• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08569 CASTALDI, GIROTTO, GIARRUSSO, SANTANGELO, PAGLINI, LUCIDI, CAPPELLETTI, PUGLIA, MORONESE, NUGNES, DONNO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta agli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08569 presentata da GIANLUCA CASTALDI
martedì 19 dicembre 2017, seduta n.918

CASTALDI, GIROTTO, GIARRUSSO, SANTANGELO, PAGLINI, LUCIDI, CAPPELLETTI, PUGLIA, MORONESE, NUGNES, DONNO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

IT Holding SpA, società a suo tempo quotata nel segmento STAR di Borsa Italiana, è stata una delle aziende di maggior rilievo del mercato dei beni di lusso;

IT Holding SpA era una società a capo di un gruppo di aziende che si occupavano del design, della produzione e della distribuzione di prodotti di alta gamma, (prêt à porter e accessori), con marchi propri (Gianfranco Ferré, Malo ed Extè) oltre che con marchi in licenza fra i più famosi al mondo (D&G Dolce&Gabbana, VJC Versace, Versace Sport, Just Cavalli, C'N'C Costume National e Galliano); IT Holding distribuiva i suoi prodotti attraverso punti vendita indipendenti e una rete di negozi di proprietà presenti nelle più importanti città nel mondo;

il gruppo industriale, guidato allora dal cavalier Tonino Perna, aveva raggiunto, all'apice dell'espansione industriale, oltre un miliardo di euro di fatturato e aveva alle proprie dirette dipendenze oltre 700 lavoratori;

nel febbraio 2009 la crisi finanziaria mondiale che ha interessato anche il gruppo tessile di Pettoranello del Molise, ha costretto la principale azienda del gruppo (ITTIERRE SpA) a chiedere l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria (cosiddetta "Legge Marzano") e, immediatamente dopo, la stessa procedura è stata adottata per l'intera galassia di società del gruppo industriale, compresa la PA Investments S.A. con sede statutaria in Lussemburgo;

considerato che:

il ministro pro tempore Claudio Scajola nominò ben 3 commissari straordinari: Stanislao Chimenti Caracciolo Di Nicastro (avvocato), Roberto Spada (dottore commercialista) e Andrea Ciccoli (consulente aziendale nel settore tessile); come evidenziato da "affaritaliani", in data 12 febbraio 2009, il Ministro, tramite un comunicato informava che ad essi fu affidato il compito di preservare e sviluppare l'attività di Ittierre SpA, "Il compito dei tre Commissari, che sono esperti di diritto societario, di amministrazione aziendale e del settore moda, "sarà proprio quello di risolvere l'attuale momento di crisi (...) e di ristrutturare l'azienda in modo da consentirne l'ulteriore sviluppo dell'attività in un settore fondamentale per il Made in Italy e per la presenza del nostro Paese sui mercati mondiali";

contrariamente al tenore del suddetto comunicato, "poi è andato tutto a scatafascio", come riportato in un articolo pubblicato da "ilsole24ore", del 24 aprile 2014, nel quale si segnalano altresì i "gravissimi errori strategici da parte di imprenditori, manager, enti locali - per non parlare dei tre commissari straordinari nominati dal Governo, totalmente privi di visione - che hanno messo in ginocchio anche il Pil della regione";

la scelta effettuata dai commissari straordinari (ovvero quella del cosiddetto "spezzatino", cioè la singola vendita dei diversi asset industriali) ha prodotto il disfacimento dell'intero gruppo industriale ed il dissolvimento di tutte le attività del polo tessile di Pettoranello del Molise: il complesso aziendale che faceva riferimento al marchio Malo, ad esempio, è stato ceduto al gruppo Evanthe, finito, dopo varie vicissitudini, in procedura di concordato preventivo con riserva presso il Tribunale di Firenze nel settembre 2016;

il complesso aziendale che faceva riferimento al marchio Gianfranco Ferrè, è stato ceduto al Paris Group di Dubai (gruppo arabo a cui fa capo la famiglia Sankari) che ha chiuso i battenti dopo appena due anni, nel 2014, con stop agli investimenti in Italia, licenziamenti e fine di un'altra parte importante del made in Italy; ITTIERRE, infine, viene ceduto dopo lunghe trattative al gruppo Albisetti, con sede e stabilimenti in provincia di Como e all'epoca attivo nella produzione e commercializzazione di abbigliamento intimo, con un fatturato nel 2010 di circa 60 milioni e 150 dipendenti;

