• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00278 Risoluzione conclusiva 8-00278presentato daANTEZZA Mariatesto diMercoledì 6 dicembre 2017 in Commissione XIII (Agricoltura) 7-00497 Gallinella, 7-00736 Zaccagnini e 7-00993...



Atto Camera

Risoluzione conclusiva 8-00278presentato daANTEZZA Mariatesto diMercoledì 6 dicembre 2017 in Commissione XIII (Agricoltura)

7-00497 Gallinella, 7-00736 Zaccagnini e 7-00993 Antezza: Sulle competenze e sulle funzioni svolte dall'AGEA.

RISOLUZIONE N. 8-00278 APPROVATA DALLA COMMISSIONE

  La XIII Commissione (Agricoltura),
   premesso che:
    l'Unione europea sostiene la produzione agricola dei Paesi della Comunità attraverso l'erogazione, ai produttori, di aiuti, contributi e premi. Tali erogazioni, finanziate da Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia) e Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), sono gestite dagli Stati membri attraverso gli organismi pagatori, istituiti ai sensi del regolamento (CE) n. 885 del 2006;
    con il decreto legislativo n. 165 del 1999 è stata istituita l'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per lo svolgimento delle funzioni di organismo di coordinamento e di organismo pagatore fino all'istituzione ed al riconoscimento degli appositi organismi da parte delle singole regioni, ed è stata, quindi, disciplinata l'istituzione, da parte delle regioni e delle province autonome, di servizi ed organismi per lo svolgimento delle funzioni di organismo pagatore;
    la funzione di «organismo pagatore», che doveva in origine rappresentare un'attività suppletiva rispetto all'attività affidata agli istituendi organismi regionali, si è rilevata nel tempo attività principale. La funzione di «coordinamento», che la normativa europea prevede in caso di costituzione di più organismi pagatori, è tornata ad essere gestita dall'Agea, dopo un passaggio normativo che aveva attribuito tale compito direttamente al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ed è finalizzata all'armonizzazione procedurale e di rendicontazione nei confronti della Commissione europea;
    con l'entrata in vigore della legge di stabilità 2014, l'Agea è tornata ad essere l'unico rappresentate dello Stato italiano nei confronti della Commissione europea, mentre resta ferma la competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nella gestione dei rapporti con la stessa Commissione afferenti, in seno al Comitato dei fondi agricoli, alle attività di monitoraggio dell'evoluzione della spesa, di cui al regolamento (UE) n. 1306/2013 relativo al finanziamento, alla gestione e al monitoraggio della politica agricola comune, nonché alle fasi successive alla decisione di liquidazione dei conti adottata ai sensi della vigente normativa europea;
    l'Agea, quale organismo di coordinamento ha, come compiti principali: la gestione dei registri nazionali (registro nazionale titoli e registro nazionale dei debiti); la gestione delle quote di produzione; l'aggiornamento del sistema informativo territoriale; i controlli incrociati a livello nazionale di tutte le domande di aiuto presentate agli organismi pagatori con il Sistema integrato di gestione e controllo – SIGC – costituito secondo le norme comunitarie; l'esecuzione dei controlli tramite fotointerpretazione a video su immagini aeree o satellitari e in loco presso le aziende, a beneficio di tutti gli organismi pagatori; la rendicontazione in sede Unione europea delle somme erogate in Italia da tutti gli organismi pagatori;
    in tale funzione di organismo di coordinamento, l'Agea è, inoltre, autorità incaricata: della vigilanza e del coordinamento degli organismi pagatori ai sensi del regolamento (CE) n. 1290 del 2005 del Consiglio del 21 giugno 2005; del coordinamento del Sistema integrato di gestione e controllo (SIGC), sistema dei controlli stabilito dalla riforma della politica agricola comune; dei controlli di conformità dei prodotti ortofrutticoli stabiliti dal regolamento (CE) n. 1580/2007; del coordinamento e della gestione del sistema informativo, agricolo nazionale (SIAN); nonché dell'attuazione dei controlli obbligatori ex post previsti dal regolamento (CE) n. 485 del 2008 e dall'articolo 1, comma 1048, della legge n. 296 del 2006;
    l'Agea come organismo pagatore italiano ha competenza per l'erogazione di aiuti, contributi, premi ed interventi comunitari, nonché per la gestione degli ammassi pubblici, dei programmi di miglioramento della qualità dei prodotti agricoli, per gli aiuti alimentari e per la cooperazione economica con altri Paesi;
