• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03017 la Convenzione di Parigi del 1997, istitutiva dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), prevede, tra l'altro, che la suddetta Organizzazione assicuri l'attuazione della...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03017presentato daTIDEI Mariettatesto diMercoledì 18 giugno 2014, seduta n. 248

TIDEI. — Al Ministro degli affari esteri . — Per sapere – premesso che:
la Convenzione di Parigi del 1997, istitutiva dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), prevede, tra l'altro, che la suddetta Organizzazione assicuri l'attuazione della Convenzione, fornisca assistenza e protezione a tutti gli Stati Parte vittime di minacce o aggressioni con armi chimiche e promuova la cooperazione internazionale per lo sviluppo della chimica a fini pacifici, nonché attribuisce all'Organizzazione la facoltà di effettuare accertamenti di vario tipo per verificare che gli Stati Parte rispettino i prescritti obblighi e, in particolare, che distruggano tutte le armi chimiche in loro possesso e non ne producano di nuove;
l'Italia risulta essere in possesso di armi chimiche prodotte prima del 1946. Tali armi avrebbero dovuto essere distrutte nel rispetto di una particolare procedura entro il 31 dicembre 2012. Tuttavia, all'Italia è stata concessa una deroga temporale, per il prosieguo dell'attività di distruzione delle suddette armi, senza la prescrizione di una data stabilita, né a breve né a medio termine. Pertanto, l'Italia deve distruggere gli ordigni chimici in suo possesso «nel più breve tempo possibile» fornendo su base volontaria un rapporto riguardante le attività di distruzione;
l'Organizzazione ha riconosciuto all'Italia per la distruzione delle residue armi chimiche presenti nel territorio nazionale un contributo pari a 3.347.667 euro;
ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 496 del 1995 «Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, con annessi, fatta a Parigi il 13 gennaio 1993», come modificata dalla legge 93 del 1997, il Ministero degli affari esteri è designato come Autorità nazionale. Secondo quanto disposto dal sopra richiamato articolo 9 presso l'Autorità nazionale è istituito un ufficio di livello dirigenziale che tra le varie competenze è deputato a:
a) curare i rapporti con l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, nonché a mantenere i collegamenti con le Autorità nazionali degli altri Stati Parte e a stipulare gli accordi di impianto;
b) promuovere e coordinare le attività delle Amministrazioni competenti;
c) presentare annualmente al Ministro degli affari esteri una relazione sullo stato di esecuzione della convenzione e sugli adempimenti effettuati ai fini della sua ulteriore trasmissione al Parlamento entro il 31 marzo di ogni anno;
d) ricevere i dati delle Amministrazioni interessate circa la produzione, il possesso, l'utilizzo, il trasferimento, l'importazione, l'esportazione dei composti chimici di cui alla convenzione, nonché quelli relativi al rinvenimento e alla distruzione di armi chimiche;
e) informare le Amministrazioni interessate sulla situazione nazionale;
in data 20 marzo 2014 il Sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Gioacchino Alfano, ha risposto all'interrogazione n. 5-01015 dell'onorevole Grande. Nel testo della risposta emerge che l'acquisizione e l'installazione di un ossidatore termico, nel territorio di Civitavecchia, sono finalizzate a bruciare le armi chimiche residuate della seconda guerra mondiale. Il Sottosegretario Alfano ha altresì spiegato le ragioni che hanno determinato la scelta di un ossidatore termico, da realizzarsi ex novo, anziché avvalersi di altri sistemi, per la demilitarizzazione di munizionamento a caricamento speciale. In particolare il Sottosegretario ha rilevato che l'utilizzo di un ossidatore termico consente di:
a) ridurre l'impatto ambientale connesso con l'accumulo dei prodotti di reazione derivanti dall'attuale processo di demilitarizzazione di munizionamento contenente iprite e miscele derivate. Le emissioni in atmosfera saranno ampiamente contenute entro i limiti imposti dalla vigente normativa e i relativi valori saranno costantemente monitorati in tempo reale;
b) avviare lo smaltimento di altri aggressivi chimici non eliminabili con la tecnologia in uso presso l'attuale impianto di demilitarizzazione del centro tecnico logistico interforze (Ce.T.L.I.) nucleare batteriologico chimico (NBC) di Civitavecchia;
c) finalizzare lo smaltimento degli ordigni a caricamento speciale presenti presso il Ce.T.L.I. NBC;
d) limitare le operazioni di movimentazione e manipolazione dei proietti al fine d'incrementare la sicurezza dell'infrastruttura e del personale addetto alle lavorazioni;
relativamente alle motivazioni che «hanno originato l'eventuale acquisizione» dell'impianto esse derivano, secondo quanto si rileva dalla risposta del Sottosegretario, dal deficit tecnologico che caratterizza gli altri impianti attualmente in funzione, i quali ancorché affidabili in tema di sicurezza delle operazioni, non sono tecnologicamente all'avanguardia, poiché non consentono la distruzione di tutte le tipologie e di adeguati quantitativi di munizionamento chimico stoccato, impedendo di ottemperare pienamente agli impegni assunti con la Convenzione di Parigi;
per quanto riguarda le problematiche relative alla tutela ambientale il Sottosegretario ha rilevato come, grazie ad emissioni in atmosfera ampiamente entro i limiti imposti dalla vigente normativa, i valori delle emissioni saranno costantemente monitorati in tempo reale da una centrale remotizzata (a distanza);
non sembrerebbe coerente la scelta di acquisire e installare un ossidatore termico, poiché l'Italia è tenuta a distruggere il residuo delle armi chimiche in tempi, se non certi, verosimilmente non lunghi –:
quale sia la percentuale, nei limiti dei dati che possono essere resi noti, di ordigni già distrutti dal 1997 ad oggi;
quanti ne rimangano e quale sia la loro tipologia così da valutare le percentuali, nonché i quantitativi effettivi ancora da distruggere per raggiungere l'obiettivo di eliminazione totale delle vecchie armi chimiche ancora presenti in Italia, ciò al fine di capire, anche e soprattutto, in termini ambientali la variazione di incremento che il territorio di Civitavecchia si deve aspettare da questa operazione;
se siano state esplorate altre soluzioni alternative con minor impatto ambientale ed economico nonché con minori rischi per il territorio e le comunità interessate, alla luce dell'assenza di una scadenza temporale prefissata per la distruzione delle armi chimiche residuali presenti ancora sul territorio nazionale.
(5-03017)