• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12894 (5-12894)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12894presentato daDURANTI Donatellatesto diMercoledì 6 dicembre 2017, seduta n. 898

   DURANTI, PIRAS, CARLO GALLI, SCOTTO, LACQUANITI, ALBINI, NICCHI, MARTELLI, BOSSA e RICCIATTI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

   come si apprende dai principali organi di informazione nazionale – fra cui Repubblica ed Il Fatto Quotidiano – all'alba del 4 novembre 2017 la nave «Aquarius» della «SOS Méditerranée» avrebbe individuato, in acque internazionali a 25 miglia nautiche dalla costa ad est di Tripoli, due barconi trasportanti migranti in serio ed evidente pericolo;

   in seguito all'avvistamento dei barconi di cui sopra, alla nave «Aquarius» è stato impedito dalle Autorità Italiane di procedere con immediato salvataggio, ponendo l'equipaggio delle Ong in uno «stand-by» che è durato per 4 ore, fino all'arrivo delle motovedette libiche;

   tutto questo avveniva in condizioni meteorologiche che mettevano in ulteriore rischio la vita dei migranti trasportati. Come si legge infatti nella denuncia portata da Nicola Stalla, coordinatore dei soccorsi di Sos Méditerranée: «considerate le condizioni meteo e quelle dell'imbarcazione stessa, poteva rompersi e affondare da un momento all'altro. Siamo rimasti pronti ad intervenire con il nostro team e il nostro equipaggiamento professionale. Durante le quattro ore di stand by le condizioni meteo sono peggiorate aumentando così il rischio di naufragio.»;

   secondo Sophie Beau – cofondatrice e vicepresidente di Sos Méditerranée International inoltre: «Questo drammatico avvenimento è stato estremamente duro per i nostri team, costretti ad osservare impotenti operazioni che rimandano in Libia persone che fuggono quello che i sopravvissuti descrivono come un vero inferno e che noi non abbiamo mai cessato di denunciare dall'inizio della nostra missione. Sos Méditerranée non può accettare di vedere essere umani morire in mare né di vederli ripartire verso la Libia quando la loro imbarcazione è intercettata dalla Guardia costiera libica(...)»;

   l'Italia partecipata alla missione internazionale in supporto alla Guardia costiera libica – come previsto dal Consiglio dei ministri il 28 luglio 2017 – nell'ambito dell'operazione Mare Sicuro e nella attuazione della operatività della fase 2 con passaggio alla fase 3 della missione Eunavformed-Sophia, volta a «neutralizzare le imbarcazioni e le strutture logistiche usate dai contrabbandieri e trafficanti in mare che a termina» –:

   se l'iniziativa delle autorità italiane sia stata assunta nell'ambito delle citate operazioni della Marina militare ed in base a quale specifico protocollo operativo sia stato impedito l'immediato intervento della nave Aquarius – nonostante la chiara ed evidente situazione di pericolo in cui versavano oltre 400 persone – circostanza che evidenzia a giudizio degli interroganti una palese violazione della convenzione Sar del 27 aprile 1979 e della convenzione di Ginevra del 1951.
(5-12894)