• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08832 PUGLIA - Al Ministro dell'interno - Premesso che: in data 20 novembre 2017 sul sito del Comune di Ercolano (Napoli) è stato pubblicato un avviso che comunicava il ripristino sulla...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08832 presentata da SERGIO PUGLIA
sabato 23 dicembre 2017, seduta n.922

PUGLIA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

in data 20 novembre 2017 sul sito del Comune di Ercolano (Napoli) è stato pubblicato un avviso che comunicava il ripristino sulla certificazione anagrafica della denominazione di "Resina" in luogo di quella di "Ercolano" per i nati prima del 30 marzo 1969;

il nome dell'antica Herculaneum deriva dalla leggendaria fondazione della città da parte di Ercole, attratto dalle bellezze dei luoghi. Probabilmente fu fondata dagli Osci nell'VIII sec. a.C. per passare successivamente sotto le dominazioni etrusca, greca, sannita e romana (307 a. C.). Grazie all'amenità del luogo e del clima, la città divenne una delle più splendide località residenziali del patriziato romano, che qui costruì grandiose dimore tra cui la villa di L. Calpurnio Pisone (villa dei Papiri), una delle più grandi dell'antichità, cenacolo di filosofi e letterati europei. La terribile eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C. cancellò in poche ore la città;

il territorio, disabitato per lungo tempo, cominciò a ripopolarsi gradatamente nei primi secoli d.C., ma solo intorno all'anno 1000 si hanno notizie certe su un casale di Resina (o Risìna). Già a quel tempo, sulla collina di Pugliano, esisteva un santuario (il più antico dell'area vesuviana) dedicato alla Madonna che era tra le mete di pellegrinaggio più frequentate di tutta la Campania, oggetto di numerose indulgenze dei pontifici romani, nonché di donazioni e lasciti da parte della nobiltà napoletana; basilica pontificia già dal '500, fu fino al 1627 l'unica parrocchia di Resina e di Portici,

la città, che dal '400 apparteneva alla baronia di Castellania, il 13 agosto 1699 si riscattò dal dominio feudale;

nel 1709 avvenne la prima scoperta della città sepolta anche se gli scavi sistematici cominciarono 30 anni dopo per volontà di Carlo III di Borbone, che fece anche edificare nei pressi degli scavi una residenza, la reggia di Portici; intorno le grandi famiglie della nobiltà partenopea realizzarono stupende ville e palazzi. Per il loro splendore la strada che le costeggiava meritò l'appellativo di "Miglio d'Oro". Ercolano, la città del Miglio d'Oro, ne ospita tra le più belle e fastose, come villa Campolieto, villa Aprile e villa Favorita;

le meraviglie che affioravano dagli scavi e il fascino esercitato dal Vesuvio resero la città meta di studiosi, letterati e ricchi turisti che la inserirono tra le tappe più ambite del grand tour europeo;

la città è stata in varie epoche sede di numerose e prestigiose istituzioni culturali e movimenti artistici; l'accademia Ercolanese, la scuola internazionale di archeologia, fondata da A. Maiuri e, a fine '800, la "scuola di Resina", una corrente pittorica di fama nazionale che ebbe tra i nomi più prestigiosi Adriano Cecioni, Marco De Gregorio, Francesco De Nittis e Federico Rossano;

considerato che:

con decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1969, n. 40, a seguito della deliberazione del Consiglio comunale di Resina (Napoli) del 21 ottobre 1967, n. 22, con la quale è stato chiesto che l'attuale denominazione del Comune stesso sia mutata in quella di "Ercolano", fu decretato il mutamento della denominazione del Comune di Resina in quella di "Comune di Ercolano";

