• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08785 D'ADDA - Al Ministro della giustizia - Premesso che: in data 2 febbraio 2007 la trentacinquenne Tamara Monti, addestratrice di delfini del parco oltremare di Riccione, viene aggredita e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08785 presentata da ERICA D'ADDA
giovedì 21 dicembre 2017, seduta n.920

D'ADDA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in data 2 febbraio 2007 la trentacinquenne Tamara Monti, addestratrice di delfini del parco oltremare di Riccione, viene aggredita e uccisa con 25 coltellate, di cui alcune al volto, in via Po all'ingresso della sua abitazione, mentre rientrava dal lavoro;

l'omicida, Alessandro Doto, un disoccupato di trentacinque anni e suo vicino di casa, ha dichiarato di aver compiuto tale delitto, perché infastidito dal continuo abbaiare dei cani della Monti;

la motivazione di tale terribile gesto resa da Doto non può a parere dell'interrogante essere accettata, in quanto la Monti e il suo compagno erano in procinto di lasciare l'abitazione di via Po per trasferirsi in una nuova a San Clemente;

rilevato che:

l'omicidio della Monti, come risulta anche dagli atti del processo, è un omicidio di rara ferocia e di violenza inaudita così come si evince anche dall'autopsia da cui risulta che i colpi sono stati inferti al solo scopo di uccidere;

l'omicida al processo ha scelto la formula del rito abbreviato, è stato riconosciuto seminfermo di mente e condannato a 14 anni di carcere e a 3 di manicomio criminale;

il giudice nella condanna ha definito il Doto "un individuo pericoloso e in grado di agire ancora";

considerato che:

tra pochi mesi, a 10 anni dall'omicidio, Doto, dopo 4 anni di carcere e sei di OPG (ospedale psichiatrico giudiziario), usufruendo di una serie di sconti di pena, sarà di nuovo libero;

tale notizia sconvolge e preoccupa tutti, in particolare la famiglia di Tamara Monti, che da anni si batte affinché non vi siano più persone vittime di crimini così violenti;

inoltre, agli stessi famigliari della Monti, non solo non è stato riconosciuto alcun risarcimento da parte dello Stato per la morte di Tamara, ma si sono visti obbligati a pagare la tassa del deposito della sentenza anche per la parte spettante all'assassino, poiché quest'ultimo risulterebbe nullatenente; oltre al dolore della perdita, anche la beffa,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa;

se sia a conoscenza dei percorsi riabilitativi, a cui è stato sottoposto l'omicida durante la sua permanenza in carcere e in OPG, stante l'accertata pericolosità e la possibilità di reiterare atti criminosi;

se non ritenga che la liberazione di un criminale di siffatta portata sia inaccettabile, non solo perché espone a seri rischi la sicurezza dei cittadini, ma anche perché lascerebbe passare un messaggio errato nell'opinione pubblica, considerata la non congruenza della pena effettivamente scontata rispetto all'atto commesso;

se si stia attivando affinché venga garantito l'indennizzo delle vittime di qualsiasi reato intenzionale violento, stante la mancata adeguatezza della legge 7 luglio 2016 n. 122.

(4-08785)