• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01420 (7-01420) «Miotto, Pollastrini».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01420presentato daMIOTTO Anna Margheritatesto diMartedì 12 dicembre 2017, seduta n. 899

   La XII Commissione,

   premesso che:

    la prima definizione di rete di cure palliative presente in un atto ufficiale risale al decreto del Ministero della sanità del 28 settembre 1999 che nell'allegato 1 recita: «La rete di assistenza ai pazienti terminali è costituita da una aggregazione funzionale ed integrata di servizi distrettuali ed ospedalieri, sanitari e sociali, che opera in modo sinergico con la rete di solidarietà sociale presente nel contesto territoriale, nel rispetto dell'autonomia clinico-assistenziale dei rispettivi componenti». La norma risente del fatto che in Italia le cure palliative si sono diffuse per iniziativa prevalente di organizzazioni del no-profit e si sono affermate prevalentemente nell'ambito dell'assistenza domiciliare;

    a partire dalla triennalità 1998-2000 tra gli obiettivi del piano sanitario nazionale per la prima volta in modo esplicito sono presenti iniziative atte «a migliorare l'assistenza erogata alle persone che affrontano la fase terminale della vita»;

    con la legge n. 39 del 1999 viene definito il quadro organizzativo delle cure palliative avviando il processo di diffusione degli hospice in Italia, programmato nel numero di 188 a fronte di uno stanziamento di oltre 256 milioni di euro;

    con il decreto ministeriale 29 novembre 2001 sono approvati i livelli essenziali di assistenza con il riconoscimento del diritto all'accesso gratuito alle cure palliative ed alle terapie del dolore;

    è con la legge n. 38 del 2010 ed il successivo atto di intesa fra Stato e regioni del 25 luglio 2012, che si ha il pieno riconoscimento del diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore, non più confinate nella fase terminale della vita ma estese ad ogni fase di malattia sia in ambito ospedaliero che domiciliare o residenziale negli hospice; infatti così recita l'atto di intesa: «La Rete Locale di Cure Palliative è una aggregazione funzionale e integrata delle attività di cure palliative erogate in ospedale, in hospice, a domicilio e in altre strutture residenziali, in un ambito territoriale definito a livello regionale»;

   con i nuovi livelli essenziali di assistenza si completa il quadro dei principali provvedimenti normativi in materia di cure palliative; infatti, il recente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri «Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza», di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017 – supplemento ordinario n. 15), rappresenta ora il punto di riferimento sia per i pazienti che per i professionisti e prevede un complesso di norme alle quali si deve dare attuazione. I livelli di assistenza nell'ambito della Rete locale di cure palliative sono i seguenti:

     articolo 15 – Assistenza specialistica ambulatoriale: prevede le prime visite multidisciplinari per le cure palliative, inclusa la stesura del PAI, nonché le visite di controllo inclusa la rivalutazione del PAI;

     articolo 21 – Percorsi assistenziali integrati: la innovazione è rappresentata dall'approccio per percorso mediante la valutazione multidimensionale per identificare il paziente che abbisogna di cure palliative, uscendo dall'orizzonte temporale dell’end stage per allargarsi alle fasi precoci della malattia inguaribile ad evoluzione sfavorevole, qualora, come spesso accade, sia presente sofferenza sintomatica sin dall'esordio e/o durante le altre fasi patologiche in possibile simultaneità con le cure eziologicamente orientate;

     articolo 23 – cure palliative domiciliari: sono erogate dalle strutture Ucp (unità di cure palliative) e non più nell'ambito dell'ADI: sono le Ucp che erogano sia le cure palliative di base che quelle specialistiche con ciò garantendo l'unitarietà e l'integrazione dei percorsi di cura con un’équipe curante di riferimento sul percorso e non sul setting assistenziale. Viene garantita la specificità delle cure palliative non più inquadrate nel contenitore indifferenziato delle cure domiciliari rivolte alla non autosufficienza e alle fragilità che non richiedono un approccio palliativo. Il coordinamento delle cure viene puntualmente caratterizzato (comma 3 dell'articolo 21, comma 1-a e 1-b dell'articolo 23) con ciò contribuendo a chiarire la responsabilità del rapporto di cura;

     articolo 31 – centri specialistici di cure palliative – hospice: garantiscono in ambito territoriale l'assistenza ai malati nella fase terminale della vita;

     articolo 38 – ricovero ordinario per acuti: le cure palliative e la terapia del dolore sono per la prima volta espressamente citate come prestazioni cliniche, farmaceutiche, strumentali, necessarie ai fini dell'inquadramento diagnostico e terapeutico, che devono essere garantite durante l'attività di ricovero ordinario (comma 2);

    si rende necessario ora applicare il decreto sui nuovi livelli essenziali di assistenza e contestualmente rafforzare l'impegno formativo dei medici già previsto dalla legge n. 38 del 2010 e finora rimasto largamente inapplicato con importante carenza di palliativisti,

impegna il Governo:

   ad avviare tempestivamente l'aggiornamento della normativa esistente a partire dal decreto ministeriale n. 70 del 2015 recante il regolamento sulla definizione degli standard ospedalieri – che non prevede fra le discipline ospedaliere le cure palliative – al fine di renderla coerente con il modello organizzativo disegnato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sui nuovi livelli essenziali di assistenza;

   ad assumere iniziative per potenziare l'attività formativa del personale sanitario, anche tramite un accordo tra il Ministero della salute e il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per quanto attiene all'estensione della possibilità di accesso dei medici alla necessaria formazione specialistica dedicata (master in cure palliative) e la programmazione delle scuole di specialità, allo scopo di colmare le necessità che emergono anche in relazione alla più generale carenza di medici, prefigurata dalle recenti denunce della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo).
(7-01420) «Miotto, Pollastrini».