• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08452 MOLINARI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: il Ministero dei trasporti e della marina mercantile ed il Ministero per i problemi delle aree urbane, con...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08452 presentata da FRANCESCO MOLINARI
mercoledì 29 novembre 2017, seduta n.911

MOLINARI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il Ministero dei trasporti e della marina mercantile ed il Ministero per i problemi delle aree urbane, con apposito "accordo di programma", stipulato con l'ente Ferrovie dello Stato ed i Comuni di Villa San Giovanni, Messina e Reggio Calabria (Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 64 del 17 marzo 1990), ed in particolare per la città di Villa San Giovanni, all'art. 1 stabilivano, attraverso una serie di opere ed interventi, di "eliminare (...) nel miglior grado possibile" dalla città l'inquinamento acustico ed atmosferico, autorizzando una serie di opere infrastrutturali, poi riprese con il "decreto emergenza ambientale", decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 dicembre 2002, che ne riattualizzava le risorse economiche;

tale decreto emergenza, regolamentato dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3296 del 2003, recepiva la delibera del Consiglio comunale del 31 dicembre 2001 ed elencava le opere cui il commissario delegato avrebbe dovuto dare attuazione, nel rispetto dei presupposti e delle finalità statuite dall'accordo di programma;

tale accordo di programma veniva sottoposto alla valutazione del Ministero dell'ambiente al fine di ottenere la valutazione di impatto ambientale, che otteneva con decreto ministeriale n. 4901/2000, con la prescrizione che "prima dell'apertura dei cantieri" dovesse "essere realizzato il previsto parcheggio-tampone per l'accumulo degli autoveicoli in attesa dell'imbarco già previsto dall'Accordo di programma (di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2611/90) e riconosciuto di importanza essenziale, ai fini del controllo dei flussi di traffico verso l'imbarco (...) Tale parcheggio deve essere predisposto per l'accumulo dei veicoli a monte di Villa S. Giovanni e deve essere dotato di attrezzature e servizi alle persone e di un sistema di regolazione automatica e di dosatura dei flussi di traffico in uscita verso gli approdi, in funzione della capacità di deflusso della stazione a valle";

considerato che:

la VIA rilasciata per le opere dell'accordo di programma deve intendersi trasfusa nel decreto emergenza ambientale, per effetto dell'espressa menzione e dell'obbligo di recepire gli immutati presupposti e le finalità dell'accordo stesso;

dal 1990 e ancor più dal 2003, data di riattivazione delle risorse economiche, poco o nulla è stato realizzato, con grave nocumento per la salute dei cittadini e per i danni subiti dalle attività pubbliche e private;

la progettazione dell'area unica di sosta veniva poi stralciata dal commissario per l'emergenza ambientale per consentire all'ANAS di utilizzare la più ampia area per le incombenze derivanti dall'ammodernamento della ex A3 Salerno-Reggio Calabria, ora A2 Mediterranea;

si decideva, quindi, la realizzazione parziale e temporanea di un'area di sosta di circa 8.500 metri quadrati che avrebbe ospitato le biglietterie ed altri servizi, in osservanza del decreto legislativo n. 422 del 1997 per garantire il passaggio in sicurezza alle merci nocive e pericolose;

considerato inoltre che, per quanto risulta all'interrogante:

l'area ridotta, sebbene progettata e avviata all'appalto, non veniva realizzata per svariate ragioni legate all'impresa appaltatrice;

con l'ultimazione della A2 Mediterranea, a seguito di interlocuzioni istituzionali tra il Comune di Villa San Giovanni, il Dipartimento della protezione civile, la Regione Calabria e il prefetto-commissario delegato per l'attuazione del decreto emergenza, veniva decisa la conformazione originaria dell'area di sosta per complessivi 26.000 metri quadrati e revisionata la progettazione con l'ausilio dei tecnici dell'università Mediterranea e con la concertazione delle organizzazioni di categoria dell'autotrasporto, rilevando, peraltro, le anomalie del progetto parziale che avrebbero finito per determinare, nei momenti di maggiore afflusso, pericolose code lungo l'autostrada;