    l'Agenzia esercita le proprie funzioni non solo mediante le proprie strutture operative, ma anche avvalendosi di proprie società controllate (Sin S.p.A. e Agecontrol S.p.A.): la Sin S.p.A. cura per legge l'esercizio delle funzioni del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), è partecipata al 51 per cento dall'Agea mentre il 49 per cento delle quote è posseduto da un raggruppamento temporaneo di imprese. Il portafoglio azionario di Agecontrol S.p.a., società di controlli, è interamente posseduto dall'Agea;
    nell'espletamento della sua missione istituzionale, Agea, infine, si avvale anche di altri organismi a cui sono stati delegati particolari compiti. Tra questi figurano anche i Caa (Centri di assistenza agricola) i quali svolgono le attività di supporto nella predisposizione delle domande di ammissione ai benefici comunitari e nazionali su mandato degli imprenditori interessati;
    in Italia sono stati istituiti i seguenti organismi pagatori: Artea per la regione Toscana; Agrea per la regione Emilia-Romagna; Avepa per la regione Veneto; Arcea per la regione Calabria; Arpea per la regione Piemonte; OPR per la regione Lombardia; Oppab per la provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige; Appag per provincia autonoma di Trento – Alto Adige; Agea per tutte le regioni che non hanno costituito un proprio organismo pagatore e per tutte le altre funzioni non attribuite agli altri organismi pagatori; SAISA – Agenzia delle dogane – per le restituzioni alle esportazioni, e Ente nazionale risi per il riso;
    con il comma 6-bis dell'articolo 1 della legge 2 luglio 2015, n. 91, di conversione del decreto-legge n. 51 del 2015, è stato previsto dal Parlamento che, alla cessazione della partecipazione del socio privato alla società, l'AGEA provvede, in coerenza con la strategia per la crescita digitale e con le linee guida per lo sviluppo del Sian, alla gestione e allo sviluppo del Sian direttamente, o tramite società interamente pubblica, nel rispetto delle normative europee in materia di appalti, ovvero attraverso affidamento a terzi, mediante l'espletamento di una procedura ad evidenza pubblica ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, anche avvalendosi a tal fine della società Consip Spa, attraverso modalità tali da assicurare comunque la piena operatività del sistema al momento della predetta cessazione;
    le basi per raggiungere l'obiettivo sono state poste affidando a Consip la gara di appalto per la gestione di Sian e con il superamento del modello pubblico-privato di Sin;
    la Conferenza Stato-Regioni il 5 maggio 2016 ha approvato le linee guida 2016 per lo sviluppo del Sian, individuando gli obiettivi, rappresentando quale deve essere il nuovo modello di servizio, tecnologico e la sua governance;
    con l'articolo 15 della legge n.154 del 2016, il cosiddetto collegato agricolo, il Governo è stato delegato a riorganizzare l'AGEA, rivedendone le funzioni, con particolare riguardo all'attuale sistema di gestione e di sviluppo del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), e definendo un nuovo modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: sussidiarietà operativa tra livello centrale e regionale; modello organizzativo omogeneo; uniformità dei costi di gestione del sistema tra i diversi livelli regionali; uniformità delle procedure e dei sistemi informativi tra i diversi livelli. È stato richiesto espressamente nella delega che la riorganizzazione dovesse favorire l'efficienza dell'erogazione dei servizi e del sistema dei pagamenti e ottimizzare l'accesso alle informazioni da parte degli utenti e delle pubbliche amministrazioni, garantendo la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta la piena comunicazione tra articolazioni regionali e struttura centrale, nonché tra utenti e pubblica amministrazione, attraverso la piena attivazione della Carta dell'agricoltore e del pescatore;
    annualmente l'Agenzia effettua erogazioni per la gestione dei fondi europei, di cui oltre il 70 per cento è destinato agli agricoltori, che ricevono sostegni in forme assai differenziate, polarizzate in due grandi capitoli: il premio unico aziendale e le misure previste nei piani regionali di sviluppo rurale;
    un'ulteriore quota di risorse si articola in diversi strumenti di sostegno, allargati anche all'ambito agro-industriale. Si tratta, principalmente, di aiuti per i programmi operativi ortofrutticoli, misure previste nell'ambito dell'organizzazione comune di mercato (OCM) del vino, risorse destinate alla promozione di prodotti alimentari all'estero, al miglioramento della qualità dell'olio e altro;
