• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08831 MORRA, GIARRUSSO, CRIMI, ENDRIZZI, LUCIDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08831 presentata da NICOLA MORRA
sabato 23 dicembre 2017, seduta n.922

MORRA, GIARRUSSO, CRIMI, ENDRIZZI, LUCIDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti:

l'IPAB (istituto pubblico di assistenza e beneficenza) ISMA (Istituti di Santa Maria in Aquiro), così come le altre principali IPAB del Lazio, è proprietaria di un immenso patrimonio immobiliare. Tale patrimonio ricomprende anche un immobile sito a Cosenza, viale della Repubblica n. 361, di circa 3.000 metri quadrati;

il presidente Pompili e il commissario Basile hanno deciso di alienare tale palazzo ISMA;

pur in presenza di una perizia del luglio 2011 (effettuata da C.F. Patrizi Srl), nella quale l'immobile era stato valutato oltre 3.000.000 euro in considerazione della posizione di pregio nella città di Cosenza e della superficie, i vertici dell'IPAB, presidente Pompili e il segretario Basile, hanno pubblicato giovedì 1° settembre 2016 un avviso pubblico di vendita sul sito istituzionale dell'ISMA, nel quale si indicava: una base d'asta di 1.815.000 euro, il cui importo era stato determinato da una stima effettuata dall'Agenzia delle entrate come riportato nel verbale dell'ISMA nella seduta n. 2 del 17 marzo 2016; che il palazzo risulta essere composto da 121 vani, ma non veniva riportata la superficie dell'immobile;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

successivamente alla pubblicazione del bando, il 21 settembre 2016 è stata presentata al Consiglio regionale del Lazio l'interrogazione 464, a prima firma Valentina Corrado consigliere del MoVimento 5 Stelle, in cui, oltre a citare la legge regionale del Lazio n. 429 del 2015, si teneva conto che nonostante la Regione disponga dei poteri di vigilanza, gli stessi non vengono di fatto esercitati, come i dovuti controlli in ordine all'opportunità di procedere all'autorizzazione dell'alienazione dell'immobile, secondo i parametri di cui all'art. 1, comma 23, della legge regionale n. 22 del 2009;

alla scadenza del primo bando non risulta presentata alcuna domanda; l'alienazione è rimessa a bando per identica cifra in data 23 gennaio 2017 e viene allegato un estratto della predetta perizia estimativa dell'Agenzia delle entrate, ovvero una tabella dove sono riportati i metri quadrati di ciascuna unità, ma non è riportata la valutazione asseritamente risultante dalla perizia stessa. Anche questo bando è andato deserto;

il 21 settembre 2017, l'immobile viene rimesso a bando per la terza volta, per una cifra ridotta di 1.633.500 euro con termine per la partecipazione al 13 dicembre 2017. Anche in questo caso viene allegata la tabella in cui sono riportati i metri quadrati dei singoli vani, ma nessuna valutazione ufficiale dell'immobile;

"il Fatto Quotidiano" ha pubblicato in data 31 dicembre 2016 un articolo, a firma di Antonello Caporale, che, a giudizio degli interroganti, indicherebbe un "metodo" poco trasparente e poco chiaro con cui verrebbero messi all'asta e poi aggiudicati tali immobili di grande valore: "L'Ipab Isma, quello degli orfanelli, deve affittare un appartamento al Pantheon, in via dei Pastini. Il conduttore pagava 500 euro al mese per cinquanta metri. La vecchia gestione aveva provveduto a rifare le misure e la casa, divenuta nel frattempo di 78 metri quadri, era stata offerta all'inquilino per duemila euro al mese. L'inquilino rinuncia. Rifatti i conti dei metri una seconda volta, e siamo nel luglio del 2012, l'appartamento arriva, dopo attenta ri-misurazione, a un totale di 107,59 metri quadri. Il 12 febbraio del 2013 la stima del canone: 3065,72 euro al mese. Nessuno si fa avanti e il 4 aprile il canone viene ridotto a 2934 euro mensili. Ancora niente e ancora ribasso. Il 7 maggio il canone si riduce a 1877 euro al mese e il 18 dicembre 2013 a 1.502 euro. Offerte zero. Arriva all'istituto, con compiti di moralizzazione, il magistrato contabile Sergio Basile e per prima cosa affida una nuova perizia per capire questo benedetto appartamento quanto sia grande. Fino ad allora, come abbiamo visto, la casa si era via via allargata e dai cinquanta metri coperti senza terrazzo era giunta a 107 metri quadri con due terrazzini. Ma queste erano le metrature del 2012, perché nel 2014 la casa si restringe al punto di avere 44,15 metri quadri commerciali e solo 37,23 calpestabili. Quindi si rifanno le cose per bene. Si riaggiorna il canone che il 19 marzo 2015 ridiventa 1.006,50 euro al mese. Strano, ma nessuno si fa avanti. Certo, in pochi conoscono dove cercare e soprattutto dove trovare quell'offerta di case. E coloro che sanno che non è necessario passare dagli annunci delle agenzie immobiliari, attendono che il canone scenda. Infatti l'Istituto abbassa le pretese e chiede (siamo al 6 maggio) 805,20 euro al mese. Ancora nessuno. Allora fa un ulteriore sconto: alla fine l'immobile se lo aggiudica per 750 euro al mese (ridotto a 572,98 per lavori da eseguire a sue spese) una signora il cui papà è aggiudicatario di un secondo appartamento dato in locazione dallo stesso ente, sempre nella stessa via ma un po' più grande (circa 145 metri quadri), il cui canone subisce una retrocessione altrettanto cospicua: dai 3.842,50 euro mensili richiesti nel 2013 ai 1.800 euro al mese ottenuti a marzo del 2016",

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e, qualora corrispondano al vero, se intenda, nei limiti delle proprie attribuzioni, attivarsi al riguardo;

se sia a conoscenza delle motivazioni che l'IPAB ha posto a base della vendita, poiché, a giudizio degli interroganti, non vi sono solide fondamenta;

se la stima dell'immobile effettuata dall'Agenzia delle entrate risulti essere congrua, vista la differenza con la stima effettuata dall'ente IPAB;

se non intenda attivarsi, con iniziative di competenza, affinché: sia allegato al bando il valore effettivo e la descrizione di ogni singolo vano dell'immobile, favorendo il potenziale acquirente e garantendo una corretta pubblicità; siano verificate, qualora la vendita vada a buon fine, le motivazioni circa le ragioni della vendita e l'utilizzo del conseguente ricavato, in quanto a oggi non risulta alcun progetto "in cantiere", ai sensi della citata legge regionale; siano adottate tutte le modalità utili a favorire la vendita tramite le adeguate pubblicità attraverso i più noti siti web idonei alla vendita di immobili;

se non ritenga che il metodo applicato alla vendita possa alimentare il legittimo dubbio che l'operazione sia stata strutturata al fine di aggiudicare l'immobile a un soggetto previamente individuato, a un prezzo irrisorio, a discapito della collettività.

(4-08831)