• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.1/00864 premesso che: da anni è diffusa e rappresentata l'esigenza di innovare le procedure elettorali, al fine di garantire l'esercizio del diritto di voto dei cittadini che lavorano o studiano...



Atto Senato

Mozione 1-00864 presentata da VITO CLAUDIO CRIMI
mercoledì 29 novembre 2017, seduta n.911

CRIMI, ENDRIZZI, MORRA, CIOFFI, PAGLINI, MORONESE, BUCCARELLA, PETROCELLI, LUCIDI, MONTEVECCHI, CAPPELLETTI, DONNO, SANTANGELO, MARTON, AIROLA, CASTALDI, NUGNES, TAVERNA - Il Senato,

premesso che:

da anni è diffusa e rappresentata l'esigenza di innovare le procedure elettorali, al fine di garantire l'esercizio del diritto di voto dei cittadini che lavorano o studiano in una regione diversa da quella di residenza o che vi si trovano per motivi legati a cure mediche, nonché dei familiari loro conviventi;

i dati sull'affluenza al voto degli ultimi anni registrano un netto calo nel numero dei votanti, fenomeno che trae origine dall'allontanamento dei cittadini dalla politica, ma anche da difficoltà logistiche per l'espressione del proprio voto;

la legge n. 52 del 2015, all'articolo 2, comma 37, ha previsto l'opzione del voto per corrispondenza nella circoscrizione Estero per i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano temporaneamente all'estero, come ad esempio gli studenti Erasmus;

è tuttavia noto che la maggior parte degli studenti italiani iscritti ad università con sede in comuni diversi da quelli di residenza non la trasferiscano nel corso degli studi. Questi cittadini si trovano, quindi, a dover affrontare viaggi anche lunghi per esercitare il proprio diritto di voto, in una fase della loro vita in cui, in larga parte, non dispongono di risorse economiche autonome o ne dispongono in misura limitatissima, dovendo contare sul sostegno delle famiglie, spesso costrette a significativi sacrifici per la formazione dei propri figli. Le agevolazioni nei trasporti, attualmente previste per chi si rechi nel Comune di residenza per votare, spesso non sono un sufficiente incentivo, non coprendo interamente la spesa, né possono servire a risolvere il problema della concomitanza con altri importanti impegni di studio;

tale problematica coinvolge, altresì, chi si trova a soggiornare, anche temporaneamente, in un comune diverso da quello di residenza per ragioni legate alla propria attività lavorativa e professionale, nonché chi soggiorna in un comune diverso da quello di residenza per motivi legati a cure mediche, oltre naturalmente ai familiari loro conviventi;

nel corso della discussione alla Camera dei deputati prodromica all'approvazione, con voto di fiducia, della legge, n. 165 del 2017, il Governo si è impegnato, dando parere favorevole all'ordine del giorno 9/2352-A/R/14, a risolvere al più presto la questione del voto dei cittadini fuori sede, anche con un provvedimento d'urgenza comunque prima della fine della Legislatura;

appare improcrastinabile la necessità di giungere a una soluzione concreta e definitiva della questione entro la XVII Legislatura;

lo schema della normativa volta a consentire l'esercizio del diritto di voto per le elezioni politiche, europee e nei referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione, ai cittadini che lavorano o studiano in una regione diversa da quella di residenza, o che vi si trovano per motivi legati a cure mediche, nonché ai familiari loro conviventi, potrebbe strutturarsi secondo i seguenti punti: a) prevedere l'ammissione al voto su richiesta nel Comune di temporanea residenza degli elettori che, per motivi di lavoro, di studio o cure mediche si trovano in una regione nel territorio nazionale diversa da quella di iscrizione nelle liste elettorali, parimenti ammettendo al voto i familiari conviventi degli elettori che ne facciano richiesta; b) prevedere che la domanda, redatta su carta libera, sottoscritta dall'elettore e corredata dalla copia della tessera elettorale, debba pervenire entro e non oltre un termine congruo, e che la domanda sia revocabile entro il medesimo termine e sia valida per un'unica consultazione; c) prevedere che l'elettore voti nel comune di temporanea residenza, previo parere favorevole della Commissione elettorale circondariale, con attestazione di ammissione al voto del sindaco, nella quale è indicata la sezione di assegnazione dell'elettore; d) prevedere che il Comune di temporanea residenza trasmetta entro un termine congruo i nominativi degli ammessi al voto ai Comuni di rispettiva residenza, affinché gli ufficiali elettorali provvedano a prenderne immediatamente nota nelle liste sezionali; e) non modificare le norme in materia di agevolazioni di viaggio per gli elettori che non presentano domanda di ammissione al voto nel Comune di temporanea residenza,

impegna il Governo ad assumere, con la massima urgenza, ogni iniziativa di carattere normativo ed amministrativo, al fine di garantire l'esercizio del diritto di voto per i cittadini che, nel momento elettorale, si trovano in luogo diverso da quello di residenza in territorio italiano, secondo le modalità esposte.

(1-00864)