• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18754 (4-18754)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18754presentato daSCOTTO Arturotesto diMartedì 12 dicembre 2017, seduta n. 899

   SCOTTO, BOSSA. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la cosiddetta «Buona scuola», ovvero la riforma della scuola voluta dal Governo Renzi, ha previsto tra le varie novità l'introduzione dell'alternanza scuola-lavoro nel percorso formativo degli studenti italiani;

   l'alternanza scuola-lavoro, ad avviso degli interroganti, consiste in nient'altro che in periodi di lavoro gratuito obbligatorio degli studenti in aziende private;

   tale sistema ha già fatto emergere enormi criticità, specie nella tutela dei diritti degli studenti-lavoratori e nel reale valore formativo dell'esperienza;

   una recentissima inchiesta di Fanpage, inoltre, ha svelato l'ennesimo aspetto paradossale della vicenda;

   da numerose segnalazioni è venuto fuori come gli studenti, oltre a lavorare gratuitamente presso privati, siano addirittura costretti a pagare di tasca propria una serie non indifferente di spese;

   le cifre sborsate dalle famiglie degli studenti arriverebbero anche fino a 500 euro per singolo stage;

   le aziende, infatti, non solo non retribuiscono il lavoro prestato dagli studenti, ma non forniscono in cambio neppure rimborsi per gli spostamenti o, dove necessario, per vitto e alloggio;

   finanche le divise e le strumentazioni di sicurezza (come scarpe specifiche o caschetti) vengono comprati direttamente dagli studenti;

   per quegli studenti che sono stati mandati a fare alternanza-lavoro sulle navi, il tutto è stato considerato anche come viaggio d'istruzione e quindi pagato fino a 400 euro da ogni studente;

   trattandosi di un periodo obbligatorio, per quegli studenti le cui famiglie non potevano permettersi spese così alte è stato necessario organizzare collette da parte della classe o far coprire la spesa dagli stessi insegnanti;

   persino studenti che hanno fatto alternanza-lavoro presso una capitaneria di porto sono stati costretti a pagare di tasca propria per la divisa;

   l'Unione degli studenti ha effettuato un'inchiesta in Campania da cui è risultato che nella maggior parte dei casi gli studenti devono pagare trasporti, materiali e pasti nel periodo di alternanza scuola-lavoro, con le aziende private coinvolte che invece nel 2018, secondo le proiezioni fatte, guadagneranno grazie all'alternanza agli sgravi fiscali previsti grazie ad essa circa 46 milioni di euro;

   una situazione del genere è una beffa insopportabile dopo i già tanti danni provocati dalla riforma della scuola e rischia di mettere in crisi migliaia di famiglie su tutto il territorio nazionale –:

   se non ritengano urgente e necessario assumere iniziative, per quanto di competenza, al fine di garantire che nessuno studente venga più costretto ad acquistare divise e materiali per l'alternanza scuola-lavoro, che tutto il necessario 100 venga gratuitamente fornito dalle aziende e che anche spostamenti, pasti ed eventuali pernottamenti vengano rimborsati;

   se non ritengano doveroso assumere iniziative per individuare modalità di rimborso per quanto finora ingiustamente speso dagli studenti.
(4-18754)