• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02477 CENTINAIO - Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri - Premesso che: da quanto si apprende dalle notizie riportate dagli organi di stampa le forze dell'ordine hanno scoperto nel...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02477 presentata da GIAN MARCO CENTINAIO
giovedì 10 luglio 2014, seduta n.276

CENTINAIO - Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri - Premesso che:

da quanto si apprende dalle notizie riportate dagli organi di stampa le forze dell'ordine hanno scoperto nel Comune di Vigevano un punto di snodo di un traffico di minori irregolari sbarcati in Sicilia e in Calabria e diretti a Berlino;

stando sempre alle notizie pubblicate dai giornali, gli agenti della volante e della squadra anticrimine hanno fatto irruzione in un bilocale di 30 metri quadri al pian terreno di via Mulini nel Comune di Vigevano: dentro hanno trovato 15 ragazzi egiziani, di cui dodici tra i 7 e i 15 anni. Erano arrivati da poco dalla Sicilia ed erano diretti a Berlino, secondo quanto hanno raccontato. A Vigevano sono stati portati da Alì Ali, 26 anni, egiziano, presente in Italia dal 2009 (già segnalato con il nome di Saleh Mohammed Alì) e senza documenti. Alì li ha recuperati a piccoli gruppi a Milano e doveva preparare il viaggio verso il Nord Europa. Tre alla volta, in auto. Il giovane è stato arrestato e portato a Torre del Gallo, a Pavia: deve rispondere di favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. A lui gli agenti del vice-questore aggiunto Anna Leuci sono arrivati in seguito ad una segnalazione del reparto di Pediatria del locale ospedale di Vigevano sabato 5 luglio 2014 in tarda mattinata: nei giorni scorsi era stato ricoverato con febbre alta un ragazzo di nazionalità egiziana di 12 anni, senza documenti. I ragazzi sono stati prima portati in commissariato e poi trasferiti in strutture protette dentro e fuori la provincia di Pavia, in collaborazione con i servizi sociali del Comune;

il vicesindaco di Vigevano ha fatto notare come sia insostenibile per il Comune farsi carico dell'assistenza sociale dei ragazzi trasferiti nelle strutture comunali e come il Governo non possa non contribuire ai costi che è chiamata a sostenere l'amministrazione comunale;

il fenomeno dei minori stranieri affidati ai servizi sociali ha assunto, negli ultimi anni, proporzioni vastissime e incontrollabili, a causa delle massicce ondate migratorie che hanno investito il nostro Paese;

nel mondo industrializzato i problemi dell'infanzia sono spesso connessi all'ondata dei flussi migratori: i minori, sradicati dal proprio ambiente naturale, in condizioni di povertà, diventano facilmente preda di situazioni di violazione dei diritti fondamentali, dallo sfruttamento del lavoro minorile all'accattonaggio, dallo sfruttamento sessuale all'utilizzo da parte della microcriminalità;

per la sua posizione geopolitica, l'Italia è stata da sempre esposta al fenomeno migratorio. In primo luogo poiché geograficamente protesa verso il mare e, di conseguenza, completamente predisposta ai flussi commerciali o migratori, sempre difficilmente controllabili nella loro interezza. In secondo luogo poiché, trovandosi al centro del mar Mediterraneo, costituisce il confine meridionale del continente europeo, facilmente raggiungibile non solo dalla vicinissima Africa ma anche dal più lontano Medio Oriente. Al di là delle sterili cifre, il fenomeno migratorio è progressivamente divenuto più drammatico. L'immigrazione negli ultimi anni ha fatto registrare un aumento esponenziale anche a seguito della cosiddetta Primavera araba, ma soprattutto a causa della rivoluzione economico sociale che ha sconvolto il mondo negli ultimi 20 anni;

a parere dell'interrogante, il progetto mondialista, rivoluzione economica, politica e sociale che ha conformato il pensiero culturale alle logiche liberiste del mercato, ha scardinato l'identità e le economie di sussistenza (autoproduzione e autoconsumo) su cui le popolazioni del sud del Mondo avevano vissuto, e a volte prosperato, per secoli e millenni, privandoli di quel tessuto di solidarietà familiare e comunitaria. In breve, il potere delle risorse prevale sul potere dell'uomo;

ai primi del Novecento l'Africa era alimentarmente autosufficiente. Lo era ancora, in buona sostanza, nel 1961. Ma da quando ha cominciato ad essere aggredita dall'integrazione economica le cose sono precipitate. L'autosufficienza è scesa all'89 per cento nel 1971, al 78 per cento nel 1978;

tutti gli aiuti non solo non sono riusciti a tamponare il fenomeno della fame, in Africa e altrove, ma lo hanno aggravato. Perché gli "aiuti" alle popolazioni del Terzo Mondo tendono ad integrarle maggiormente nel mercato economico mondiale. Ed è proprio questa integrazione, come dimostra la storia dell'ultimo mezzo secolo, che le fa ammalare ed esplodere;

