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Atto a cui si riferisce:
S.1/00865 premesso che: i cittadini italiani, residenti in Italia o all'estero, saranno chiamati in brevissimo tempo a recarsi alle urne per eleggere i nuovi membri del Parlamento, che saranno...



Atto Senato

Mozione 1-00865 presentata da STEFANO LUCIDI
mercoledì 29 novembre 2017, seduta n.911

LUCIDI, ENDRIZZI, CRIMI, MORRA, BERTOROTTA, TAVERNA, CATALFO, CIOFFI, BUCCARELLA, SANTANGELO, MORONESE, DONNO, PAGLINI, PETROCELLI, GAETTI, PUGLIA, SCIBONA, CASTALDI, CAPPELLETTI, AIROLA - Il Senato,

premesso che:

i cittadini italiani, residenti in Italia o all'estero, saranno chiamati in brevissimo tempo a recarsi alle urne per eleggere i nuovi membri del Parlamento, che saranno votati nelle modalità previste dalla legislazione vigente, nelle circoscrizioni italiane e nella circoscrizione estero;

le elezioni rappresentano il momento democratico più importante della vita politica di una nazione, ed è compito di tutte le istituzioni repubblicane garantire che tutto il processo elettorale, partendo dall'indizione dei comizi elettorali fino ad arrivare allo spoglio e alla comunicazione finale, avvenga in modalità di assoluta legalità e trasparenza, per mettere i cittadini nelle condizioni di esprimere un voto libero da condizionamenti;

considerato che:

nessun Paese può dirsi esente da fenomeni illeciti, brogli, violazioni, palesi o latenti, del procedimento elettorale in tutte le fasi del suo svolgimento, ivi comprese le fasi conclusive delle operazioni di voto e scrutinio e la disciplina della cosiddetta par condicio, ma storicamente la vita politica ed elettorale del nostro Paese, ad avviso dei proponenti del presente atto, è stata caratterizzata da fenomeni, usando un eufemismo, distorsivi del meccanismo elettorale, che vedono svanire i presupposti di democrazia di un Paese che ambisce a ritenersi tale;

in particolare, il nostro Paese si distingue per comprendere nell'ordinamento penale il reato di voto di scambio politico mafioso (art. 416-ter) dibattuto ampiamente proprio nella XVII Legislatura;

ancora più in dettaglio, a quanto risulta ai proponenti del presente atto di indirizzo, notizie di stampa hanno denunciato, alle recenti elezioni per l'Assemblea regionale siciliana, una vera e propria compravendita di voti, al costo presunto di 50 euro a voto, testimoniato anche a mezzo video, così come casi di vera e propria sostituzione di persona al seggio. Il risultato di queste elezioni è stato, dunque, tristemente e palesemente contaminato da simili pratiche;

ad ottobre 2017 è esploso invece il caso dei brogli elettorali nella circoscrizione estero, avvenuto utilizzando lo stratagemma dell'intercettazione dei plichi elettorali, giacché nella circoscrizione estero le schede elettorali vengono inviate a mezzo di posta ordinaria;

sia nel caso delle elezioni politiche del 2013 che nel referendum costituzionale del dicembre 2016, sono stati sollevati dubbi e perplessità circa le modalità di scrutinio dei voti della circoscrizione estero, che avvengono presso il centro polivalente della Protezione civile, a Castelnuovo di Porto (Roma);

considerato ancora che, ad avviso dei proponenti:

a giudicare dalle denunce dunque, recenti e non, successive alle tornate elettorali, è facile comprendere che nel nostro Paese i fenomeni di compressione della libertà di voto o connessi a brogli non sono da considerarsi occasionali, né esigui, pur non essendo in discussione la libertà dell'esercizio materiale del voto;

per le prossime elezioni politiche preoccupa, dunque, ogni segnale che sia presagio di voto di scambio o di compravendita di voti, fenomeni capaci di inquinare il risultato delle elezioni. Fenomeni aggirabili mediante azioni di monitoraggio dell'informazione e del dibattito politico durante la campagna elettorale chiaramente necessario;

l'attività di monitoraggio elettorale costituisce una componente fondamentale della politica dell'Unione europea ed essa ha avuto e ha ad oggetto eventi elettorali di tutti i Paesi, a prescindere dal loro tasso di sviluppo democratico. Si ricorda, a questo proposito, la presenza di osservatori nelle elezioni presidenziali anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito;

si ritiene opportuno sollecitare l'attenzione sull'attività di monitoraggio elettorale svolta dalle organizzazioni internazionali per il tramite di osservatori;

preso atto che:

con il decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 22, fu disposta espressamente l'ammissione della presenza ai seggi elettorali di osservatori dell'Osce in occasione delle elezioni politiche del medesimo anno;

successivamente, un nuovo decreto-legge, n. 24, adottato dal Governo il 15 febbraio 2008, e convertito dal Parlamento il 27 febbraio 2008 con la legge n. 30, ha nuovamente aperto la porta agli osservatori dell'Osce per il monitoraggio delle elezioni politiche;

con il documento della riunione di Copenhagen della Conferenza sulla dimensione umana della Csce (oggi Osce), i Paesi membri, come si legge al punto 8, hanno sottoscritto e convenuto che la presenza di osservatori, sia stranieri sia nazionali, può migliorare il processo elettorale per gli Stati nei quali si tengono elezioni. Pertanto, essi inviteranno osservatori provenienti da altri Stati partecipanti alla Csce, le istituzioni e le organizzazioni private appropriate che lo desiderino ad osservare lo svolgimento delle loro procedure elettorali nazionali nella misura consentita dalla legge. Essi, inoltre, si sforzeranno di agevolare un analogo accesso nel caso di procedimenti elettorali svolti ad un livello inferiore a quello nazionale. Tali osservatori si impegneranno a non interferire nelle operazioni elettorali;

a luglio 2016 con decisione unanime, i 57 Paesi membri dell'Osce hanno conferito all'Italia la presidenza per il 2018, proprio l'anno in cui ci saranno le elezioni politiche in Italia;

considerato infine che, a quanto risulta ai proponenti:

in data 28 novembre 2017 fonti OSCE dichiarano: "se dall'Italia arriverà un invito, come già avvenuto in passato, l'Osce manderà una missione per valutare l'eventuale invio di osservatori durante le prossime elezioni";

la procedura prevede prima l'invio di una missione di valutazione delle necessità, incontrando i rappresentanti delle autorità e dei partiti politici, della società civile e dei media, che permetterà di valutare il clima pre-elettorale e stabilire l'effettivo monitoraggio delle prossime elezioni e le relative modalità,

impegna il Governo:

1) ad adottare tempestivamente iniziative, anche di carattere normativo, per avanzare all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), unità Affari pubblici dell'ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (OHDIR, Office for democratic institutions and human rights), la richiesta di invio di osservatori elettorali in occasione delle prossime elezioni politiche, al fine di assicurare la loro presenza presso gli uffici elettorali di sezione delle circoscrizioni italiane ed estero;

2) ad informare, contestualmente alla richiesta, e richiedere poi che l'attività di valutazione ed osservazione riguardi tutto il procedimento elettorale e le sue fasi di svolgimento, partendo dall'indizione dei comizi elettorali, passando per le fasi in cosiddetta par condicio informativa, comprese le operazioni di voto e di scrutinio, nonché la comunicazione finale delle cifre elettorali, affinché avvenga in modalità di assoluta legalità e trasparenza.

(1-00865)