• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03120 il decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, e il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03120presentato daCAUSI Marcotesto diMartedì 1 luglio 2014, seduta n. 254

CAUSI, BARGERO e FIORIO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
il decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, e il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, hanno disposto successivi aumenti delle aliquote di accisa relative alla birra, ai prodotti alcolici intermedi e all'alcole etilico;
l'articolo 15, comma 1, lettere e-bis) ed e-ter) del citato decreto-legge n. 91 del 2013, con finalità di copertura di disposizioni introdotte in sede parlamentare nello stesso provvedimento, ha stabilito un ulteriore incremento delle aliquote di accisa sui prodotti alcolici;
l'articolo 7 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5, chiarisce che questi incrementi si aggiungono alle aliquote di accisa rideterminate dal citato decreto-legge n. 104 del 2013: di conseguenza, con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane del 23 dicembre 2013 sono stati dunque disposti gli ulteriori aumenti previsti;
a decorrere dal 1° marzo 2014 gli incrementi sono stati i seguenti: prodotti alcolici intermedi: euro 80,71 per ettolitro; alcole etilico: euro 942,49 per ettolitro anidro; a decorrere dal 1° gennaio 2015 gli incrementi saranno i seguenti: prodotti alcolici intermedi: euro 88,67 per ettolitro; alcole etilico: euro 1.035,52 per ettolitro anidro; birra: euro 3,04 per ettolitro e per grado-Plato;
per effetto dell'articolo 12, comma 7-ter, del decreto-legge n. 145 del 2013 e del provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli del 25 febbraio 2014 è stato eliminato l'incremento dell'accisa sulla birra che, fino al 1° gennaio 2015, ammonterà dunque a 2,70 euro (anziché a 2,77 euro per ettolitro e per grado-Plato);
il citato innalzamento delle accise sui prodotti alcolici in vigore dal 1o ottobre dello scorso, il ritocco successivo dal primo gennaio 2014, ed il previsto aumento a decorrere dal 1o gennaio del 2015 porterà l'accisa ad un aumento complessivo di circa il 27,4 per cento;
secondo le stime delle associazioni di categoria i consumi, a fronte dei forti aumenti di prezzo, rischierebbero di diminuire più che proporzionalmente, in base all'ipotesi di un'elasticità della domanda rispetto al prezzo di tali prodotti superiore ad uno, con una conseguente ricaduta negativa in termini di gettito erariale ed in termini di impatto occupazionale nella filiera;
il settore dei prodotti alcolici occupa in Italia circa 100.000 addetti, generando un valore aggiunto pari a circa 5 miliardi di euro e un gettito erariale pari a circa 3,5 miliardi di euro annui;
l'aumento delle accise andrebbe a colpire in particolare molte aziende di piccole e medie dimensioni italiane che costituiscono circa il 76 per cento del mercato degli alcolici;
i risultati dello studio economico «Il settore della birra. Caratteristiche della domanda e dell'offerta, effetti della tassazione» condotto da REF Ricerche, stimano un minor gettito erariale di 109 milioni di euro al confronto di quanto previsto; a fronte dei 177 milioni di euro previsti, gli analisti di REF stimano ne siano incassati solo 116 milioni di euro; la stessa analisi ritiene di stimare in 48 milioni di euro l'ulteriore effetto negativo in termini d'introito fiscale dovuto al calo del PIL causato dalla flessione dei consumi; il gettito stimato dal centro di ricerca sarebbe pertanto di 68 milioni di euro effettivi, pari al 62 per cento in meno di quanto preventivato, in base a questa valutazione –:
quale sia il gettito effettivo che si è prodotto a partire dal mese di ottobre del 2013 al fine di valutare se le stime proposte dalle associazioni di categorie possano essere confermate dall'andamento effettivo e, in tale ipotesi, se non ritenga opportuno evitare l'ulteriore aumento delle accise sugli alcolici previsto a decorrere dal 1° gennaio 2015. (5-03120)