da un documento degli anni '60, firmato da Alfonso Negro, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino, ex calciatore, medico e grande politico della storia ercolanese, assessore per il turismo e per lo sport, si evince per quali importanti motivazioni si votò per attuare il cambiamento del toponimo da Resina a Ercolano; ancora una volta le motivazioni erano legate a motivi modernissimi, concernenti problemi di mezzi di trasporto pubblico. Il trattato, attualissimo nonostante siano passati 50 anni, sottolinea l'opinione pubblica e il problema ercolanese, una volta di squisita natura archeologica e oggi problema di natura sociale e, più precisamente, problema di politica urbanistica, di bonifica urbanistica. Avendo raccolto consensi nel Consiglio comunale, Alfonso Negro pose la sua proposta all'attenzione del sindaco pro tempore Francesco Scognamiglio; questa fu recepita e fatta propria dalla civica amministrazione, la quale nella seduta del 21 ottobre 1967, tenutasi alla presenza della contessa Matarazzo, consorte del sindaco, nel salotto culturale che si teneva presso villa Ravone, attuale villa Maiuri, si riunì in seduta plenaria per discutere e deliberare il sospirato cambio di denominazione, (secondo altre fonti invece l'incontro si tenne nella sala consiliare);

dopo aver disquisito dottamente della bella Ercolano, l'oratore elencò disparati motivi legati alla conoscenza del territorio per addurre il mutamento dell'etimologia, cambiando quindi anche lo stemma conoscitivo della città, da Partenope, sirena mitologica dalla doppia coda nel mare azzurro, alla figura mitologica dell'eroe greco che ricorda molto nella posa l'Ercole Farnese. Inoltre, nel documento siglato e autenticato, appare la motivazione legata alla Circumvesuviana, con la fermata chiamata Resina, che i turisti stranieri non riconducevano a Ercolano, facendo quindi passare la bella città archeologica nell'ombra e dirottando i turisti solo verso Pompei o direttamente al parco del Vesuvio. Recita poi, il significativo documento, che l'interesse archeologico è anche un interesse turistico; l'interesse di Ercolano, anche senza le statue e le pitture custodite a Napoli o altrove all'estero, è notevolissimo soprattutto per chi ha avuto la possibilità di visitare i centri archeologici dell'Etruria, della Magna Grecia, del Lazio o della stessa Grecia, meglio può comprendere come nessuna città antica possa offrire al turista ciò che invece offre Ercolano;

Alfonso Negro nel documento citò anche Joseph Deiss sostenendo che "Ercolano è il più flagrante esempio mondiale nel campo archeologico di un lavoro lasciato a mezzo, sicché il disseppellimento di Ercolano, una delle più ricche scoperte della storia, può dirsi appena cominciato. Allo stato attuale delle nostre conoscenze, in nessuna altra parte della nostra terra esiste un luogo pari a questo, in cui il tempo è suggellato in uno scrigno che attende di essere aperto". Dopo questa esauriente esposizione, accolta dagli applausi di tutti i presenti, il presidente dell'Assemblea aprì la discussione sull'argomento; infine mise in votazione la proposta di cambiare il nome da Resina a Ercolano: la proposta venne pertanto approvata dall'unanimità per alzata di mano;

considerato, inoltre, che:

a parere degli interroganti, il nome di Ercolano, per i citati motivi, è la vera denominazione ufficiale di tale territorio, e quindi il cambio avvenuto con decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1969, n. 40, è stato non già un vero mutamento bensì un naturale ripristino. La norma non intendeva generare un divario generazionale e veniva incontro alle aspirazioni degli ercolanesi. I resinesi che deliberavano la richiesta di cambio denominazione era ben coscienti che si sarebbero chiamati ercolanesi. Ebbene è chiaro che più ci si allontana dalla data di promulgazione di una legge e più se ne perdono le interpretazioni;

ad oggi molti cittadini di Ercolano hanno un legame ormai anche affettivo al nome del proprio territorio, nome che, come anzidetto, ha inorgoglito generazioni di ercolanesi;

a seguito dell'avviso citato di ripristino sulla certificazione anagrafica della denominazione di "Resina" in luogo di quella di "Ercolano" per i nati prima del 30 marzo 1969, questo ha creato una lacerazione tra cittadini di uno stesso territorio, creando di fatto una disparità di trattamento,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché sia valutata la possibilità di annullare la decisione assunta relativamente al ripristino sulla certificazione anagrafica della denominazione di "Resina" in luogo di quella di "Ercolano" per i nati prima del 30 marzo 1969.

(4-08832)