• Testo DDL 2991

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Atto a cui si riferisce:
S.2991 Disposizioni per favorire l'esercizio del voto dei cittadini che si trovano termporaneamente in un luogo diverso da quello di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche


Senato della RepubblicaXVII LEGISLATURA
N. 2991
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori ENDRIZZI, CRIMI, MORRA e CIOFFI

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 NOVEMBRE 2017

Disposizioni per favorire l'esercizio del voto dei cittadini che si trovano temporaneamente in un luogo diverso da quello di residenza per motivi
di lavoro, studio o cure mediche

Onorevoli Senatori. -- L'articolo 3 della Costituzione recita «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». L'articolo 48, oltre a sancire che l'esercizio del voto è «dovere civico», indica come elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che abbiano raggiunto la maggiore età, stabilisce l'eguaglianza rispetto al diritto di voto e manifesta in modo concreto la parità di diritti sancita nei princìpi fondamentali all'articolo 3. Purtuttavia, nonostante il dettato costituzionale, l'attuale normativa in materia di esercizio del diritto di voto non consente l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'organizzazione politica del nostro Paese. La percentuale di cittadini che studiano o lavorano in regioni diverse da quelle di residenza è infatti molto elevata: secondo elaborazioni effettuate sulla base dei dati forniti dall'ISTAT, il numero di studenti universitari che studia in atenei fuori dalla propria regione ammonterebbe a circa 300.000. Se i soli dati riguardanti gli studenti giustificherebbero un intervento normativo volto a consentire un effettivo esercizio del diritto di voto, è necessario tenere in considerazione anche altre categorie, cominciando da quanti si trovano per lavoro o per motivi di cura fuori dalla propria regione di residenza.

Il disegno di legge in oggetto muove dunque dalla necessità di un intervento volto a garantire una reale parità di tutte le categorie di cittadini rispetto al fondamentale diritto di voto. La presente proposta consente quindi ai cittadini che per le suddette ragioni si trovino a domiciliare in regione diversa da quella di residenza durante il periodo delle consultazioni elettorali o referendarie, di esercitare il loro diritto di voto nel luogo da essi indicato, mediante la presentazione di apposita richiesta, redatta su carta libera, sottoscritta dall'elettore e corredata di copia di valido documento di identità, che deve pervenire al comune di iscrizione elettorale entro i trenta giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali. L'opzione è estesa ai familiari conviventi e non esclude le agevolazioni già previste per rientrare nel territorio di residenza per votare, come lo sconto sui biglietti ferroviari, per coloro che non intendessero esercitarla. La legge n. 52 del 2015, all'articolo 2, comma 37, ha previsto l'opzione del voto per corrispondenza nella circoscrizione Estero per i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano temporaneamente all'estero, come ad esempio gli studenti Erasmus. È tuttavia noto che la maggior parte degli studenti iscritti a facoltà in università con sede in comuni diversi da quelli di residenza non la trasferiscano nel corso degli studi. Questi cittadini si trovano, quindi, a dover affrontare viaggi anche molto lunghi per esercitare il proprio diritto di voto, e le agevolazioni nei trasporti, attualmente previste per chi si rechi nel comune di residenza per votare, spesso non costituiscono un sufficiente incentivo. Tale problematica coinvolge, altresì, chi si trova a soggiornare -- temporaneamente -- in un comune diverso da quello di residenza per ragioni legate alla propria attività lavorativa e professionale, nonché chi soggiorna in un comune diverso da quello di residenza per motivi legati a cure mediche, oltre naturalmente ai familiari loro conviventi. Nel corso della discussione alla Camera dei deputati prodromica all'approvazione con voto di fiducia della legge 3 novembre 2017, n. 165, il Governo si è impegnato -- dando parere favorevole all'ordine del giorno 9/2352-AR/14 -- a risolvere al più presto la questione del voto dei cittadini fuori sede prima della fine della legislatura.

Data l'opportunità di assumere, con la massima urgenza -- ogni iniziativa di carattere normativo ed amministrativo al fine di garantire l'esercizio del diritto di voto per i cittadini che, nel momento elettorale, si trovano in luogo diverso da quello di residenza in territorio italiano, secondo le modalità esposte, si auspica un celere e positivo esame del presente disegno di legge.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Disposizioni per favorire l'esercizio del voto dei cittadini che si trovano temporaneamente in un luogo diverso da quello di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche)

1. In occasione delle elezioni politiche e dei referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione, gli elettori che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovino in Italia, in un comune diverso da quello in cui sono anagraficamente residenti, nonché i familiari con loro conviventi, possono chiedere di esercitare il proprio diritto di voto nel luogo da essi indicato mediante la presentazione di apposita opzione, redatta su carta libera, sottoscritta dall'elettore e corredata di copia di valido documento di identità, che deve pervenire al comune di iscrizione elettorale entro i venti giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali. La richiesta è revocabile entro il medesimo termine ed è valida per un'unica consultazione. Essa deve contenere l'indicazione del luogo presso il quale gli elettori interessati svolgono la propria attività di lavoro o di studio o ricevono le cure mediche, ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

2. Ricevuta la comunicazione di opzione di cui al comma 1 e verificato che nulla osti al godimento dell'elettorato attivo, il comune trasmette immediatamente in via telematica al Ministero dell'interno le generalità e l'indirizzo degli elettori che hanno esercitato l'opzione di cui al comma 1, annotandola sulle liste sezionali. Entro il quindicesimo giorno antecedente la data di svolgimento della consultazione elettorale, il Ministero dell'interno inserisce i nominativi degli elettori in elenchi speciali finalizzati a garantire l'esercizio del voto con le modalità e nelle circoscrizioni elettorali previste dal testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e dalla legge 25 maggio 1970, n. 352. I comuni possono accettare le opzioni degli elettori temporaneamente fuori sede anche oltre il termine di cui al comma 1, purché pervenute in tempo utile per la formazione degli elenchi speciali.

Art. 2.

(Modalità tecniche di attuazione)

1. Con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità tecniche di formazione e trasmissione delle informazioni di cui all'articolo 1, al fine di favorire controlli tempestivi e preventivi, nonché le relative misure di informatizzazione e tenuta in sicurezza dei dati.

Art. 3.

(Copertura finanziaria)

1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in euro 2.500.000, si provvede mediante utilizzo del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4.

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.