    nel 2015 – con un anno di ritardo – è entrata in vigore la nuova PAC 2014- 2020, il cui quadro normativo è composto da cinque regolamenti base, destinati a mobilitare risorse finanziarie complessive per circa 408,3 miliardi di euro a prezzi correnti, di cui circa 312,7 miliardi di euro per i pagamenti diretti e le misure di mercato. Per l'Italia, le risorse finanziarie disponibili ammontano, dal 2014 al 2020, a circa 52 miliardi di euro, di cui circa 27 miliardi per i pagamenti diretti, circa 20,8 miliardi per lo sviluppo rurale (compresa la quota di cofinanziamento statale e regionale, pari a circa 10,43 miliardi di euro) e 4,2 miliardi per le organizzazioni comuni di mercato;
    gli obiettivi principali della nuova PAC sono la semplificazione e lo snellimento delle procedure burocratiche e una maggiore selettività nel sostegno agli agricoltori: sia rispetto alla platea dei beneficiari, d'ora in poi ristretta ai soli «agricoltori attivi», sia rispetto alle situazioni o ai comportamenti meritevoli di sostegno, attraverso lo «spacchettamento» del vecchio pagamento unico aziendale in un menù di sette diversi possibili pagamenti, tra i quali gli Stati membri hanno scelto quali attivare e per quale ammontare;
    con il regolamento n. 1748 del 30 settembre 2015, la Commissione europea ha stabilito la possibilità per gli Stati membri di erogare – a partire dal 16 ottobre e fino al 30 novembre 2015 – attraverso gli enti nazionali preposti, un anticipo fino al 70 per cento dei pagamenti diretti spettanti a un agricoltore, disposti dalla riforma della politica agricola comune; le indicazioni presenti nel regolamento sono state recepite dalle circolari di Agea ACIU 2015.435 e ACIU 2015.464. In tali documenti è stato esplicitamente espresso che le procedure degli anticipi sono state predisposte per sostenere le numerose imprese agricole che versano in difficoltà economiche;
   considerato che:
    la grave crisi economica che ha coinvolto il settore primario, soprattutto nell'ambito dei seminativi, del vino, della carne bovina e dell'olio, e che ha determinato livelli di reddito tra i più bassi degli ultimi dieci anni richiede una efficienza della macchina pubblica, in particolare di Agea, che deve essere all'altezza della sfida e mettere in campo azioni efficaci per sostenere l'agricoltura;
    proprio nel periodo di maggiore crisi, quando le entrate dei pagamenti diretti della PAC diventano fondamentali per molte imprese agricole, Agea manifesta il cronico malfunzionamento e ritardo nell'erogazione dei pagamenti della PAC, soprattutto di quelli del programmi di sviluppo rurale;
    una recente ricerca del Parlamento europeo evidenzia che i pagamenti diretti della PAC rappresentano il 41 per cento del reddito agricolo, costituendo, quindi, un elemento essenziale per la redditività delle imprese agricole;
    un recente sondaggio de L'Informatore Agrario rileva che l'80 per cento degli agricoltori lamenta la burocrazia e i ritardi di gestione di Agea, considerata l'emblema della burocrazia della pubblica amministrazione in agricoltura, giudicando, per una percentuale pari all'84 per cento,»pessimo» e «cattivo» il funzionamento di Agea, e la complessità burocratica di Agea viene valutata in peggioramento negli ultimi due anni;
    i ritardi nei pagamenti e nella gestione delle pratiche si traducono inoltre in ritardi competitivi con le imprese degli altri Paesi europei, dove le pubbliche amministrazioni sono in grado di gestire la presentazione delle domande senza affanni e di erogare nei termini i contributi previsti dai regolamenti comunitari;
    le regioni hanno già segnalato al Governo la gravità della situazione e le criticità più rilevanti: dati incoerenti e non aggiornati nei sistemi informativi, banche dati che non dialogano tra loro, rendendo inaffidabili i controlli amministrativi, ritardo nell'aggiornamento dei dati relativi alle imprese, mancata comunicazione del valore definitivo dei titoli PAC 2014-2020, mancanza dei criteri e delle procedure operative per il calcolo della quota greening dei premi PAC, tempistica inadeguata nella gestione delle coperture assicurative, indicazioni assenti per il corretto coordinamento nella gestione delle domande, assenza di interlocuzione e/o informazione su comunicazioni e procedure, supporto informativo del tutto insufficiente nei confronti degli organismi pagatori regionali;
    dal 2015 risulta un peggioramento per AGEA nella tempistica di pagamento – tra la data effettiva di pagamento all'agricoltore e la prima data di pagamento prevista dalla normativa comunitaria – con uno scostamento significativo rispetto al passato poiché si è passati, infatti, dai 90 giorni degli anni precedenti ai 150 del 2015, con un leggero miglioramento della tempistica per il 2016;
