• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03074 nell'ambito dell'Unione europea, il dibattito politico riguardante la discussione da parte dei rappresentanti degli Stati membri del dossier sulla coltivazione degli organismi geneticamente...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03074presentato daZACCAGNINI Adrianotesto diMartedì 24 giugno 2014, seduta n. 251

ZACCAGNINI, SCHULLIAN e CATALANO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
nell'ambito dell'Unione europea, il dibattito politico riguardante la discussione da parte dei rappresentanti degli Stati membri del dossier sulla coltivazione degli organismi geneticamente modificati (OGM), originariamente prevista per il 23 maggio, è stata spostata a fine maggio, subito dopo le elezioni del Parlamento europeo. Da quella discussione, in data 2 giugno 2014, Tonio Borg, Commissario europeo alla sicurezza alimentare, ha dichiarato di attendere la data della seduta del Consiglio dei ministri dell'Unione, dove sarebbe stato previsto il raggiungimento di un accordo politico comune per quanto concerne il testo di compromesso della «proposta sulla coltivazione» degli OGM su suolo europeo (proposta di regolamento COM (2010) 375 di modifica della direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul loro territorio), elaborata dalla presidenza greca;
il Consiglio ambiente del 12 giugno 2014 ha approvato a larga maggioranza, con le sole astensioni di Belgio e Lussemburgo la proposta di compromesso della presidenza greca sulla richiamata proposta di regolamento COM (2010) 375;
l’iter presso le istituzioni proseguirà, nel semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, per la definizione dell'accordo in seconda lettura con il Parlamento europeo;
il nuovo articolo 26-ter che la proposta intende inserire nella direttiva 2001/18/CEE prevede che gli Stati membri possono adottare misure nazionali volte a limitare o vietare la coltivazione di tutti o di taluni OGM in tutto il territorio o in parte di esso, senza utilizzare la clausola di salvaguardia e dunque per motivi diversi da quelli già previsti dalle norme europee;
il nuovo articolo 26-ter consente agli Stati membri un diritto di libertà di scelta esclusivamente per quel che riguarda la coltivazione degli OGM, ma non incide sulla messa in commercio e sull'importazione delle sementi geneticamente modificati; inoltre, le misure nazionali dovranno essere assunte per motivi diversi da quelli già previsti dalle norme europee, legati alla valutazione degli effetti negativi sulla salute e sull'ambiente che potrebbero derivare dall'emissione deliberata o dall'immissione in commercio di OGM e deciderà la Commissione su parere dell'EFSA;
il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Martina ha recentemente dichiarato che l'Italia è un paese che non ha bisogno di OGM: «io sono convinto che il modello agricolo italiano non abbia bisogno di OGM: l'investimento sulla qualità ci consente di rafforzare un modello agricolo che evita di utilizzarli», ha ricordato il Ministro delle politiche agricole che ha aggiunto: «su questo tema c’è un dibattito molto complicato in sede europea; noi dobbiamo consentire alla ricerca pubblica di svilupparsi anche in campo agroalimentare, senza permettere alle multinazionali di strafare»;
nell'ambito del dibattito europeo in materia di OGM, proprio nei giorni precedenti il Consiglio del 12 giugno, vi è stato il caso della soia OGM; infatti nel corso della riunione del 23 maggio 2014 della sezione alimenti e mangimi geneticamente modificati del Comitato permanente sulla catena alimentare e la salute degli animali (SCOFCAH), gli Stati membri non hanno raggiunto la maggioranza qualificata a favore o contro relativamente alle proposte volte ad autorizzare (per l'importazione di alimenti e mangimi, ma non per la coltivazione, tre varietà di soia geneticamente modificata: soia GM 305423 (DuPontPioneer); soia MON87705 (Monsanto) e soia GM BPS-CV127-9 (Basf)). Fra i paesi che si sono astenuti dal voto risulta esserci l'Italia. A livello procedurale si ricorda che sulla base del regolamento (CE) 182/2001, a seguito del mancato raggiungimento della maggioranza richiesta per adottare o respingere le summenzionate proposte, il Comitato d'appello è chiamato a esaminare le proposte ed esprimersi a maggioranza qualificata. La riunione del Comitato d'appello era stata convocata per il 10 giugno, data in cui la questione è stata esaminata dallo stesso Comitato, ma, poiché non è stata raggiunta la maggioranza qualificata, il dossier è tornato nelle mani della Commissione europea. Al momento si aspettano ulteriori sviluppi;
l'indirizzo dato dal Consiglio del 12 giugno, dove è stata approvata la proposta di compromesso della Presidenza greca sulla facoltà dei singoli Stati membri di vietare o coltivare OGM sul proprio territorio, parte da presupposti ideologici errati e, invece di puntare su un ragionamento in termini europei, lasciando ai singoli Stati membri la scelta, rischia di creare non solo disparità a livello di competitività economica, ma in base al Trattato di libero scambio delle merci, tutelare di fatto quei Paesi che, pur optando per il non utilizzo nelle coltivazioni degli OGM, si ritroveranno ad essere contaminati a causa di scelte differenti compiute da altri Stati membri. L'impostazione basata sulla rinazionalizzazione e su una scelta europea unica, limita dunque le scelte di Stati dell'Unione che puntano ad un prodotto OGM free;
il nuovo articolo 26-ter consente agli Stati membri un diritto di libertà di scelta esclusivamente per quel che riguarda la coltivazione degli OGM, ma non incide sulla messa in commercio e sull'importazione delle sementi OGM. Appare pertanto opportuno chiarire la posizione del nostro Paese e chiarire perché l'Italia non ha votato contrariamente, anche alla luce delle dichiarazioni del Ministro Martina su un’«Italia libera da OGM», circa le procedure di autorizzazione di OGM, con specifico riferimento al caso delle tre varietà di soia geneticamente modificate: soia GM 305423 (DuPontPioneer); soia MON87705 (Monsanto) e soia GM BPS-CV127-9 (Basf), quando, nella riunione del 23 maggio scorso della Sezione alimenti e mangimi geneticamente modificati del Comitato permanente sulla catena alimentare e la salute degli animali (SCOFCAH), l'Italia risulta essere tra i paesi che si sono astenuti dal voto;
in base al proposto articolo 26-ter si potrà esercitare il divieto solo se lo Stato è in grado di dimostrare che esistono motivi di impedimento diversi, da quelli ambientali e relativi alla salute, sui quali, invece, continuerà ad esprimersi soltanto la Commissione, su parere dell'EFSA –:
quali siano gli orientamenti del Governo in merito alle questioni indicate in premessa e, in particolare, quale sia stata la motivazione che ha indotto il Governo, nella citata riunione dello SCOFCAH ad astenersi nella votazione per l'autorizzazione delle tre varietà di soia OGM per la mangimistica, vista anche la posizione del Ministro per una filiera foraggera OGM free, e quale sia stata la motivazione che ha portato l'Italia ad aderire alla proposta di rinazionalizzazione invece che ad una proposta di Europa libera da OGM, posto che tale rinazionalizzazione comporterà l'impossibilità di dimostrare la nocività degli stessi per motivi sanitari e ambientali. (5-03074)