• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12820 (5-12820)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12820presentato daMAESTRI Patriziatesto diMercoledì 29 novembre 2017, seduta n. 893

   PATRIZIA MAESTRI, RAMPI, GNECCHI, BARUFFI, GRIBAUDO, TINAGLI, CASELLATO, GIACOBBE, DI SALVO, DAMIANO, MALISANI e BLAZINA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

   nel maggio 2017 la Fondazione Di Vittorio, con il contributo e il supporto della Slc Cgil, ha condotto una ricerca nazionale sulle condizioni di vita e di lavoro dei professionisti dello spettacolo. La ricerca ha rilevato che più di un professionista su tre ha subito un infortunio nel settore dello spettacolo dal vivo nel corso della propria carriera, pur evidenziando le difficoltà di molti di essi ad assentarsi dal lavoro per infortunio o malattia: il 62,8 per cento ha dichiarato che gli è capitato di continuare a lavorare per senso di responsabilità, il 16,8 per cento per paura di perdere il lavoro;

   considerando le particolari condizioni di impiego dei lavoratori dello spettacolo non stupisce il fatto che un numero elevato di professionisti presenti problemi fisici (in particolare, muscolo-scheletrici) o psicologici. Il 64,1 per cento degli intervistati dichiara di soffrire di stress, ansia, depressione o insonnia;

   la sentenza della Corte di Cassazione n. 3476/1994 e la circolare n. 24/1994 hanno ribadito il principio secondo il quale tutti i lavoratori, tenuti per ragioni lavorative a frequentare ambienti ove si svolgono attività pericolose, sono soggetti all'obbligo assicurativo e fruiscono della conseguente tutela a prescindere dal contenuto manuale ed intellettuale delle mansioni svolte. Pertanto, l'obbligo assicurativo è stato esteso anche a favore dei lavoratori dello spettacolo ove questi ultimi svolgano la loro attività quali lavoratori subordinati. Il requisito della subordinazione resta, infatti, insieme all'esposizione al rischio, la condizione essenziale per garantire la tutela assicurativa;

   lo statuto speciale europeo degli artisti approvato dal Parlamento europeo il 7 luglio 2007 invita gli Stati membri a sviluppare o applicare un quadro giuridico e istituzionale al fine di sostenere la creazione artistica mediante l'adozione o l'attuazione di una serie di misure coerenti e globali che riguardino la situazione contrattuale, la sicurezza sociale, l'assicurazione malattia, la tassazione diretta e indiretta e la conformità alle norme europee;

   i lavoratori dello spettacolo (tecnici o amministrativi, ovvero artisti che forniscano prestazioni artistiche e/o producano opere d'arte) chiedono da tempo che siano estese anche a tutti loro le garanzie di sicurezza sociale previste per i lavoratori, indipendentemente dal vincolo di subordinazione, analogamente a quanto previsto dall'attuale sistema previdenziale e di assicurazione per la malattia. Infatti, l'ex Enpals non distingue la tipologia del contratto di lavoro, ma definisce genericamente «lavoratore» chi opera nello spettacolo –:

   se i Ministri interrogati non intendano farsi promotori di un'apposita iniziativa normativa che consenta di rivedere la disciplina in materia di assicurazione sugli infortuni sul lavoro nel settore dello spettacolo, al fine di superare le attuali disomogeneità ed estendendone l'efficacia alle diverse tipologie di lavoratori, anche prescindendo dalle diverse tipologie di inquadramento contrattuale.
(5-12820)