegittimità costituzionale dell'articolo 80, comma 19, della legge n. 388 del 2000, nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno (permesso di soggiorno CE di lungo periodo) la concessione di alcune tipologie di prestazioni assistenziali richieste per cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti nello Stato italiano;
le sentenze riguardavano l'indennità di accompagnamento (sentenze n. 306/2008 e n. 40/2013), la pensione di inabilità (sentenze n. 11/2009 e n. 40/2013), l'assegno mensile di invalidità (sentenza n. 187/2010) e l'indennità di frequenza (sentenza n. 329/2011 e successiva ordinanza n. 588, del 12 luglio 2013, del tribunale di Pavia);
pertanto, al fine di conformarsi a quanto stabilito dalla Corte costituzionale, le prestazioni economiche concesse per invalidità civile – indennità di accompagnamento, pensione di invalidità, assegno mensile e indennità di frequenza – dovranno essere concesse «a tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo, alla sola condizione che siano titolari del requisito del permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all'articolo 41 TU immigrazione»;
è chiaro che dovranno esserci anche gli ulteriori requisiti di legge, ossia: condizioni sanitarie, residenza in Italia e altro;
in merito ai presupposti, rileva la residenza: solitamente accade che, lo straniero che ha la residenza in Italia, e che quindi riceve le prestazioni (previo regolare iter per ottenerne i benefici) non è più controllato e numerosi risultano essere i casi in cui lo stesso, pur avendo regolare documento che ne attesta la residenza in Italia e pur ricevendo mensilmente le prestazioni in premessa, soggiorna, privo di un qualunque controllo, in un altro territorio, il tutto a spese dei cittadini –:
se i Ministri interrogati siano al corrente della situazione su esposta;
se i Ministri interrogati non intendano assumere iniziative, per quanto di competenza, al fine di regolamentare i controlli, prevedendo, ad esempio, obblighi di presentazione mensile dello straniero presso la stazione dei carabinieri più vicina, in modo da valutare l'effettiva permanenza dello stesso nel territorio italiano, oltre che al fine di limitare situazioni di abuso nei casi di residenza fittizia. (5-03016)