• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/12957 (5-12957) (Presentata il 19 dicembre 2017)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12957presentato daMAESTRI Andreatesto diMercoledì 20 dicembre 2017, seduta n. 901

   ANDREA MAESTRI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   la Cassa delle ammende è un ente pubblico italiano, istituito presso il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia. La sua disciplina, riformata dall'articolo 44-bis decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, prevedeva l'adozione dello statuto entro sei mesi, ma solo dal 28 luglio 2017 esso è entrato in vigore, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 102 del 10 aprile 2017;

   in base all'articolo 2 dello statuto la Cassa eroga i propri fondi soprattutto per programmi di reinserimento dei detenuti, per l'assistenza ai medesimi e per progetti di edilizia penitenziaria finalizzati al miglioramento delle condizioni carcerarie;

   il pre-rapporto 2017 sulle carceri, presentato da Antigone, denuncia un sovraffollamento del 113,2 per cento, una situazione critica per le condizioni di detenzione e per le carenze relative ai contatti con l'esterno e ai rapporti con la famiglia, di cui si riconosce l'utilità per i detenuti, per il reinserimento sociale e la prevenzione di atti di autolesionismo;

   tenuto conto delle sue finalità e considerando che la consistenza di cassa-patrimonio e depositi della Cassa, al 31 dicembre 2016, ammontava a 69.343.533,23 euro, è evidente la necessità di portare a pieno regime l'istituto per intervenire efficacemente sulle cronicità del sistema penitenziario italiano, soprattutto per recuperare i ritardi accumulati negli ultimi dieci anni che hanno portato l'Italia ad essere il primo Paese europeo con più sentenze di condanna della Corte europea dei diritti umani non eseguite;

   si ricorda, infatti, che già nel 2013 la Corte europea dei diritti dell'uomo condannò l'Italia per trattamento inumano e degradante sollecitandola a porre rimedio al sovraffollamento carcerario. Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, nel rapporto relativo al 2016, ha confermato che molti istituti di pena ancora operano al di sopra delle proprie capacità e ha ribadito che l'Italia deve rispettare gli standard relativi allo spazio necessario in cella per ogni detenuto: 6 metri per 2 di spazio vitale, esclusi i sanitari, in cella singola, e 4 metri per due in una cella condivisa –:

   in che tempi intenda assumere le iniziative di competenza per rendere pienamente operativa la Cassa delle ammende e procedere alla nomina degli organi necessari al suo funzionamento, al fine di sanare le cronicità rilevate dal Consiglio di Europa, superando definitivamente i limiti che rendono il sistema penitenziario italiano primo per sentenze di condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo non eseguite.
(5-12957)
(Presentata il 19 dicembre 2017)