    la gestione del Registro dei titoli, gestito da Agea, risulta in continuo aggiornamento, determinando confusione ed incertezza tra gli agricoltori. In particolare, i titoli 2015-2020 richiedevano di essere assegnati in via definitiva il 1o aprile 2016; diversamente, dal 2016 e per tutti gli anni successivi Agea ha effettuato sei ricalcoli dei titoli, spesso in modo retroattivo. Anomalie sulle gestione dei titoli, incomprensibili e difficili da sanare, si sono verificate, altresì, sulla ricognizione preventiva 2015; allo stesso modo sono state respinte domande di accesso alla riserva nazionale senza averne rese note le motivazioni. La situazione sopra descritta crea una incertezza a danno degli agricoltori che non riescono ad avere contezza in ordine alla titolarità e all'assegnazione dei titoli definitivi;
    il sistema delle assicurazioni agevolate, e, più in generale della gestione del rischio in agricoltura, è quello in cui Agea manifesta maggiori difficoltà di gestione, nonostante il dibattito a livello europeo indichi che il futuro della politica agricola è affidato allo strumento della gestione del rischio. In Italia, infatti, il sistema di assicurazioni agevolate è notevolmente cresciuto, soprattutto dal 2004 al 2014; dal 2015, la situazione si è bloccata, con un crollo del sistema delle assicurazioni agevolate. I finanziamenti del 2015 a tale tipo di assicurazioni sono stati erogati nel 2017, ma solo in minima parte, meno del 50 per cento. Per il 2016, non risultano ancora certezze sull'effettiva erogabilità dei pagamenti nonostante gli agricoltori si siano già impegnati con le assicurazioni del 2017. Il sistema dei Consorzi di Difesa, un'eccellenza del sistema italiano, soffre gravi conseguenze per i ritardi dei pagamenti, aggravati da oneri finanziari e difficoltà per far fronte alla gestione ordinaria nonostante le risorse finanziarie, pari a 1,6 miliardi di euro, siano disponibili;
    un'altra situazione critica di Agea è rappresentata dai sistemi informatici, dalla lentezza nel caricamento degli stessi, dalle difficoltà di connessione in prossimità della scadenza delle domande, anche per giornate intere; situazione incomprensibile, considerato che il Governo ha investito ingenti risorse sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione;
   la Commissione europea – in particolare la Direzione generale Agricoltura (Dg Agri) – sembra abbia rilevato una serie di carenze nell'applicazione del piano di azione che Agea ha adottato per allinearsi ai nuovi requisiti che la riforma della PAC prevede per gli organismi pagatori e una mancanza di azione coordinata tra il livello locale e quello nazionale. Secondo la Commissione, le carenze riguarderebbero in particolare l'accuratezza e l'affidabilità dei dati forniti dai CAA (Centri assistenza agricola), la gestione del registro dei debitori, la supervisione dell'attività del Sin. Inoltre la Dg-Agri constaterebbe che il rispetto dei criteri di riconoscimento dell'Agea, in particolare la gestione del debito e del registro dei debitori, non è stato conforme alle norme dell'Unione europea;
    l'Organismo pagatore AGEA non ha ancora avuto, per il 2015 e 2016, la liquidazione dei conti da parte della Commissione europea, con il pericolo del mancato riconoscimento delle spese che potrebbero essere imputate all'erario nazionale; si tratta di importi complessivamente pari a circa 7,5 miliardi di euro;
    la Commissione d'inchiesta sulla digitalizzazione della P.A. ha rilevato, rispetto al SIAN, che «le criticità maggiori emerse riguardano l'eccessivo sbilanciamento delle competenze tecnologiche presenti nei fornitori e quasi totalmente assenti nella parte pubblica con la conseguente sostanziale impossibilità di controllo di qualità e di adeguato dimensionamento della spesa» e che «il quasi totale affidamento nei confronti di Sin vede come principale causa l'assenza di competenze tecniche, informatiche e manageriali nei dipendenti AGEA». La relazione prosegue ricordando che anche la Commissione europea ha rilevato come Agea oggi non abbia la capacità di coordinamento e di governo dal punto di vista della gestione del SIAN;
    si registrano significativi ritardi nell'andamento della spesa relativa ai Programmi di Sviluppo Rurale 2014-2020, il cui livello di attuazione per l'Italia si attesta ad una media del 10 per cento circa, al di sotto dei livelli raggiunti negli altri paesi europei. Si verificano, altresì, numerose difficoltà nel mettere a disposizione delle Regioni gli strumenti di gestione operativa del PSR;
