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Atto a cui si riferisce:
C.1/01766    premesso che:     la corruzione rappresenta un problema per la pubblica amministrazione ed, in particolare, per il Servizio sanitario nazionale con forti ricadute negative...



Atto Camera

Mozione 1-01766presentato daMAROTTA Antoniotesto diMartedì 5 dicembre 2017, seduta n. 897

   La Camera,

   premesso che:

    la corruzione rappresenta un problema per la pubblica amministrazione ed, in particolare, per il Servizio sanitario nazionale con forti ricadute negative sui cittadini. La sanità è infatti tra i terreni più esposti al rischio corruzione ed alla mancanza di trasparenza: ciò comporta la necessità, da parte dello Stato, di un'attenzione particolare;

    occorre sottolineare come le azioni messe in campo dal Ministro della salute a decorrere dal 2014 siano state importanti e fondamentali per ridurre gli sprechi e consentire una migliore allocazione delle risorse al fine di migliorare la qualità dei servizi ed offrire al cittadino una sanità che valorizzi la solidarietà, il merito e le competenze, nonché la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale;

    il legislatore è quindi intervenuto, a partire dalla legge n. 120 del 2007, per introdurre regole certe per il corretto esercizio della libera professione intramuraria, assicurando quella trasparenza necessaria mediante forme di controllo e di monitoraggio. Quest'opera è poi proseguita con la riforma introdotta dal decreto-legge n. 158 del 2012. Inoltre, il Ministero della salute ha istituito nell'ambito del Comitato tecnico sanitario un'apposita sezione denominata «Osservatorio nazionale sullo stato di attuazione dei programmi di adeguamento degli ospedali e sul funzionamento dei meccanismi di controllo a livello regionale e aziendale». Lo scopo dell'organismo è quello di monitorare le strategie adottate dalle regioni per eliminare le disfunzioni esistenti. In particolare, il legislatore ha ritenuto fondamentale operare per controllare l'impegno orario del professionista, il numero dei pazienti visitati e i pagamenti delle prestazioni erogate;

    va detto, inoltre, che la legge n. 120 del 2007 ha introdotto uno specifico sistema sanzionatorio nei confronti degli eventuali responsabili;

    l'articolo 11 della legge n. 124 del 2015 ha poi attribuito una delega al Governo per la riforma della dirigenza pubblica. Il decreto legislativo n. 126 del 2017 ha quindi introdotto disposizioni volte a rivedere gli incarichi di direttore generale, di direttore amministrativo e di direttore sanitario, nonché, ove previsto dalla legislazione regionale, del direttore dei servizi socio-sanitari e degli enti del Servizio sanitario nazionale per garantire maggiore trasparenza e ridurre la politicizzazione delle nomine;

    il Ministero della salute e l'Anac hanno implementato un nuovo piano anticorruzione rivolto principalmente alle aziende sanitarie pubbliche ed agli enti assimilati. Questo piano ha obiettivi di controllo, di verifica e di ispezione degli incarichi e delle nomine delle aziende sanitarie pubbliche, della gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio. Tra gli interventi realizzati vi è stata l'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 dicembre 2015 che ha portato ad una razionalizzazione efficiente del sistema delle gare attraverso 33 centrali «uniche» e tramite gare «uniche»;

   anche per ciò che concerne la corruzione nell'ambito della ricerca scientifica sanitaria sono stati aumentati i sistemi di monitoraggio e di controllo che aumentano la trasparenza nelle decisioni;

   attraverso il patto per la salute 2014-2016, l'intesa Stato-regioni del 5 agosto 2015 sul regolamento degli standard ospedalieri di cui al decreto ministeriale n. 70 del 2015 e il prosieguo dei lavori del programma di revisione della spesa in sanità, sono state quindi approntate regole per migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini;

   è stata avviata inoltre una proficua collaborazione tra Anac e Agenas con la sottoscrizione di un protocollo che ha introdotto misure di prevenzione e di rafforzamento della trasparenza in alcuni settori importanti per la sanità (incarichi, nomine, acquisti, farmaceutica, dispositivi medici e altre tecnologie, sperimentazioni cliniche e sponsorizzazioni, attività libero professionali e liste d'attesa);

   la collaborazione tra Ministero della salute, Agenas e Anac ha portato inoltre ad intervenire su specifici settori implementando il lavoro già svolto contribuendo così ad un'evoluzione del sistema delle regole e delle misure (con la specificazione degli indicatori di rischio) per garantire la massima trasparenza;

   in tale ambito, del protocollo è stato istituito il nucleo operativo di coordinamento con funzioni consultive, propositive e di supporto nei confronti dell'Anac per la realizzazione delle attività ispettive di competenza dell'Autorità ed, in particolare, per la redazione di un programma di verifica speciale per il settore sanitario e per l'individuazione dei soggetti da sottoporre ad ispezione. È stato quindi organizzato presso l'Anac il registro del personale ispettivo cui l'Anac stessa può attingere a supporto dell'attività di verifica dei piani triennali di propria competenza per controllare l'attuazione delle misure di trasparenza e di prevenzione della corruzione da parte degli enti del servizio sanitario nazionale;

   il Ministero ha quindi operato con efficienza per aumentare gli strumenti di monitoraggio e di controllo e per contrastare con efficacia i fenomeni corruttivi presenti nella sanità. Si ha finalmente un quadro di regole certe e un metodo di lavoro che consentirà di ridurre in modo consistente la corruzione nel settore della sanità,

impegna il Governo:

1) a proseguire, con tutti gli strumenti disponibili, nell'attività di contrasto a tutte le forme di corruzione nel settore sanitario, prediligendo un approccio sinergico con le realtà regionali;

2) a rafforzare il rapporto di collaborazione con Anac ed Agenas al fine di accrescere, attraverso l'espletamento di un sempre maggior numero di ispezioni presso le strutture sanitarie locali, la possibilità di prevenire il fenomeno corruttivo e di interrompere le opportunità di «contagio» tra i vari soggetti coinvolti;

3) a monitorare l'applicazione da parte delle regioni delle misure indicate dalla normativa vigente al fine di ridurre le liste di attesa e di ricondurre l'attività professionale intramuraria nell'alveo di una fisiologica scelta, operata dal paziente, non dovuta ad alcun condizionamento esterno né ad eventuali inefficienze del servizio sanitario «pubblico»;

4) ad assumere ogni ulteriore iniziativa affinché la recente riforma della dirigenza sanitaria consenta davvero la netta separazione tra l'attività di gestione manageriale delle strutture sanitarie e l'attività di indirizzo politico, senza che gli organi di indirizzo politico possano esercitare un ruolo indebito nella fase di nomina, valutazione e rinnovo degli incarichi dirigenziali;

5) ad assumere iniziative per assicurare l'uniformità della disciplina in tema di trasparenza della dirigenza sanitaria rispetto alla restante dirigenza pubblica;

6) a promuovere, anche attraverso il ruolo della formazione professionale, la cultura della legalità in tutti gli operatori sanitari.
(1-01766) «Marotta, Bosco, Scopelliti».