in data 19 aprile 2011, a Roma, il rinnovato progetto veniva informalmente posto all'attenzione del sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, Bartolomeo Giachino, che si sarebbe dichiarato entusiasta;

tale progetto, peraltro, in osservanza delle direttive europee, risultava coerente con l'adeguamento delle norme sull'autotrasporto, che impongono le riduzioni dei periodi di guida per gli autotrasportatori e che avrebbero consentito al realizzando autoporto di essere inserito nei network programmati a tal fine, che ancora scarseggiano e che invece consentirebbero soste sicure;

a seguito delle modifiche normative dal 2013 il Comune di Villa San Giovanni è diventato il soggetto attuatore, in luogo del commissario delegato, per effetto della riforma della legge istitutiva della protezione civile (decreto-legge n. 59 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 100 del 2012, di modifica della legge n. 225 del 1992);

la Regione Calabria, con delibera della Giunta, a valere sui fondi FESR 2007-2013, linea di intervento 6.1.4.3 del 2009, riconoscendo la validità del progetto dell'ampio "polmone di stoccaggio" (o autoporto), approvava il finanziamento per 9,5 milioni di euro per la "Realizzazione della viabilità tra il polmone di stoccaggio e l'asta di raccordo per gli imbarchi e le banchine" del porto già massimamente progettato e con studi meteomarini realizzati;

nell'ambito della progettazione complessiva e organica, già imposta dall'accordo di programma e dal decreto ministeriale n. 4901/2000, appare altresì notizia della progettazione di massima di una nuova installazione di approdi, in adesione all'attuale porto delle Ferrovie con la riorganizzazione di tutta la costa per i pubblici usi del mare, coordinata con la bretella di collegamento finanziata dalla Regione;

sembrerebbe che in data 20 settembre 2017 la sindaca facente funzioni di Villa San Giovanni abbia incontrato a Roma personale del Ministero delle infrastrutture e del Dipartimento della protezione civile, i quali avrebbero dichiarato realizzabile il solo "polmone parziale" di 8.500 metri quadrati, probabilmente frutto di interlocuzioni con il "tavolo istituzionale" che nel febbraio 2017 era stato voluto dalla Prefettura di Reggio Calabria, ma senza tenere conto delle modifiche approvate dallo stesso Dipartimento della protezione civile sin dal 2011;

nella stessa riunione sarebbero stati, finalmente, trasferiti nella disponibilità del Comune di Villa San Giovanni gli oltre 11 milioni di euro, quali residui delle opere già realizzate e degli interessi maturati;

a quasi 30 anni dall'accordo e ben 16 dal decreto emergenza, nella città dello stretto tutto è rimasto immutato sebbene i flussi di traffico, come riporta l'ANAS, negli ultimi 3 anni, cioè con la l'ultimazione dei lavori della A2 Mediterranea, siano aumentati del 4 per cento ogni anno;

il grave danno per la città è dimostrato anche dal fatto che, oltre a tutti i benefici di carattere ambientale, verrebbero meno anche quelli di carattere occupazionale;

nonostante le numerose istanze presentate al Comune da parte di associazioni e gruppi consiliari d'opposizione, si è sempre negata, da parte degli amministratori e del commissario, l'esistenza un progetto che prevedesse l'intera area di sosta;

proprio in questi giorni, dopo che il gruppo politico "Italia dei Valori", circolo di Villa San Giovanni, ha messo a conoscenza dell'amministrazione di essere in possesso del progetto definitivo dell'intera area, lo stesso progetto sarebbe stato rinvenuto, a giudizio dell'interrogante miracolosamente;

ancora si vuole realizzare un "polmone" di 8.500 metri quadrati, nonostante nella documentazione progettuale non esista più, come afferma il Dipartimento della protezione civile,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;

se intenda intervenire per il ripristino della prescrizione di cui al decreto ministeriale n. 4901/2000 di VIA, onde evitare ulteriori danni alla città di Villa San Giovanni;

se intenda intervenire al fine di accelerare il trasferimento dell'intera area al Comune di Villa San Giovanni.

(4-08452)