    Agea Organismo Pagatore evidenzia criticità di carattere gestionale che, a poco più di due anni dall'avvio dei PSR nelle regioni italiane, non consentono alle Regioni di operare con procedure informatiche stabili, il cui mancato perfezionamento produce ritardi nella spesa delle misure cosiddette a superficie ed in quelle per investimenti;
    pur avendo Agea Organismo Pagatore stabilito un piano di azione per accelerare l'attuazione (pagamenti delle misure strutturali e a superficie) delle passate annualità e per l'attuazione dei programmi 2014-2020, le Regioni che operano attraverso Agea OP evidenziano notevoli problematiche gestionali;
    i Servizi della Commissione e, in particolare della DG Agri, hanno evidenziato in occasione dei Comitati di Sorveglianza svoltisi nelle varie regioni, la gravità di tali ritardi e l'impatto negativo che essi generano sull'avanzamento della spesa dei PSR italiani;

impegna il Governo:

   ad assumere iniziative per assicurare una maggiore efficienza a livello nazionale e una omogeneità di procedure amministrative e informatiche a tutti i livelli per garantire una necessaria operatività degli organismi pagatori e per limitare il dispendio di risorse finanziarie;
   ad assumere iniziative urgenti per riformare complessivamente il sistema di Agea, in modo da delineare un chiaro quadro di riparto delle funzioni, valutando la possibilità di attribuire agli organismi pagatori regionali il ruolo cogestionale dentro il coordinamento di Agea;
   a dare attuazione ad una riforma di Agea in grado di dare un ruolo adeguato agli operatori pubblici cointeressati alla gestione dei fondi agricoli comunitari;
   a riformare il sistema informativo agricolo nazionale in modo da rendere lo stesso compatibile e facilmente dialogante con quello adottato degli enti pagatori regionali, in modo da rendere i dati forniti immediatamente utilizzabili, evitando operazioni di conversione degli stessi dati, causa di rilevanti incertezze nelle operazioni di controllo;
   a garantire l'applicazione operativa delle linee guida per lo sviluppo del Sian 2016, approvate dalla Conferenza Stato-regioni il 5 maggio 2016 avendo riguardo anche alle modalità di governance ivi individuate, che ne richiedono una pronta realizzazione;
   a favorire la previsione di un Comitato nell'ambito dell'Organismo di Coordinamento Agea, per meglio valorizzare le esigenze dei rappresentanti degli organismi pagatori regionali riconosciuti;
   a sostenere l'istituzione di un apposito Comitato tecnico nell'ambito dell'Organismo Pagatore di Agea, per dare voce alle Autorità di Gestione delle Regioni prive di un proprio OPR riconosciuto;
   a favorire l'istituzione, presso Agea Organismo Pagatore di un Servizio tecnico e di informazione tecnologica che assicuri un monitoraggio continuo, anche avvalendosi di professionalità assunte attraverso procedure concorsuali ad evidenza pubblica;
   a rendere tracciabili i dati immessi nel sistema in modo da poter individuare con certezza il soggetto responsabile della correttezza dei dati immessi ed evitare incertezze in ordine ai soggetti e ai contributi ammessi, anche incrociando le informazioni fornite con quelle già in possesso delle pubbliche amministrazioni competenti;
   ad assumere iniziative per snellire gli adempimenti burocratici e semplificare le procedure, in particolare per alcuni pagamenti che si sono rilevati maggiormente problematici quali quelli riguardanti i premi accoppiati, le superfici pascolative, anche rispetto al pascolo per conto terzi, nonché per le procedure e i controlli in vari settori, quali, ad esempio quello olivicolo, zootecnico e della multifunzionalità;
   a continuare vigilare affinché, nei tempi stabiliti dalla regolamentazione europea, siano garantiti i pagamenti degli aiuti e contributi a tutte le imprese agricole aventi diritto;
   ad assumere iniziative per ripristinare un nuovo rapporto di fiducia con le istituzioni europee e con tutto il mondo agricolo;
   a far sì che, alla luce di quanto esposto in premessa, il Direttore, per il buon funzionamento dell'Agenzia, promuova una revisione della governance in modo da garantire nel prossimo futuro la realizzazione dei compiti in tempi certi e con le modalità richieste, assicurando, al tempo stesso, una utilizzazione efficiente del management e favorendo il necessario e finora mai realizzato avvicendamento dei responsabili apicali di funzioni;
   a salvaguardare i livelli occupazionali e a valorizzare le professionalità utili al comparto dei controlli in agricoltura dei lavoratori di Agecontrol S.p.A.
(8-00278) «Antezza, Oliverio, Luciano Agostini, Capozzolo, Carra, Cova, Cuomo, Dal Moro, Falcone, Fiorio, Lavagno, Marrocu, Mongiello, Palma, Prina, Romanini, Taricco, Terrosi, Venittelli, Zanin, Vico, Schullian, Giacobbe».