• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18830 (4-18830)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18830presentato daLAFFRANCO Pietrotesto diMercoledì 20 dicembre 2017, seduta n. 901

   LAFFRANCO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   la legge 19 ottobre 2017, n. 155 («Delega al governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza»), ha introdotto dei criteri che dovranno essere presi in considerazione dal Governo per la definizione delle nuove competenze territoriali, come il numero delle imprese iscritte nel registro, la popolazione residente nel territorio compreso nel circondario del tribunale, il numero dei giudici professionali previsti nella pianta organica e quello delle procedure concorsuali sopravvenute e definite nel corso degli ultimi 5 anni;

   la ridefinizione delle competenze in materia di procedure concorsuali vedrebbe, in particolare, fortemente penalizzato il tribunale di Terni e, di conseguenza, l'intero settore produttivo della provincia;

   si apprende, infatti, che la commissione nominata dal Governo per la predisposizione dei decreti di attuazione sembra orientata all'introduzione di paletti e forti limitazioni con l'obiettivo di concentrare le «procedure fallimentari» nei soli tribunali maggiori e ciò potrebbe comportare la soppressione della sezione fallimentare del tribunale di Terni (proprio attraverso i decreti attuativi della legge n. 155 del 2017);

   un tale depotenziamento provocherebbe gravi disagi logistici e un complessivo aumento delle spese e priverebbe il territorio di un'importante competenza giudiziaria che invece, proprio per la sua rilevanza strategica e funzionale, dovrebbe restare il più possibile vicina alle imprese, specialmente in una fase così delicata per il rilancio dell'economia;

   l'ipotesi di soppressione della sezione fallimentare del tribunale di Terni avrebbe comunque gravi ripercussioni sul territorio in termini economici e sociali;

   a giudizio dell'interrogante, infatti, tale eventualità priverebbe una realtà, già in profondissima crisi, di una vera interfaccia, costringendo imprese in sofferenza ed imprenditori coinvolti ad onerosi viaggi per un confronto con interlocutori che, delocalizzati, potrebbero avere una conoscenza superficiale delle realtà e delle problematiche locali o, comunque, minore rispetto ad interlocutori presenti sul territorio in questione;

   la prospettiva di questa soppressione segue un filo conduttore che vede, oramai sempre più spesso, la concentrazione di sedi e strutture importanti solo ed esclusivamente nelle aree centrali della regione Umbria –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza degli ultimi sviluppi della vicenda esposta in premessa e se non intenda adottare tutte le iniziative di competenza, di concerto con la regione Umbria e gli enti locali, al fine di evitare la soppressione della sezione fallimentare del tribunale di Terni.
(4-18830)