a parere dell'interrogante, quindi, prima di affrontare il problema dei minori non accompagnati presenti nel nostro Paese con il solito approccio buonista, dovremmo essere capaci di assumerci le nostre responsabilità storiche ma soprattutto dovremmo essere in grado di capire che è necessario un intervento in controtendenza, fondato da un lato su un'azione forte di contrasto alla immigrazione di massa e dall'altro finalizzato a sviluppare interventi mirati di aiuto sul posto per le popolazioni sofferenti;

il Ministro in indirizzo ha reso noto che sarebbero ben 600.000 le persone sulle coste dell'Africa in attesa di imbarcarsi per arrivare via mare in Italia;

se nel 2013 gli sbarchi sono stati 42.925, solo dall'inizio del 2014 gli arrivi hanno già superato quota 20.000 e il Ministero ha fatto sapere che il dato è di oltre 10 volte maggiore a quello registrato nello stesso periodo del 2013, un vero e proprio record;

secondo i dati del Ministero, dal gennaio 2014 i minori arrivati in Italia sono stati 6.722, di cui 4.598 non accompagnati, per la maggior parte di nazionalità eritrea, somala ed egiziana;

il quinto rapporto ANCI 2011-2012 sui minori stranieri non accompagnati rileva che il problema sta assumendo dimensioni emergenziali;

la Commissione d'inchiesta sul fenomeno della mafia della Regione Sicilia nel maggio 2014 ha riportato un dato di non trascurabile importanza relativo alla fuga dai centri di prima accoglienza dell'isola di 1.030 minori immigrati;

la tutela dei minori e del loro equilibrato sviluppo è prioritaria, in quanto i bambini rappresentano il futuro della nostra società; è necessario affermare il diritto delle nuove generazioni a vivere pienamente il loro presente e a sviluppare le proprie potenzialità nel loro contesto familiare, affinché possano affrontare positivamente la loro vita;

il principio VI della dichiarazione dei diritti del fanciullo del 1989 afferma: "Il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità, ha bisogno di amore e di comprensione; egli deve, per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d'affetto e di sicurezza materiale e morale. Salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre";

non è più accettabile l'atteggiamento a parere dell'interrogante ipocrita del Governo che continua a non volere attuare una corretta gestione dei flussi migratori verso il nostro Paese e si limita a scaricare le proprie responsabilità sugli enti locali che, già fortemente penalizzati dai tagli di risorse provocate dalla perdurante crisi e dalla mancata attuazione del federalismo fiscale, devono, in aggiunta, accollarsi spese enormi per l'erogazione di tali servizi, socio assistenziali, a scapito dei cittadini residenti;

il piano di accordi bilaterali elaborato al principio della XVI Legislatura al fine di impedire le partenze dai Paesi costieri dell'Africa, prima di essere interrotto, aveva contribuito in modo drastico a far diminuire gli sbarchi di immigrati sulle nostre coste;

con alcuni Stati, e specificamente con quelli a più alta pressione migratoria, è necessario perfezionare pacchetti di intese di portata più ampia che prevedano non soltanto accordi di riammissione, ma anche intese di cooperazione di polizia, accordi in materia di lavoro e progetti specifici volti alla presa in carico dei minori;

se da un lato è necessario quindi operare al fine di garantire la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, dall'altro lato è fondamentale avviare una politica reale di contrasto all'immigrazione clandestina. È necessario, quindi, evitare, anche solo sotto il profilo esclusivamente culturale, la diffusione di un'apertura indiscussa all'accoglienza, ipotizzando l'introduzione di misure assurde (come particolari deroghe alla normativa nazionale sulle adozioni e affido dei minori) che rischierebbero di alimentare il problema della disperazione delle popolazioni colpite dalla povertà e dalle guerre una soluzione. Una soluzione che nella migliore delle ipotesi può garantire il futuro del singolo, ma nei fatti rappresenta la negazione del futuro di un popolo,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, nella consapevolezza della necessità di tutelare i diritti dei minori vittime delle organizzazioni criminali dedite alla tratta di persone, non ritengano opportuno farsi promotori in tutte le sedi competenti, di una strategia europea comune per il contrasto del fenomeno emergenziale degli sbarchi di immigrati sulle coste del Mediterraneo europeo, atta ad avanzare, in qualità di Stati coalizzati, una richiesta di autorizzazione al Consiglio delle Nazioni unite per un intervento finalizzato: a) al pattugliamento e il controllo delle coste africane interessate dal fenomeno migratorio; b) al contrasto delle associazioni criminali dedite alla tratta di persone; c) alla costituzione nelle località sensibili al fenomeno migratorio di aree territoriali sotto il controllo delle Nazioni Unite per la presa in carico dei rifugiati umanitari e politici; d) all'attivazione, nelle aree territoriali sotto il controllo delle Nazioni Unite, di rappresentanze diplomatiche ed uffici consolari, per recepire, valutare e contingentare le richieste dei permessi di soggiorno per motivi umanitari; e) ad istituire una commissione, formata da rappresentati dei diversi Stati, finalizzata allo studio e all'analisi della capacità recettiva degli Stati, in rapporto alle singole realtà territoriali, per l'ingresso degli immigrati richiedenti permesso di soggiorno per motivi umanitari e politici;

quali iniziative il Ministro dell'interno intenda adottare per prevedere la continuità del finanziamento di un fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che non gravi sui bilanci dei Comuni.

(4-02477)