• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12932 (5-12932)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12932presentato daGAGNARLI Chiaratesto diMercoledì 13 dicembre 2017, seduta n. 900

   GAGNARLI e COZZOLINO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   l'azione di contrasto agli atti illeciti contro la fauna selvatica in Italia viene attualmente svolta sostanzialmente da tre soggetti diversi: il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (Cutfaac), che svolge le funzioni dell'ex corpo forestale dello Stato i corpi di polizia provinciale e le guardie venatorie volontarie;

   risulta agli interroganti che il nuovo ufficio Oaio, per la biodiversità, riserve naturali dello Stato, del Cutfaac ha sostituito il nucleo operativo antibracconaggio del Corpo forestale dello Stato, e continuerà ad occuparsi anche dei reati contro il patrimonio faunistico tutelato da direttive comunitarie e convenzioni internazionali, mentre alle regioni, nell'ambito della loro autonomia, spetta l'organizzazione dei compiti a loro affidati. Tuttavia, non si hanno dati statistici recenti che aiutino a valutare l'adeguatezza del nuovo servizio nel contrasto ai reati contro il patrimonio faunistico e se possa essere considerato sufficiente;

   da quanto riportato da rappresentanti delle guardie zoofile che, nella grande maggioranza dei casi, operano direttamente sotto il controllo dei corpi di polizia provinciale, la situazione della vigilanza venatoria in Italia rimane carente. Poco è cambiato, al momento, con il passaggio del Corpo forestale nell'Arma dei carabinieri;

   molto critica appare la situazione della polizia provinciale, poiché, a monte, non è più chiaro di chi sia la competenza nell'ambito del controllo dell'attività venatoria in seguito alla riforma delle province operata dalla «legge Delrio»;

   secondo l'associazione professionale dei guardiacaccia pubblici e del personale di polizia in campo ambientale, il contrasto degli illeciti contro la fauna selvatica sarà impossibile se permarrà il blocco del turnover o se non si recupereranno le professionalità forzatamente «esodate» in altri enti pubblici, a seguito dei provvedimenti sulla mobilità del personale degli enti di area vasta. Basti pensare che, rispetto ai dati del 2007, il personale degli enti territoriali dedicato alla lotta al bracconaggio e al presidio del territorio rurale si è praticamente dimezzato, a causa di pensionamenti, blocco dei concorsi, mobilità obbligatorie, tagli di risorse alle province –:

   se i Ministri interrogati non ritengano urgente valutare l'adozione di iniziative per una revisione generale della disciplina in materia di vigilanza ambientale, anche affidando un ruolo di maggiore centralità, autonomia e responsabilità alle guardie venatorie e zoofile, al fine di coprire una lacuna che rischia di compromettere un lavoro fondamentale.
(5-12932)