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Atto a cui si riferisce:
C.1/00535 premesso che: le valute virtuali sono mezzi di pagamento che operano, in una comunità di riferimento, con le stesse modalità delle valute correnti pur presentando rispetto ad...



Atto Camera

Mozione 1-00535presentato daPAGLIA Giovannitesto diVenerdì 11 luglio 2014, seduta n. 262

La Camera,
premesso che:
le valute virtuali sono mezzi di pagamento che operano, in una comunità di riferimento, con le stesse modalità delle valute correnti pur presentando rispetto ad esse alcune peculiarità. In primo luogo, non hanno corso legale, pertanto l'accettazione è solo su base volontaria; in secondo luogo, non vengono emesse da enti governativi, secondo le tradizionali normative, ma sono generalmente emesse da società non finanziarie secondo regole accettate dai membri della comunità cui la valuta è rivolta;
dette valute, oltre all'esposizione ai rischi operativi, sono soggette a elevati rischi di credito, di liquidità e di frode derivanti dalla carenza normativa e dall'assenza di un meccanismo pubblico di supervisione;
la crescente diffusione delle valute virtuali ed alcuni episodi di frode hanno sollevato l'attenzione delle istituzioni. La Banca centrale europea ne ha illustrato le peculiarità e delineato una classificazione in tre schemi definiti in base al tipo di interazione che le monete virtuali hanno rispetto alle valute correnti e all'economia reale;
l'Associazione bancaria europea è intervenuta nel mese di dicembre 2013 richiamando una serie di rischi da valutare prima di effettuare operazioni di acquisto, scambio o semplicemente per mantenere il possesso di monete virtuali;
tra le valute virtuali sinora immesse sul mercato il bitcoin è quella che sino ad oggi ha riscosso il maggior successo;
la nascita di bitcoin è avvenuta nel 2009 ed è associata al nome del creatore Satoshi Nakamoto, la cui vera identità non è mai stata rivelata;
bitcoin è una rete di consenso che accetta un sistema di pagamento ed è una forma di denaro completamente digitale. Si tratta della prima rete decentralizzata di pagamento peer-to-peer gestita dai suoi utenti senza alcuna autorità centrale o intermediario. La disponibilità di nuove monete cresce in base a una dinamica predefinita per arrivare a un massimo previsto di emissione pari a 21 milioni di unità;
nel corso del 2013 il tasso di cambio del bitcoin rispetto al dollaro statunitense ha registrato considerevoli oscillazioni. Si è passati dai 66 usd per bitcoin di luglio 2013 agli oltre 1.131 di novembre 2013 per arrivare agli attuali 650 usd circa per bitcoin. Il controvalore dell'economia bitcoin al cambio attuale ammonta a circa 8,5 miliardi di usd;
recentissimamente uno studio del servizio di ricerca del Parlamento europeo ha rilevato come i bassi costi di transazione e l'anonimato rappresentino i due elementi di forza del bitcoin;
questa tipologia di moneta, infatti e come si è detto, non poggia su un ente centrale utilizzando un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni sfruttando la crittografia per generare nuova moneta e attribuire la proprietà;
in data 9 luglio 2014 è stata diffusa la notizia che l'Unità di informazione della Banca d'Italia ha avviato approfondimenti sul potenziale di rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo del bitcoin, anche in considerazione di alcune segnalazioni di operazioni sospette ricevute con riguardo ad anomale compravendite, realizzate per mezzo di carte di pagamento o in contante con controparti estere;
in particolare, nell'ambito del rapporto sull'attività svolta nel 2013 dall'Unità di informazione finanziaria (Uif), della Banca d'Italia, si legge che «Le operazioni in bitcoin, pur registrate in appositi database consultabili in rete non consentono di identificare i soggetti intervenuti nelle transazioni, facilitando così lo scambio di fondi in forma anonima e l'utilizzo di tale strumento di pagamento nel contesto dell'economia illegale». I bitcoin sono nati nel 2009 dall'idea di creare un metodo di pagamento digitale per l'acquisto di beni e servizi alternativo alla moneta avente corso legale. La nuova moneta virtuale si è progressivamente diffusa fino a raggiungere – secondo dati disponibili su fonti aperte – la soglia di 12,5 milioni di bitcoin in circolazione, per un controvalore in euro pari a circa 6 miliardi (al cambio medio di marzo 2014). «Si tratta di un metodo di pagamento che non presuppone l'identificazione degli utenti che realizzano le transazioni e non è soggetto a regolamentazione o a controllo da parte di autorità pubbliche – evidenzia il rapporto – I bitcoin possono essere reperiti agevolmente attraverso piattaforme specializzate, gestite da società estere, che consentono l'attivazione di un apposito conto on-line, analogo al conto corrente bancario». Attraverso il conto è possibile comprare e vendere bitcoin, scambiarli con valuta avente corso legale e acquistare beni e servizi offerti da esercenti on-line e fisici. «Il valore del bitcoin – si legge ancora – è estremamente volatile ed espone gli utilizzatori a significativi rischi di speculazione. Inoltre, non risulta vi siano garanzie o forme di controllo che tutelino i clienti o le società che gestiscono bitcoin dal rischio di indebite appropriazioni (ad esempio furto informatico o hackering)»;
sempre nella giornata del 9 luglio 2014, anche il procuratore generale di Roma, Luigi Ciampoli, ha lanciato l'allarme sulla moneta virtuale utilizzata per transazioni on-line. In particolare, il procuratore ha sottolineato il rischio che il bitcoin possa essere utilizzato come strumento per ripulire il «denaro sporco» o per finanziare in maniera occulta varie forme di criminalità, terrorismo internazionale compreso, e auspica interventi normativi che diano certezza di tracciabilità e chiarezza di identificazione di tutte le persone coinvolte in operazioni di trasferimento di bitcoin;
alla luce di quanto precede appare non più procrastinabile l'intervento del Governo ad adottare precise e rigorose iniziative normative tese a contrastare una criminalità quasi sempre più attenta e veloce del legislatore a sfruttare ogni smagliatura o carenza del sistema;
pur essendo quello del bitcoin, come pure sottolineato dal procuratore generale Ciampoli – un sistema che potrebbe anche comportare per la collettività nuove interessanti prospettive, richiede comunque adeguati interventi normativi che mettano al riparo gli operatori da forme di incertezza e scarsa visibilità, che troppo spesso non sono solo fenomeni di scarsa attenzione o trascuratezza, ma di sapiente orchestrazione criminale,

impegna il Governo:

a porre in essere con urgenza ogni iniziativa di competenza finalizzata a limitare la diffusione del bitcoin sino a quando non siano state adottate tutte le opportune iniziative normative sia sul piano europeo sia sul piano nazionale tese a regolamentare in modo compiuto ed organico l'intera materia relativa all'utilizzo della suddetta tipologia di moneta virtuale e, più in generale delle crittovalute, con particolare riferimento al pieno assoggettamento alla normativa antiriciclaggio e alla tracciabilità e identificabilità delle operazioni;
ad assumere iniziative per rafforzare il sistema di monitoraggio delle transazioni che avvengono attraverso l'utilizzo del bitcoin.
(1-00535) «Paglia, Scotto, Nicchi, Melilla, Giancarlo Giordano, Pannarale, Marcon».