nel luglio 2014 la "nuova Ittierre" chiede un concordato preventivo in bianco e si aprono in tal modo una serie di altre procedure di cessione che vedono coinvolte prima la società OTI di Antonio Rosati e poi la società di investimenti IKF, società tutte regolarmente fallite come la Albisetti SpA che aveva originariamente rilevato il complesso aziendale ITTIERRE;

considerato inoltre che:

a parere degli interroganti, numerosi dubbi permangono sul ruolo svolto dai commissari straordinari nominati dal Ministero dello sviluppo economico: Stanislao Chimenti è stato rinviato a giudizio perché coinvolto (nella sua qualità di commissario straordinario) in una vicenda relativa a presunte consulenze milionarie a favore di un defunto parlamentare; Roberto Spada ed Andrea Ciccoli sono stati coinvolti in un procedimento di indagine (interno allo stesso Ministero) che ha condotto alla decadenza e alla revoca della nomina per il secondo dei due (il primo si era già dimesso dall'incarico nell'ottobre del 2016); attualmente gli ex commissari straordinari sono stati sostituiti da altrettanti professionisti, che dovrebbero provvedere alla fase di liquidazione della procedura concorsuale;

con decreto del Ministero dello sviluppo economico 7 aprile 2017, sono state accettate le dimissioni di Roberto Spada ed è stato revocato l'incarico commissariale ad Andrea Ciccoli; tale decreto è stato emesso a seguito di una istruttoria svolta dalla Direzione generale per lo sviluppo produttivo e la competitività, chiamata a vigilare sulle procedure di amministrazione straordinaria; la Direzione generale, in una relazione, aveva sollevato delle contestazioni nei confronti dei commissari in questione;

nel citato decreto ministeriale si legge che si è "ritenuto di concordare con la Direzione Generale che l'insieme degli elementi raccolti, indicati in modo puntuale nella reazione, comprova l'oggettiva inidoneità dell'organo collegiale ad assicurare una efficiente ed efficace gestione della procedura di amministrazione straordinaria e, per conseguenza, una cura adeguata degli interessi pubblici cui la stessa è finalizzata, come emerge in particolare: a) dalla confusa, disomogenea e non compiuta rappresentazione dei costi della procedura; b) dalla assenza di ponderate e concrete iniziative per la rapida conclusione della gestione liquidatoria della procedura, e al contempo dal compimento di atti in assenza della preventiva autorizzazione, ove prevista ai sensi di legge; c) dalla adozione di criteri di determinazione dei compensi degli incarichi di assistenza e consulenza legale penalizzanti per la Procedura e dal mancato controllo del corretto svolgimento degli incarichi medesimi";

considerato altresì che:

a parere degli interroganti, l'obiettivo del Ministero dello sviluppo economico doveva essere quello di salvare una delle aziende tessili più importanti d'Italia e d'Europa;

a distanza di 9 anni nulla è stato raggiunto e definito rispetto alla missione dei commissari e cioè "risolvere l'attuale momento di crisi e di ristrutturare l'azienda in modo da consentirne l'ulteriore sviluppo dell'attività in un settore fondamentale per il made in Italy e per la presenza del nostro Paese sui mercati mondiali";

allo stato attuale nessuna nuova attività è stata definita e nessun posto di lavoro è stato salvaguardato rispetto al complesso delle aziende in amministrazione straordinaria del gruppo IT HOLDING;

numerose sono state le segnalazioni di anomalie, evidenziate nel corso del tempo e pubblicate diffusamente su organi di stampa locali e su reti televisive del servizio pubblico;

il Movimento 5 Stelle Molise ha presentato un'interpellanza al presidente della Giunta regionale per chiedere quali iniziative siano state individuate per tutelare la Regione alla luce della fideiussione di 12 milioni di euro siglata a favore del gruppo Albisetti e per conoscere lo stato del contenzioso in atto,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se, in considerazione di quanto evidenziato nel decreto 7 aprile 2017, intenda rendere pubblici i dati e i fatti relativi alla non compiuta rappresentazione dei costi della procedura in questione;

quali iniziative intenda assumere al fine di rivalersi in merito alle indicazioni del decreto ministeriale 7 aprile 2017 relative alla "assenza di ponderate e concrete iniziative per la rapida conclusione della gestione liquidatoria della procedura, e al contempo dal compimento di atti in assenza della preventiva autorizzazione, ove prevista ai sensi di legge";

se non intenda verificare se i comportamenti evidenziati appartengano a dinamiche collusive con altri interessi industriali da parte dei commissari rimossi o dimessi, nonché promuovere, anche in termini di autotutela, specifiche iniziative di segnalazione verso la magistratura ordinaria di tali comportamenti.

(4-08569)